{"id":2743,"date":"2017-01-28T14:30:05","date_gmt":"2017-01-28T13:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=2743"},"modified":"2020-02-23T18:40:10","modified_gmt":"2020-02-23T17:40:10","slug":"nella-lotta-alla-lebbra-ce-anche-lospedale-di-negrar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/nella-lotta-alla-lebbra-ce-anche-lospedale-di-negrar\/","title":{"rendered":"Nella lotta alla lebbra c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;ospedale di Negrar"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;2744&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text text_lead=&#8221;yes&#8221;]<\/p>\n<h2 class=\"abstract\">Domenica 29 gennaio si celebra la 64ma giornata mondiale dei malati di lebbra. Una malattia rara in Italia, ma non scomparsa, per la quale il reparto di Malattie Tropicali \u00e8 centro regionale accreditato<\/h2>\n<div class=\"testo\">\n<p>Esiste ancora la lebbra in Italia? C&#8217;\u00e8 qualche attinenza tra questa malattia e il fenomeno delle migrazioni? Si pu\u00f2 curare? Sono tante le domande che ancora oggi suscita la parola &#8220;lebbra&#8221;, tanto pi\u00f9 che ci sono dei luoghi nel pianeta dove questa malattia continua ad essere una grave minaccia per la salute pubblica, come in alcune zone del Brasile, in Asia e in aree circoscritte dell&#8217;Africa. L&#8217;occasione per parlarne \u00e8\u00a0<strong>la 64ma giornata mondiale dei malati di lebbra, che si celebra domenica 29 gennaio.<\/strong>\u00a0Una giornata che interessa da vicino anche il Sacro Cuore, dal momento che il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sacrocuore.it\/unita-operative\/area-medica\/malattie-tropicali\/https:\/\/www.sacrocuore.it\/unita-operative\/area-medica\/malattie-tropicali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Centro per le Malattie Tropicali<\/a>\u00a0diretto dal dottor Zeno Bisoffi \u00e8 riferimento regionale accreditato per le malattie rare infettive, tra cui appunto la lebbra (<a href=\"http:\/\/www.aifo.it\/informazioni\/news\/articolo\/domenica-29-gennaio-gml-2017\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vedi sito di AIFO, ente che promuove la giornata<\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Ogni anno nel mondo ci sono oltre 200mila nuovi casi di lebbra, ma in Italia la malattia \u00e8 praticamente scomparsa.\u00a0<strong>Noi qui al Sacro Cuore ne vediamo casi sporadici. Generalmente si tratta di missionari o di persone che hanno lavorato per molti anni in zone endemiche, spesso in aree rurali&#8221;<\/strong>,\u00a0<strong>dice la dottoressa Anna Beltrame<\/strong>, medico infettivologo del Centro Malattie Tropicali (vedi foto).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E la questione dei migranti? &#8220;<strong>Per quanto ci compete non abbiamo mai riscontrato casi di lebbra tra i migranti e in generale direi che non c&#8217;\u00e8 alcun allarme in questo senso<\/strong>\u00a0&#8211; continua la dottoressa Beltrame &#8211; Il motivo \u00e8 che la maggior parte di loro proviene da Paesi africani e in Africa sono poche le zone dove la malattia \u00e8 endemica. In secondo luogo si tratta per lo pi\u00f9 di persone giovani con un buon sistema immunitario, per cui anche se fossero entrati in contatto con il micobatterio della lebbra difficilmente svilupperebbero la malattia&#8221;. La lebbra, infatti, rimane silente nel 95% dei soggetti che hanno contratto il micobatterio, un po&#8217; come accade per la tubercolosi.\u00a0<strong>La malattia pu\u00f2 essere sviluppata anche molti anni dopo, qualora una persona viva in condizioni di estrema privazione.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In quanto centro di riferimento regionale,\u00a0<strong>il reparto di Malattie Tropicali \u00e8 attrezzato per fare la diagnosi della malattia, che viene fatta con una biopsia e un esame microscopico diretto<\/strong>. La diagnosi deve poi essere confermata dal Centro di Genova, che rappresenta il riferimento nazionale, con la biologia molecolare. &#8220;<strong>I sintomi non sono sempre facili da riconoscere, proprio perch\u00e9 \u00e8 una malattia rara. Possono essere macchie sulla pelle, noduli, papule e problemi ai nervi periferici.<\/strong>\u00a0A volte si pu\u00f2 scambiarli per quelli di altre patologie, ad esempio sciatalgia o tunnel carpale.\u00a0<strong>Per questo al minimo sospetto \u00e8 importante inviare il paziente a un centro specializzato<\/strong>&#8220;, dice Beltrame.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La lebbra \u00e8 una malattia oggi perfettamente curabile<\/strong>\u00a0attraverso una terapia antibiotica che dura circa un anno, da somministrare in regime ambulatoriale. Se la diagnosi avviene per tempo si pu\u00f2 dunque guarire in modo completo. In caso di mancata diagnosi, invece, la patologia si cronicizza e porta alla menomazione dei nervi periferici, causando paralisi e disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A livello mondiale, secondo i dati dell&#8217;OMS il Paese con pi\u00f9 nuovi casi nel 2015 \u00e8 stato l&#8217;India (127.326) seguito dal Brasile (26.395) e dall&#8217;Indonesia (17.202). In Europa i casi segnalati sono stati 18.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio con il Brasile esiste un legame particolare da parte dell&#8217;ospedale di Negrar anche sul fronte della lebbra. Infatti\u00a0<strong>da alcuni anni il Sacro Cuore collabora con l&#8217;ospedale di Marituba, anch&#8217;esso gestito dall&#8217;Opera Don Calabria, che si trova in un&#8217;ex colonia di lebbrosi dove la lebbra \u00e8 tuttora endemica e diffusa<\/strong>. &#8220;Ci sarebbero tutte le possibilit\u00e0 di eradicare la lebbra nell&#8217;arco di qualche decennio, proprio perch\u00e9 esiste una cura efficace. Il problema \u00e8 che si tratta di una malattia negletta sulla quale \u00e8 difficile portare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica&#8221;, conclude la dottoressa Beltrame.<\/p>\n<p><strong>matteo.cavejari@sacrocuore.it<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_height_percent=&#8221;0&#8243; back_color=&#8221;color-lxmt&#8221; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_gallery el_id=&#8221;gallery-445271&#8243; medias=&#8221;2745&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; screen_lg=&#8221;1000&#8243; screen_md=&#8221;600&#8243; screen_sm=&#8221;480&#8243; single_overlay_opacity=&#8221;50&#8243; single_padding=&#8221;2&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;2744&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text text_lead=&#8221;yes&#8221;] Domenica 29 gennaio si celebra la 64ma giornata mondiale dei malati di lebbra. 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