{"id":212,"date":"2019-05-03T09:00:55","date_gmt":"2019-05-03T07:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=212"},"modified":"2019-07-26T16:11:50","modified_gmt":"2019-07-26T14:11:50","slug":"a-negrar-i-maggiori-esperti-europei-di-medicina-tropicale-e-dei-viaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/a-negrar-i-maggiori-esperti-europei-di-medicina-tropicale-e-dei-viaggi\/","title":{"rendered":"A Negrar i maggiori esperti europei di Medicina tropicale e dei viaggi"},"content":{"rendered":"<h2>TropNet, il network che comprende 75 Centri europei, \u00e8 coordinato dal 1\u00b0 aprile dal professor Zeno Bisoffi. Il tema della due giorni \u00e8 la schistosomiasi, una patologia tropicale che interessa tutti i viaggiatori<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"testo\">\n<p><strong>Gioved\u00ec 9 e venerd\u00ec 10 maggio l&#8217;Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico per le malattie infettive e tropicali, ospiter\u00e0 l&#8217;incontro di TropNet, il network europeo di cui fanno parte 75 Centri di Malattie infettive e tropicali e\/o di medicina dei viaggi. Dal 1\u00b0 aprile il coordinamento del network \u00e8 stato affidato al professor Zeno Bisoffi, direttore del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali e di microbiologia, coadiuvato dai dottori Andrea Angheben e Federico Gobbi, sempre dell&#8217;Ospedale di Negrar.<\/strong><\/p>\n<p><strong>TropNet il network dei Centri europei di Medicina Tropicale sotto la guida di Negrar<\/strong><\/p>\n<p>Il fine principale di TropNet \u00e8 quello di costituire una piattaforma di ricerca e di sorveglianza delle patologie d&#8217;importazione, di creare protocolli standardizzati per la gestione dei pazienti con tali patologie e di favorire la formazione in medicina tropicale e in medicina dei viaggi a livello europeo.<\/p>\n<p><strong>La schistosomiasi, la patologia tropicale negletta ma non rara<\/strong><\/p>\n<p>In occasione dell&#8217;incontro di Negrar, i maggiori esperti europei in malattie tropicali faranno il punto sulla schistosomiasi, una delle patologie &#8220;neglette&#8221; su cui il Dipartimento diretto dal professor Bisoffi ha concentrato maggiormente negli ultimi anni la ricerca epidemiologica, fisiopatologica e diagnostica con pubblicazioni su Lancet e Eurosurveillance (<a href=\"https:\/\/www.sacrocuore.it\/attach\/Content\/Journal\/3368\/o\/tropnetp7.pdf\">programma in allegato<\/a>). In otto anni sono stati diagnosticati pi\u00f9 di 800 casi, una delle casistiche pi\u00f9 alte in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 la patologia dei migranti, interessa anche i turisti<\/strong><\/p>\n<p>La schistosomiasi \u00e8 una malattia infettiva, non contagiosa, endemica in particolare nei Paesi dell&#8217;Africa Subsahariana, ma presente pure in alcune zone dell&#8217;Asia e del Sud America. Tuttavia non \u00e8 una patologia esclusivamente dei migranti. Ma interessa anche i turisti ed gli espatriati che si immergono in fiumi o laghi contaminati dalla presenza dello schistosoma, il parassita responsabile dell&#8217;infezione. Inoltre nel dal 2012 al 2016 si sono verificati casi di schistosomiasi anche in Corsica, in persone che si erano bagnate nel fiume Cavu.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il contagio avviene immergendosi in fiumi e laghi subsahariani ma non solo<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Il serbatoio del parassita \u00e8 l&#8217;uomo &#8211; spiega il dottor Gobbi, responsabile scientifico dell&#8217;incontro di Negrar &#8211; che con l&#8217;urina o le feci deposita le uova di schistosoma in acque dolci dove sono presenti dei molluschi gasteropodi (delle piccole conchiglie) necessari per completare il ciclo vitale del parassita. L&#8217;infezione avviene con la penetrazione dello schistosoma attraverso la cute integra. Non esistono n\u00e9 profilassi n\u00e9 vaccino, l&#8217;unica prevenzione possibile \u00e8 di non immergersi in acque dolci in zone tropicali&#8221;. Tuttavia sulla schistosomiasi ci sono ancora degli aspetti non completamente definiti, su cui si discuter\u00e0 nell&#8217;incontro del &#8220;Sacro Cuore Don Calabria&#8221;. &#8220;Per esempio permangono diverse aree grigie sulla fisiopatogenesi delle lesioni polmonari durante la fase acuta, sulla classificazione della schistosomiaisi (certa, probabile, possibile) sulla durata del trattamento e sulla standardizzazione del follow-up&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Se non viene curata pu\u00f2 comportare complicanze gravi<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre \u00e8 aperto un dibattito scientifico sulla definizione di patologia acuta e cronica. Attualmente viene considerata acuta se entro 90 giorni vengono sviluppati sintomi come tosse, febbre ed eosinofilia (cio\u00e8 aumento dei globuli bianchi eosinofili). Dopo i 90 giorni viene definita cronica. &#8220;Fondamentale \u00e8 che venga riconosciuta (spesso \u00e8 asintomatica) e curata &#8211; sottolinea -. Nel caso contrario si pu\u00f2 andare incontro a complicazioni, anche molto gravi, a danno dell&#8217;apparato uro-genitale e gastroenterico&#8221;. La terapia di 1-3 giorni con pranziquantel \u00e8 necessaria per non incorrere in patologie importanti e potenzialmente mortali come il carcinoma della vescica o l&#8217;idronefrosi (una condizione patologica causata da un accumulo di urina nel rene, ndr) oppure come una forma di fibrosi epatica simile alla cirrosi, ma reversibile, che pu\u00f2 portare a epatosplenomegalia e a varici esofagee. Purtroppo il pranziquantel \u00e8 tra i farmaci non registrati in Italia che devono essere importati dall&#8217;estero con procedure complesse e onerose, sostenibili solo da grandi centri di malattie tropicali, come quello di Negrar.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ecco come viene diagnosticate<\/strong><\/p>\n<p>Come avviene la diagnosi? &#8221; Il gold standard diagnostico \u00e8 la ricerca delle uova del parassita nelle urine e nelle feci &#8211; risponde Gobbi -. Un risultato negativo per\u00f2 non significa assenza di infezione, in quanto le uova possono essere cos\u00ec poche da rendere difficile la rilevazione al microscopio. In questi casi diventano fondamentali l&#8217;esame sierologico, per trovare gli anticorpi nel sangue del paziente e la ricerca di antigeni nel sangue o nelle urine&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;importanza e i vantaggi dello screening sui migranti<\/strong><\/p>\n<p>Se da un lato mancano gli studi a livello europeo che definiscano esattamente lo standard diagnostico, dall&#8217;altra le nuove linee guida del ministero della Salute italiano hanno introdotto tra gli screening indicati per i migranti anche quello per la schistosomiasi. &#8220;I benefici dello screening sono superiori ai costi &#8211; prosegue il medico -. Il pranziquantel pu\u00f2 scongiurare complicanze pesanti per il paziente che hanno anche una ricaduta sul Sistema sanitario in quanto si tratta di patologie complesse che richiedono trattamenti costosi&#8221;. Lo screening sui migranti per la schistosomiasi viene effettato da anni a Negrar su tutti i pazienti provenienti dall&#8217;Africa Subsahariana. Questo ha reso possibile la pubblicazione nel 2018 su Eurosurveillance di un studio di prevalenza in collaborazione con l&#8217;Ulss 9 Scaligera e il Cesaim (Centro salute immigrati) che ha riguardato oltre 300 migranti. Dalla ricerca \u00e8 emerso che il 21% dei migranti era affetto da schistosomiasi con punte del 70% in quelli provenienti dal Mali.<\/p>\n<p><strong>elena.zuppini@sacrocuore.it<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TropNet, il network che comprende 75 Centri europei, \u00e8 coordinato dal 1\u00b0 aprile dal professor Zeno Bisoffi. 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