Lo studio del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali e Microbiologia sull’efficacia del vaccino effettuato sugli operatori sanitari dell’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria. La risposta anticorpale al vaccino in chi è stato contagiato da SARS COV2 è maggiore quanto più è il tempo trascorso dall’infezione. Una singola dose pare sufficiente a chi ha contratto il virus, indipendentemente da quanto tempo è passato dall’infezione

Uno studio condotto dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR), pubblicato sulla rivista Clinical Microbiology and Infection  (clicca), ha dimostrato che negli operatori sanitari con precedente infezione la risposta anticorpale dopo una sola dose di vaccino è significativamente più alta rispetto a quella ottenuta dopo due dosi negli operatori mai colpiti dal virus. Anche dopo dieci mesi dal contagio, ovvero il tempo intercorso dai primi operatori contagiati alla conclusione dello studio. Per non sprecare preziose dosi di vaccino, i ricercatori del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali e Microbiologia, coordinati dal professor Zeno Bisoffi, invitano perciò a vaccinare con una sola dose chiunque abbia avuto il Covid-19, sebbene l’infezione sia avvenuta oltre i 6 mesi prima (dal 22 luglio il ministero ha posto il limite entro un anno, ndr), limite finora raccomandato dal Ministero della Salute, oltre il quale è indicato il richiamo.

Lo studio è stato condotto fra gennaio e marzo 2021, quando circa 2000 operatori sanitari dell’ospedale veronese sono stati sottoposti alla vaccinazione anti-Covid con Pfizer-BioNTech; agli aderenti sono stati dosati gli anticorpi contro SARS-CoV-2 al momento della prima e della seconda dose e poi una terza volta dopo 2/3 settimane dall’ultima inoculazione. “Abbiamo dosato varie classi di anticorpi e in special modo gli anticorpi IgG quantitativi che comprendono quelli neutralizzanti ovvero gli anticorpi che con una certa approssimazione misurano la risposta al vaccino – spiega Bisoffi, che è anche professore associato all’Università di Verona – Dei 1935 partecipanti, 232 avevano una storia di infezione documentata: proprio in quest’ultimi il titolo anticorpale medio dopo una sola somministrazione di vaccino era significativamente più alto rispetto a quello rilevato in chi non aveva mai contratto il virus e aveva ricevuto due dosi di vaccino. Questo conferma le osservazioni di altri ricercatori ma su numeri inferiori e corrobora la decisione di procedere con un’unica somministrazione in chi ha già avuto il Covid-19”. A oggi però questa scelta è stata limitata ai 6 mesi dopo l’infezione: nei casi in cui sia trascorso più tempo viene prevista una seconda dose di vaccino, come accade per chi non ha mai incontrato il virus.

I dati raccolti dai ricercatori veronesi dimostrano che la seconda dose non è necessaria, anzi: “Con sorpresa abbiamo osservato che la risposta anticorpale era tanto più forte quanto più tempo era trascorso dall’infezione; la risposta è più consistente anche in chi è più giovane, nelle donne e in chi ha avuto un Covid-19 con sintomi – aggiunge Bisoffi – Tutto ciò indica che una singola dose di vaccino a mRNA è comunque sufficiente in chi ha contratto il nuovo Coronavirus indipendentemente dal tempo trascorso dall’infezione. Considerando che non possiamo permetterci di sprecare preziose dosi di vaccino – conclude l’infettivologo – il criterio della vaccinazione monodose soltanto entro i 6 mesi dal contagio potrebbe essere rivisto per far sì che chi ha avuto Covid-19 riceva un’unica dose, sempre. L’obiettivo adesso è verificare questi dati in una popolazione che sia stata vaccinata dopo tempi ancora più lunghi dall’infezione, per corroborare ulteriormente l’indicazione”.