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Servizi di diagnosi e cura

Il Centro di Senologia dell'Ospedale Sacro Cuore - Don Calabria di Negrar (Verona) è un unico nucleo di diagnosi, cura e ribilitazione in cui vari specialisti lavorano in équipe per assicurare la migliore assistenza alle donne che si trovano ad affrontare un tumore del seno.
Chi si rivolge al Centro di Senologia viene immediatamente inserito da operatori specializzati in un percorso integrato che prevede, presso questo unico centro, la presenza di tutte le figure e le apparecchiature necessarie a garantire la migliore assistenza per l'intero iter assistenziale.
Alla fine del percorso diagnostico il caso viene discusso collegialmente tra: radiologi, patologi, chirurghi,
oncologi, psicologi ed eventualmente chirurghi plastici e medici riabilitativi per giungere a un giudizio unico e condiviso.
Questo può portare ad ulteriori indagini oppure a una terapia chirurgica o inizialmente solo medica.
A conclusione della terapia si procede a una rivalutazione per decidere le modalità di controllo nel tempo.
Il Centro è situato al 1° piano dell'Ospedale Don Calabria.
Una segretaria dedicata è a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00.
Tel. 045 60 13 548
Dal momento in cui la segretaria riceve la telefonata i tempi di attesa sono mediamente:
• 2 giorni per la visita senologica
• 5/6 giorni per un esame senologico e/o citologico
• 2/3 giorni per una visita senologica di controllo e/o discussione collegiale nel Centro di Senologia
• 7 giorni per l'intervento chirurgico e 10 giorni nel caso di IORT
• 5/6 giorni per la conclusione del caso con esame istologico e discussione collegiale
• 2 giorni per visita oncologica e inizio terapie oncologiche
I casi esaminati sono stati 201 nel 2009 e 96 nei primi sei mesi del 2010.
Scarica qui il pieghevole del Centro
Le Unità Operative che afferiscono al Centro sono:
Dr.ssa Luciana Felisatti, dr.ssa Cecilia De Santis
Si eseguono mammografie, un esame radiologico del seno che permette di identificare noduli molto piccoli, non ancora palpabili), ecografie e risonanza magnetica (RM).
Nell'anno 2009 sono stati eseguiti 9.446 esami senologici e 5.074 fino a giugno 2010, con tempi di attesa medi di 5-6 giorni per le donne filtrate dal Centro di Senologia. Per gli esami da esterno, si telefona in radiologia (045 6013237) ogni primo lunedì del mese. Si consideri che l'esame senologico si esegue in donne fertili dal primo al 14° giorno d'inizio del ciclo mestruale e questo può comportare un allungamento dei tempi di attesa. L'esame senologico permette anche di eseguire prelievi con aghi sottili (esame citologico) o aghi di maggior volume (esame istologico) guidati dall'ecografia, dalla mammografia o dalla RM e serve inoltre anche a guidare il chirurgo quando deve asportare lesioni non palpabili introducendo sotto guida ecografica o mammografica o RM una sostanza colorata o debolmente radioattiva per controllare che nel frammento di seno asportato vi sia la lesione ricercata.
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Prof. Giuseppe Zamboni, dr. Giuseppe Bogina
Fornisce una diagnosi preoperatoria su cellule o tessuti prelevati da pazienti in cui si sospetta un tumore.
La valutazione intraoperatoria della natura della lesione mammaria, la completezza dell'asportazione e l'esame del linfonodo sentinella vengono effettuate nel Laboratorio allestito all'interno del blocco operatorio, assicurando così un contatto diretto tra patologo e chirurgo estremamente importante non solo per garantire il minor tempo possibile di refertazione ma soprattutto per meglio rispondere alle complesse situazioni cliniche che possono condizionare ed orientare la prosecuzione dell' intervento chirurgico.
La valutazione patologica della lesione mammaria asportata consiste nella diagnosi istologica, nella definizione dei fattori prognostici e nella valutazione dell'espressione di fattori biomolecolari predittivi di risposta terapeutica, quali i recettori per l'estrogeno, il progesterone e lo stato di HER-2 per la personalizzazione della terapia.
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Dr. Alberto Massocco, dr.ssa Rossella Bettini
La nostra chirurgia è attenta a conservare al massimo l'integrità del seno tramite interventi, nel limite del possibile, "estetici". Per questo, nel caso di lesioni non apprezzabili clinicamente, il chirurgo durante l'intervento viene guidato da una traccia colorata lasciata dal radiologo che va dalla lesione nel seno alla cute sovrastante, ma in casi particolari anche da una sostanza debolmente radioattiva introdotta sempre dal radiologo con la collaborazione del medico nucleare (ROLL).
Nel corso dell'intervento si asporta anche il "linfonodo sentinella" che, esaminato istologicamente (in estemporanea), permette di sapere, nel giro di pochi minuti, se il tumore si è diffuso ai linfonodi o no.
L'anatomo-patologo, esaminando il pezzo del seno asportato, controlla che la lesione non sia troppo vicina al margine, se così fosse si può eseguire nel corso dello stesso intervento un allargamento dell'escissione.
Quando è indicato, la nostra Unità effettua la radioterapia intraoperatoria (IORT) con un acceleratore di elettroni (LIAC) uguale a quello in uso all'Istituto Europeo Oncologico che sostituisce la radioterapia convenzionale post operatoria (applicazioni giornaliere per 5-6 settimane) o ne riduce la durata e le dosi (BOOST). Questa procedura allunga di poco la durata dell'intervento ma richiede un'organizzazione complessa con la presenza in sala operatoria di un radioterapista, un fisico medico e tecnici radiologi.
Nel caso in cui le caratteristiche del tumore richiedano l'asportazione di tutto il seno, e la donna lo desideri, si esegue in un unico tempo anche la ricostruzione del seno, con varie tecniche chirurgiche e con attenzione alla conservazione del capezzolo (nipple sparing); in questo caso si può effettuare un'eventuale radioterapia intraoperatoria del tessuto mammario rimasto dietro al capezzolo.
Fino a giugno 2010 si sono eseguite: 120 prime visite chirurgiche, 164 visite di controllo e 112 interventi chirurgici, di cui 74 per tumore maligno.
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Dr. Cesare Cristofoli, dr. Roberto Forcignanò
Lavora a stretto contatto con la chirurgia per ridurre il più possibile il trauma dovuto a una modificazione del seno in seguito all'intervento chirurgico. Collabora con il chirurgo nelle ricostruzioni o partecipa all'intervento per rendere più estetica l'incisione.
Inoltre viene eseguito il lipofilling (autotrapianto di tessuti adiposo) per colmare eventuali perdite di volume del seno conseguenti a interventi conservativi necessariamente ampli.
Nel 2009 sono state eseguite 31 ricostruzioni del seno (primo intervento) e 128 altri interventi ricostruttivi, compresi il "secondo tempo".
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Il centro è uno dei pochi in Italia a disporre di una IORT (Intra Operatory Radio Therapy, radioterapia intraoperatoria), un'apparecchiatura che consente di eseguire un unico ciclo di radioterapia durante l'intervento chirurgico, ed evita in tal modo l'abituale radioterapia postoperatoria.
A partire dai primi mesi del 2011, la nostra struttura potrà avvalersi di un'attività radioterapica con apparecchiature all'avanguardia, che permetteranno di trattare ogni tipo di tumore con minimi tempi d'attesa.
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Dr.ssa Maria Luisa Fabbro
Il centro di senologia offre l'assistenza di specialisti psicologi che seguono la donna in tutto il percorso diagnostico-terapeutico, favorendo un miglior adattamento alla malattia e al percorso terapeutico, fornendo un supporto psicologico sia individuale che famigliare.
Nel 2010, fino a giugno, sono stati eseguiti 138 colloqui.
Dr. Renato Avesani, dr.ssa Paola Zapparoli
Dopo l'intervento chirurgico al seno si possono presentare alcuni problemi che richiedono un trattamento riabilitativo, soprattutto una ridotta funzionalità articolare della spalla o un edema linfatico dell'arto superiore (detto "braccio grosso"). Queste complicazioni sono per lo più facilmente risolvibili ma è opportuno prevedere una tempestiva presa in carico.
Per affrontare questi problemi le pazienti operate al seno possono accedere al servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione con la prescrizione del proprio medico di base, riportante la dicitura "Visita Fisiatrica", prenotando presso i Poliambulatori oppure direttamente alla segretaria del Centro di Senologia.
Presso la Medicina Fisica si eseguono:
- fisiokinesiterapia specifica per la prevenzione e gestione delle eventuali complicanze post intervento;
- linfodrenaggio manuale;
- bendaggio funzionale.
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Dr.ssa Monica Turazza
La ricerca clinica in oncologia ha permesso di conoscere la storia naturale del carcinoma mammario. Oggi si può affermare che esso è un insieme di malattie neoplastiche differenti tra loro dal punto di vista delle caratteristiche biologiche e conseguentemente anche nel loro comportamento clinico.
L'oncologia medica permette di utilizzare farmaci che controllano la malattia in toto, ovvero esercitando il loro meccanismo d'azione su tutti gli organi. I farmaci utilizzati sono diversi da paziente a paziente e la scelta è dettata proprio dalle caratteristiche biologiche e dal comportamento della malattia nella sua storia clinica.
Si distinguono due tipi di carcinoma mammario: endocrino-sensibile, il cui trattamento è costituito sostanzialmente dalla terapia ormonale; non endocrino-sensibile il cui trattamento è costituito principalmente dalla chemioterapia. Inoltre negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo di farmaci che, a differenza della chemioterapia, hanno la caratteristica di essere selettivi per le cellule neoplastiche. Queste terapie definite "target therapies" (terapie bersaglio) si associano spesso alla terapia ormonale e alla chemioterapia.
La Struttura Complessa di Oncologia Medica permette di usufruire di tutte queste terapie e dispone inoltre di nuovi farmaci utilizzati in diverse sperimentazioni cliniche nazionali e internazionali. Questa disponibilità permette trattamenti all'avanguardia sia come terapie standard sia come terapie sperimentali, ove quelle standard non abbiano avuto il risultato atteso.
Ogni anno la Struttura Complessa di Oncologia Medica si prende carico di circa 180 nuovi casi di carcinoma mammario. Di questi, circa il 75% sono operabili e vengono posti all'attenzione dell'oncologo per il trattamento farmacologico postoperatorio (detto anche adiuvante); il 15% è costituito da casi per i quali si rende necessario un trattamento farmacologico (più frequentemente chemioterapico) prima dell'intervento chirurgico (detto anche neoadiuvante) con lo scopo di controllare a livello sistemico la malattia e di evitare la mastectomia, consentendo di conservare la ghiandola mammaria. Infine un 5% è costituito da casi di carcinoma mammario in fase avanzata dall'inizio e non operabile.
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Dr. Massimo Zamboni, dr. Pierluigi Gabrieli, dr. Matteo Salgarello
La Medicina Nucleare si inserisce nel percorso integrato utilizzando alcune metodiche di grande valore per la nuova strategia terapeutica del carcinoma mammario:
La ricerca del linfonodo sentinella, metodica scintigrafica per la rilevazione del principale linfonodo di drenaggio di una lesione mammaria che consente di evitare invalidanti interventi di svuotamento ascellare.
Tecnicamente la prima fase si esegue iniettando un tracciante radioattivo in corrispondenza della lesione mammaria (colloide di albumina marcato con TC99m), seguendo poi la sede linfonodale di concentrazione. La seconda fase si esplica in ambiente chirurgico, con l'asportazione del linfonodo in precedenza individuato e la verifica istologica macroscopica.
Da quando la metodica ha ottenuto pieno consenso ed è stata confermata la sua validità, nella nostra Unità il numero di questi esami è in costante aumento (150 nel 2008, 210 nel 2009, 250 a settembre 2010). A questo va aggiunto che le metodiche per individuare lesioni mammarie con dimensioni ridotte si sono affinate e costituiscono sempre più un punto chiave per portare alla guarigione.
La ROLL (Radioguided Occult Lesion Localisation, cioè Localizzazione radioguidata della lesione nascosta), è una metodica che aiuta il chirurgo a ridurre al minimo le dimensioni di asportazione di una lesione neoplastica mammaria.
Negli ultimi anni, si è dimostrata fondamentale la tecnologia PET-Tc, di recente installata in questa Unità, che permette di valutare e stadiare correttamente ogni caso clinico ed eventualmente di controllare l'efficacia di trattamenti terapeutici.
Per poter ottenere tutto questo, sono di grande importanza, oltre alla tecnologia, le capacità operative del medico nucleare.
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Dr. Marcello Ceccaroni, dr. Francesco Bruni, dr. Giovanni Roviglione, dr. Roberto Clarizia
L'Ambulatorio di Ginecologia Oncologica, ha programmi di trattamento specificamente rivolti ai problemi del tratto genitale femminile inferiore: le emorragie vaginali, la diagnosi e la gestione delle masse pelviche e delle recidive, nonché il follow-up onco-ginecologico e il controllo dell'endometrio nelle pazienti con cancro della mammella trattate con tamoxifene o ormonoterapia. Particolare attenzione è rivolta alla gestione medica e al follow-up delle pazienti, nonché alla diagnosi precoce.
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rappresenta un punto di riferimento per tutte le donne che qui possono imparare a conoscere meglio il proprio seno, capire come cambia nelle varie fasi della vita (gravidanza, allattamento, menopausa), per controlli periodici o screening.
Fortunatamente la medicina ha compiuto enormi progressi nella cura del carcinoma alla mammella, tanto che oggi rappresenta una delle forme di cancro più guaribile.
Nelle riunioni collegiali del Centro si discutono le novità nel campo dei trattamenti del tumore al seno e si mettono a fuoco nuovi protocolli per aggiornare costantemente le nostre procedure.
Le pazienti non dovranno più rivolgersi a vari specialisti o ospedali, o ricorrere a professionisti privati per ottenere l'adeguata assistenza terapeutica, psicologica e riabilitativa.