{"id":2656,"date":"2016-10-29T10:55:13","date_gmt":"2016-10-29T08:55:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=2656"},"modified":"2019-06-07T10:57:48","modified_gmt":"2019-06-07T08:57:48","slug":"giornata-mondiale-dellictus-lo-stroke-center-del-sacro-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/giornata-mondiale-dellictus-lo-stroke-center-del-sacro-cuore\/","title":{"rendered":"Giornata mondiale dell&#8217;ictus: lo Stroke Center del &#8220;Sacro Cuore&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;2657&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"abstract\">Il 29 ottobre \u00e8 dedicato alla grave patologia dell&#8217;ictus. Lo Stroke Center di Negrar \u00e8 un&#8217;organizzazione intraospedaliera per la presa in carico tempestiva ed adeguata del paziente, ma si occupa anche di prevenzione<\/h2>\n<div class=\"testo\">\n<p><strong>Il 29 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata dell&#8217;ictus, che colpisce solo in Italia 200mila persone all&#8217;anno, 9mila nel Veneto.<\/strong>Terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, l&#8217;ictus rimane la maggior causa di disabilit\u00e0: su circa 1 milione di persone sopravvissute all&#8217;evento acuto, il 30%, sempre nel nostro Paese, presenta una qualit\u00e0 di vita gravemente compromessa che incide, anche economicamente, sulle famiglie e sulla comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lo Stroke Center del Sacro Cuore<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 2001 l&#8217;ospedale Sacro Cuore-Don Calabria ha creato lo Stroke Center<\/strong>, un&#8217;organizzazione pluridisciplinare dedicata al trattamento dei pazienti colpiti da ischemia cerebrale.\u00a0<strong>Grazie al coordinamento tra i reparti di Neurologia, Terapia Intensiva, Medicina e Geriatria &#8211; dove sono stati riservati letti dedicati &#8211; il Pronto Soccorso, la Radiologia, il Laboratorio analisi, la Cardiologia e la Chirurgia vascolare il paziente viene preso in carico fino alla riabilitazione con un approccio tempestivo ed adeguato. Secondo un protocollo che prevede l&#8217;esame Tac entro 20 minuti dall&#8217;arrivo del paziente al Pronto Soccorso. In presenza di indicazioni, viene poi eseguita la trombolisi, conclusa la quale il paziente viene ricoverato in Terapia Intensiva. Se non ci sono indicazioni per la somministrazione del farmaco la destinazione del paziente \u00e8 la Neurologia o un reparto di area internistica.<\/strong>\u00a0Lo Stroke Center, che tratta ogni anno 200 pazienti, \u00e8 molto attivo anche sul fronte della prevenzione dell&#8217;evento ischemico,\u00a0<strong>grazie a una stretta collaborazione con la Cardiologia per la diagnosi e la terapia della fibrillazione atriale, una delle principali cause dell&#8217;ictus.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lo stroke<\/strong><\/p>\n<p>Ma cos&#8217;\u00e8 l&#8217;ictus? &#8220;Si tratta di un danno vascolare che si ripercuote sul cervello &#8211;\u00a0<strong>spiega il neurologo Alessandro Adami, responsabile scientifico dello Stroke Center<\/strong>\u00a0&#8211; La causa \u00e8 spesso riconducibile a un trombo, che nel 30-40% dei casi si forma nel cuore per embolizzare in seguito nel cervello, provocando l&#8217;arresto improvviso della circolazione sanguigna e creando, di conseguenza, gravi danni nel tessuto cerebrale interessato. Nei restanti casi, l&#8217;origine non \u00e8 determinata. Questi sono pazienti che hanno un&#8217;alta percentuale di recidiva, ma sui quali si sta focalizzando la ricerca farmacologica, in quanto l&#8217;Aspirina non sembra pi\u00f9 sufficiente&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La terapia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ad oggi la terapia d&#8217;elezione per ridurre i danni dello stroke resta la trombolisi sistemica, un trattamento farmacologico somministrato per via endovenosa che ha lo scopo di sciogliere l&#8217;embolo. In Veneto si pratica solo nel centri di primo e secondo livello attivi 24 ore su 24, tra cui quello di Negrar.<\/strong>\u00a0&#8220;L&#8217;arco temporale ideale nel quale intervenire con la trombolisi \u00e8 entro le quattro ore e mezza dall&#8217;intervento &#8211; sottolinea il dottor Adami -.\u00a0<strong>Per questo \u00e8 fondamentale che gi\u00e0 al Pronto Soccorso sia presente personale sanitario preparato a formulare una prima diagnosi, caratteristica questa di uno Stroke Center<\/strong>&#8220;.\u00a0<strong>Quando la trombolisi non \u00e8 indicata, il paziente viene sottoposto a una terapia di sostegno e in casi selezionati alla trombectomia, cio\u00e8 all&#8217;inserimento di un catetere nell&#8217;arteria cerebrale interessata al fine di eliminare &#8220;meccanicamente&#8221; il trombo.<\/strong>\u00a0Una procedura praticata in Italia a &#8220;macchia di leopardo&#8221;, che \u00e8 stata al centro della tavola rotonda del II Convegno neurovascolare del Garda per la prevenzione del cardioembolismo cerebrale, organizzato a Desenzano, il 14 ottobre, dallo stesso dottor Adami e dal dottor Giorgio Silvestrelli, direttore della Stroke Unit del &#8220;Carlo Poma&#8221; di Mantova. Un confronto tra tre differenti regioni, anche dal punto di vista della configurazione territoriale (Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige), da cui \u00e8 emerso che il trattamento dell&#8217;ictus richiede una risposta specialistica e organizzativa che non pu\u00f2 non rientrare nella programmazione sanitaria delle Regioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La prevenzione<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ictus non \u00e8 sempre un evento ineluttabile.\u00a0<strong>Una delle cause principali \u00e8 la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco nella maggior parte dei casi purtroppo asintomatico. &#8220;Nei pazienti anziani con ipertensione arteriosa, diabete o insufficienza cardiaca la fibrillazione atriale provoca all&#8217;interno del cuore coaguli di sangue che possono essere causa di ictus cerebrali&#8221;, spiega il dottor Guido Canali, responsabile del Servizio di Emodinamica del &#8220;Sacro Cuore Don Calabria&#8221;.<\/strong>\u00a0Per evitarlo si ricorre alla somministrazione di anticoagulanti, ma non sempre \u00e8 possibile per la presenza di controindicazioni. &#8220;<strong>In questi casi procediamo con la chiusura dell&#8217;auricola sinistra, quella parte del cuore in cui si forma il 90% dei trombi. Il follow up dei pazienti trattati dimostra che l&#8217;intervento \u00e8 una valida alternativa ai farmaci anticoagulanti<\/strong>&#8220;. Dal 2012\u00a0<strong>l&#8217;\u00e9quipe formata dal dottor Canali, dalla cardiologa Laura Lanzoni e dal dottor Giulio Molon, responsabile della Struttura semplice di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, hanno eseguito 60 interventi, numeri che fanno di Negrar uno dei centri leader in Italia.<\/strong>\u00a0La stessa \u00e9quipe \u00e8 stata chiamata nelle scorse settimane a tenere un corso regionale organizzato dal Centro di simulazione Practice che ha sede nell&#8217;Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. &#8220;La parte finale del corso si \u00e8 tenuta a Negrar, dove i partecipanti hanno assistito alla procedura su due pazienti &#8211; conclude il dottor Canali -.\u00a0<strong>Si tratta di un intervento in anestesia generale e sotto controllo ecocardiografico trans esofageo. Con la puntura di una vena dell&#8217;inguine attraverso il sistema venoso si arriva nell&#8217;atrio destro e quindi, mediante puntura transettale, cio\u00e8 praticando un piccolo foro a livello del setto interatriale, viene posizionata un dispositivo occlusore nell&#8217;auricola sinistra<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>elena.zuppini@sacrocuore.it<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;2657&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text] Il 29 ottobre \u00e8 dedicato alla grave patologia dell&#8217;ictus. 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