{"id":2028,"date":"2016-09-08T15:04:30","date_gmt":"2016-09-08T13:04:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=2028"},"modified":"2019-06-04T15:09:14","modified_gmt":"2019-06-04T13:09:14","slug":"il-malato-va-accolto-anche-a-livello-umano-e-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/il-malato-va-accolto-anche-a-livello-umano-e-spirituale\/","title":{"rendered":"&#8220;Il malato va accolto anche a livello umano e spirituale&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;2030&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"abstract\">Intervista a fratel Mario Bonora, che \u00e8 stato presidente dell&#8217;ospedale di Negrar dal 1990 al 2014 ed \u00e8 tuttora presidente ARIS, in occasione del suo 55\u00b0 anniversario di professione religiosa nell&#8217;Opera Don Calabria<\/h2>\n<div class=\"testo\">\n<p>\u00c8 stato per 24 anni presidente dell&#8217;ospedale Sacro Cuore Don Calabria, dal 1990 al 2014, ma in precedenza fratel Mario Bonora ha svolto molti altri servizi per l&#8217;Opera Don Calabria fin dagli anni Sessanta, quando entr\u00f2 nella Famiglia calabriana come Fratello consacrato. In occasione del suo 55\u00b0 anniversario di professione religiosa, che si celebra l&#8217;8 settembre, abbiamo chiesto a fratel Bonora di raccontarci la sua esperienza nell&#8217;Opera e i suoi ricordi degli anni trascorsi a Negrar&#8230;<\/p>\n<p><strong>Fratel Bonora, cosa ricorda del suo ingresso nell&#8217;Opera di don Calabria?<\/strong><br \/>\nIo sono di Ferrara. Quando ero ragazzino mio padre, che era capomastro, ebbe un grave incidente. La mamma doveva assisterlo, quindi non poteva seguire noi 5 fratelli. Cos\u00ec si cercarono per noi delle sistemazioni. Io fui accolto nella Casa che don Calabria aveva aperto nella nostra citt\u00e0. Avevo 12 anni.<\/p>\n<p><strong>Come fu l&#8217;esperienza del collegio?<\/strong><br \/>\nAll&#8217;inizio non ne volevo sapere, tanto che il direttore don Pietro Murari decise di rimandarmi a casa. Un giorno chiam\u00f2 mia mamma e quando la vidi uscire piangente dal suo studio capii che dovevo cambiare.<\/p>\n<p><strong>Le cose sono cambiate al punto che ha scelto di diventare Fratello&#8230;<\/strong><br \/>\nUn po&#8217; alla volta mi sono lasciato entusiasmare dai &#8220;Fratelli&#8221;. Si dedicavano a noi ragazzi con un impegno incredibile e vivevano al nostro fianco giorno e notte, proprio secondo lo spirito del fondatore. Credo che qui stia il seme della mia vocazione. Poi, dopo le medie, andai a Verona per fare un periodo di formazione e infine entrai in noviziato.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il suo percorso nell&#8217;Opera prima di arrivare all&#8217;ospedale?<\/strong><br \/>\nNella mia formazione avevo ricevuto una preparazione di tipo pedagogico, ma fin da subito i superiori mi diedero incarichi in campo amministrativo: prima a Costozza (Vicenza), poi nella Casa di Milano e infine a Roma. Nel 1972 il Superiore generale don Adelio Tomasin mi chiese di affiancare l&#8217;economo della Congregazione, ovvero fratel Rino Nordera. Infine nel 1978, dopo il Capitolo, fui nominato economo generale.<\/p>\n<p><strong>Nel 1990 lei \u00e8 arrivato a Negrar. Immagino che all&#8217;inizio non fu semplice&#8230;<\/strong><br \/>\nL&#8217;ospedale era gi\u00e0 una realt\u00e0 molto importante e ci volle del tempo per capire bene come funzionava. Ma la cosa che mi \u00e8 rimasta pi\u00f9 impressa \u00e8 l&#8217;impatto con il mondo della sofferenza e della malattia. A Negrar ho potuto imparare che la persona malata si trova in una situazione molto particolare ed ha bisogno di un accompagnamento speciale non solo a livello sanitario ma anche umano e spirituale.<\/p>\n<p><strong>Cosa le chiesero i superiori quando le affidarono l&#8217;incarico all&#8217;ospedale?<\/strong><br \/>\nRicordo che mi chiesero in particolare due cose. In primo luogo di collaborare affinch\u00e8 l&#8217;ospedale rimanesse al passo con i tempi, sia a livello di professionalit\u00e0 sia di tecnologie perch\u00e9 questo \u00e8 il modo per rendere il miglior servizio possibile ai pazienti. In secondo luogo mi chiesero di avere un&#8217;attenzione particolare per l&#8217;area socio-sanitaria accanto a quella sanitaria. E in effetti oggi l&#8217;area socio-sanitaria \u00e8 una parte importante della Cittadella della Carit\u00e0 anche a livello numerico, con le sue tre residenze: Casa Nogar\u00e8, Casa Perez e Casa Clero.<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 cambiato nell&#8217;ospedale nei 24 anni in cui lei \u00e8 stato presidente?<\/strong><br \/>\nIn questi anni l&#8217;ospedale ha camminato con i tempi grazie all&#8217;impegno di tutti. Sono state fatte tante innovazioni, sia tecnologiche sia strutturali. Sono aumentati i servizi e i collaboratori sono triplicati fino a raggiungere il numero attuale che supera le 1800 unit\u00e0. L&#8217;ospedale oggi offre cure qualificate per migliaia di persone che provengono dal Veneto e da tutta Italia. Ma mi piace pensare che lo spirito sia rimasto inalterato e fedele ai valori trasmessi dal nostro fondatore san Giovanni Calabria.<\/p>\n<p><strong>Cosa rende il Sacro Cuore un ospedale &#8220;calabriano&#8221;?<\/strong><br \/>\nIo credo che la prima caratteristica che lo rende &#8220;calabriano&#8221; sia la motivazione dei nostri operatori. A Negrar c&#8217;\u00e8 davvero un&#8217;attenzione speciale alla persona ammalata in tutte le sue necessit\u00e0 e gli operatori in moltissimi casi se ne fanno carico con un vero spirito di servizio. In questo credo sia rimasta una profonda adesione allo spirito di don Calabria, il quale durante tutta la sua vita sent\u00ec un grande interesse per gli ammalati e gli anziani. Un altro aspetto che rende &#8220;calabriano&#8221; il nostro ospedale \u00e8 il lavoro pastorale portato avanti in modo particolare dal Consiglio Pastorale Ospedaliero.<\/p>\n<p><strong>Dal 2004 lei \u00e8 presidente dell&#8217;ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) che riunisce i vari enti religiosi che si occupano di sanit\u00e0 in Italia. Qual \u00e8 a suo giudizio la funzione oggi di questi enti?<\/strong><br \/>\nL&#8217;ARIS riunisce circa 250 enti, tra cui una trentina di ospedali, e poi vari centri di riabilitazione, RSA, case di cura, hospice, ex istituzioni psichiatriche e istituti scientifici (IRCCS). Io credo che questi enti, pur in un momento di grave crisi per molti, continuino ad assolvere un ruolo fondamentale, che \u00e8 quello di assistere le persone ammalate testimoniando il Vangelo. Inoltre non va dimenticato che spesso tali istituzioni intervengono con efficacia laddove ci sono carenze nel servizio pubblico.<\/p>\n<p><strong>Quale saluto si sente di dare ai collaboratori dell&#8217;ospedale e agli ammalati che vi sono curati?<\/strong><br \/>\nAuguro a tutti gli operatori di continuare nel loro servizio qualificato all&#8217;ammalato, mantenendo quello spirito di servizio e di umanit\u00e0 che rende &#8220;speciale&#8221; il Sacro Cuore. E poi non dobbiamo dimenticare che abbiamo una marcia in pi\u00f9. Come diceva don Calabria: &#8220;<em>Le nostre radici sono in alto<\/em>&#8220;!<\/p>\n<p><strong><a href=\"mailto:matteo.cavejari@sacrocuore.it\">matteo.cavejari@sacrocuore.it<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_gallery el_id=&#8221;gallery-208363&#8243; type=&#8221;carousel&#8221; medias=&#8221;2029&#8243; carousel_lg=&#8221;3&#8243; carousel_md=&#8221;3&#8243; carousel_sm=&#8221;1&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; carousel_interval=&#8221;3000&#8243; carousel_navspeed=&#8221;400&#8243; stage_padding=&#8221;0&#8243; single_overlay_opacity=&#8221;50&#8243; single_padding=&#8221;2&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;2030&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text] Intervista a fratel Mario Bonora, che \u00e8 stato presidente dell&#8217;ospedale di Negrar dal 1990 al 2014 ed [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2030,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-2028","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2028","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2028"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2028\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2028"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2028"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}