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Tumore prostatico: nuova diagnosi precoce senza biopsia

14/03/2011

Da lunedì 14 marzo, al Laboratorio Analisi dell'ospedale di Negrar si esegue un nuovo esame ("-proPSA" o "p2PSA) che calcola il livello di rischio della presenza di un tumore alla prostata evitando inutili biopsie invasive, nel caso di risultato negativo.

E' ben noto che la prevenzione primaria costituisce a tutt'oggi l'arma più efficace nella lotta al cancro della prostata, la più frequente neoplasia maligna non cutanea oggi riscontrata nel sesso maschile: è infatti stimato che 1 uomo su 11, nella fascia di età compresa tra i 40 e i 70 anni può risultarne interessato (circa 14 milioni in Italia).

Nel nostro Paese ogni anno vengono diagnosticati circa 43.000 nuovi casi di tumore prostatico e sono 7.500 i pazienti che ogni anno giungono a decesso per tale patologia.

Proprio per migliorare il riconoscimento precoce della neoplasia prostatica, è stato introdotto da pochi mesi un nuovo test, in grado di verificare, con elevato grado di attendibilità, il rischio di carcinoma della prostata mediante un semplice prelievo ematico.

Quali i vantaggi?

Questo nuovo test risulta decisamente più accurato e più specifico, rispetto alla determinazione del PSA e del PSA libero, consentendo di limitare il numero delle biopsie inutili in quanto negative, corrispondenti attualmente al 60-70% di tutte le indagini isto-bioptiche eseguite sulla prostata: ciò significa per il paziente limitare il disagio e le possibili complicanze legate all'esame nonché, per la collettività, ridurre i costi per procedure non necessarie.

Inoltre il nuovo esame sembra essere in grado di correlare con l'aggressività della neoplasia e dunque permette di selezionare in modo corretto i pazienti con tumore prostatico clinicamente significativo, pazienti da indirizzare dunque ad una terapia aggressiva; in questo modo si eviteranno inoltre le "sovra-diagnosi" e i "sovra trattamenti" su quei soggetti che, pur presentando focali reperti di carcinoma prostatico, non andranno incontro a progressione della malattia.

L'esame, disponibile ora presso l'Ospedale Sacro Cuore di Negrar, grazie all'interessamento del Laboratorio di Analisi Cliniche e della U.O. di Urologia, da anni in prima fila nella prevenzione e nella terapia più avanzata del cancro prostatico, consiste nella determinazione dei livelli circolanti di uno specifico precursore del PSA libero, denominato "-2proPSA" e dei suoi derivati "%proPSA" e "phi".

Il "-2proPSA", definito anche "p2PSA", rappresenta una frazione del PSA libero e viene dosato congiuntamente al PSA su prelievo ematico: mediante un software dedicato si ottengono poi due valori derivati: il " %proPSA " noto anche come "%p2PSA" e corrispondente a [p2PSA/PSA libero] e il " phi " o Beckham Coulter "Prostate Health Index".

Gli studi sinora condotti su quasi 1000 pazienti (e ancora in corso su casistiche sempre più ampie) sembrano confermare che la concentrazione di p2PSA e dei suoi correlati %proPSA e phi è significativamente più alta nel sangue dei pazienti affetti da carcinoma prostatico, mentre non risulta influenzata dalla presenza di neoplasie intraepiteliali.

Ed ancora nei soggetti cosiddetti a rischio (con un PSA totale compreso tra 2 e 10 ng/mL) la determinazione di %proPSA e del phi consentono una discriminazione più accurata rispetto al tradizionale rapporto PSA libero / PSA totale, riducendo sino al 30% il numero di biopsie negative. Ed infine p2PSA, %proPSA e phi sono risultati più elevati in quei pazienti con neoplasia prostatica aggressiva, anche nelle determinazioni effettuate anni prima di una diagnosi clinica: ciò ad avvalorare la correlazione tra questi marcatori e la malignità del cancro prostatico, anche ben prima del suo manifestarsi clinico.

In buona sostanza, il nuovo test non sostituisce la determinazione del PSA, che pur rimane utile nella identificazione dei pazienti a rischio, ma migliora significativamente la selezione dei soggetti con neoplasia clinicamente significativa.

Di conseguenza potrà ridurre il numero di biopsie prostatiche "inutili" mentre fornirà un importante ausilio nella personalizzazione di un percorso terapeutico adeguato per i pazienti con tumore, potendo fornire elementi prognostici rilevanti nella scelta del trattamento più idoneo al singolo caso.

Primo Centro nel Veneto ad offrire questa opportunità diagnostica, l'Ospedale di Negrar è quindi in grado di porre il " -2proPSA " a disposizione dei Medici e degli Specialisti che richiedano una diagnostica avanzata nella gestione dei loro pazienti a rischio tumore prostatico.

L'esame, ad oggi, non è ancora rimborsato dal Servizio Sanitario Regionale e ha un costo di 150 euro.

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