{"id":3219,"date":"2017-09-06T17:32:17","date_gmt":"2017-09-06T15:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=3219"},"modified":"2019-06-10T17:38:59","modified_gmt":"2019-06-10T15:38:59","slug":"sofia-un-tragico-caso-di-malaria-imprevedibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/sofia-un-tragico-caso-di-malaria-imprevedibile\/","title":{"rendered":"&#8220;Sofia, un tragico caso di malaria imprevedibile&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;3221&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"abstract\">Il dottor Zeno Bisoffi interviene sulla tragica vicenda della piccola Sofia, deceduta a causa della malaria senza essere stata all&#8217;estero: &#8220;Forse una zanzara uscita dalla stiva di un aereo o da una valigia di ritorno da Paesi endemici&#8221;<\/h2>\n<div class=\"testo\">\n<p><strong>E&#8217; un vero e proprio caso di malaria &#8220;criptica&#8221;, quello che ha ucciso la piccola Sofia di Trento<\/strong>, deceduta la notte tra sabato e domenica scorsi nella Clinica di Malattie infettive e tropicali dell&#8217;ospedale di Brescia.\u00a0<strong>Criptica, infatti, \u00e8 la definizione che usano gli specialisti quando si trovano di fronte a casi rarissimi di malaria non associata a viaggi in Paesi endemici, come quella, appunto, che ha colpito la bambina di soli 4 anni la cui ultima vacanza \u00e8 stata al mare, ma a Bibione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Nei quasi trent&#8217;anni di attivit\u00e0 del nostro Centro abbiamo trattato oltre 1.500 pazienti affetti da questa patologia, ma sono stati tutti casi di malaria &#8216;di importazione&#8217;, cio\u00e8 contratta da viaggiatori o da migranti provenienti dai Paesi endemici e che dopo un periodo di incubazione si \u00e8 manifestata in Italia<\/strong>.\u00a0<strong>Ma non abbiamo mai visto casi di malaria criptica, rarissima anche nel nostro Paese<\/strong>&#8220;, spiega il\u00a0<strong>dottor Zeno Bisoffi, direttore del Centro per le Malattie Tropicali dell&#8217;ospedale &#8220;Sacro Cuore Don Calabria<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Ricordiamo infatti che la malaria \u00e8 una malattia infettiva, ma non contagiosa<\/strong>\u00a0<strong>provocata da un protozoo, il plasmodio. Ne esistono cinque specie umane, delle quali la pi\u00f9 pericolosa \u00e8\u00a0<em>Plasmodium falciparum che<\/em>\u00a0ha colpito Sofia Le zanzare che trasmettono la malaria appartengono al genere\u00a0<em>Anopheles<\/em><\/strong>,\u00a0<strong>autoctono nei Paesi tropicali e sub-tropicali<\/strong>.\u00a0<strong>Le specie di\u00a0<em>Anopheles<\/em>\u00a0in grado di trasmettere efficacemente il\u00a0<em>P. falciparum<\/em>\u00a0sono probabilmente inesistenti in Italia<\/strong>.\u00a0<strong>Allora come ha potuto la piccola Sofia contrarre la malattia?<\/strong>\u00a0&#8220;Con gli elementi che abbiamo possiamo fare solo delle ipotesi&#8221;, risponde il dottor Bisoffi. Vediamo quali.<\/p>\n<p><strong>Trasmissione del parassita tramite una zanzara autoctona<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Di zanzare del genere\u00a0<em>Anopheles<\/em>\u00a0esistono varie specie. Alcune non sono pi\u00f9 in grado di trasmettere la malaria. Altre sono adattate a trasmettere alcune forme di malaria benigna, cio\u00e8 non mortale, come quella da\u00a0<em>Plasmodium vivax<\/em>.\u00a0<strong>L&#8217;ultimo caso registrato in Italia di malaria benigna sicuramente trasmessa da\u00a0<em>Anopheles<\/em>autoctona risale al 1997 nella Maremma Toscana, in provincia di Grosseto<\/strong>, e si \u00e8 risolto positivamente. Da allora qualche altro raro caso possibile o probabile, sempre della stessa specie &#8220;benigna&#8221;, si \u00e8 sporadicamente manifestato.\u00a0<strong>Ad oggi non siamo in grado di escludere con assoluta certezza che da noi esistano zanzare\u00a0<em>Anopheles<\/em>\u00a0capaci di essere veicoli anche della malaria da\u00a0<em>Plasmodium falciparum<\/em>, la forma pi\u00f9 grave che purtroppo ha colpito la bambina, ma lo riteniamo estremamente improbabile<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Zanzare provenienti dall&#8217;estero con aerei o bagagli<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;<strong>E&#8217; un&#8217;ipotesi plausibile<\/strong>, anche se negli ultimi 20 anni i casi di malaria dovuta a punture di zanzare uscite dalla stiva di un aereo proveniente dall&#8217;Africa o da un bagaglio possono essere stati al massimo una decina.\u00a0<strong>Non conosco gli spostamenti della bambina nel periodo compatibile con l&#8217;incubazione della malattia (in genere due settimane), ma se fosse transitata nei pressi di uno scalo di aerei provenienti da Paesi malarici, potremmo essere di fronte a un caso di &#8216;malaria da aeroporto&#8217; oppure contratta da una puntura di zanzara infetta uscita da qualche bagaglio&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ha contratto la malaria in ospedale<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Le cronache riportano che in un precedente ricovero della bambina, pochi giorni prima per diabete infantile, nel reparto di Trento fossero presenti due ragazzi ritornati dall&#8217;Africa con la malaria. Ripeto: la malattia non \u00e8 contagiosa nemmeno se si fossero verificati dei contatti, anche molto stretti, tra i pazienti, cosa che pu\u00f2 capitare tra i bambini.\u00a0<strong>Il contagio pu\u00f2 avvenire solo tramite via ematica, ma da un lato non risulta che sia stata praticata trasfusione, dall&#8217;altro mi pare poco plausibile che si sia verificata una puntura accidentale da ago infetto, grazie alle procedure di sicurezza che si applicano normalmente in ospedal<\/strong>e.\u00a0<strong>Tuttavia, suppongo che l&#8217;indagine interna preveda l&#8217;analisi del DNA del\u00a0<em>Plasmodium<\/em>\u00a0che ha infettato i bambini (che sono guariti) e di quello che ha causato la morte della piccola Sofia, per escludere ogni ipotesi di relazione tra i tre casi<\/strong>. Sulla possibilit\u00e0 della presenza in ospedale di una zanzara infetta arrivata con bagagli, credo che nessuno possa saperlo, ma \u00e8 stata ordinata, come da procedura, la disinfezione del reparto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ritardo diagnostico<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;<strong>Purtroppo quando si tratta di malaria il ritardo diagnostico trasforma una malattia curabile e banale in una malattia che pu\u00f2 diventare mortale. Se la diagnosi viene effettuata nel primo o al massimo nel secondo giorno di febbre la probabilit\u00e0 di guarigione \u00e8 pressoch\u00e9 totale<\/strong>. In questo caso la bambina sembra sia arrivata in ospedale dopo quasi una settimana di febbre. Ma nella tragica vicenda di Sofia, il ritardo diagnostico non \u00e8 imputabile a nessuno.\u00a0<strong>Io stesso con 35 anni di esperienza nell&#8217;ambito della malattie tropicali, e in particolare della malaria, di fronte a una bambina con la febbre alta ma non di ritorno dall&#8217;Africa, mai avrei pensato in prima istanza a una simile patologia<\/strong>.\u00a0<strong>Anzi. mi sento di elogiare i colleghi dell&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento che hanno fatto la diagnosi in tempi strettissimi. Purtroppo la malaria aveva gi\u00e0 causato la complicanza cerebrale<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nelena.zuppini@sacrocuore.it<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.sacrocuore.it\/negrar-in-prima-linea-con-le-terapie-da-nobel\/\">Negrar in prima linea con le terapie da&#8230; Nobel<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.sacrocuore.it\/lotta-alla-malaria-ce-ancora-molto-da-fare\/\">Lotta alla malaria: c&#8217;\u00e8 ancora molto da fare<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.sacrocuore.it\/inaugurate-le-nuove-degenze-di-geriatria-e-malattie-tropicali\/\">Inaugurate le nuove degenze di Geriatria e Malattie Tropicali<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;3221&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text] Il dottor Zeno Bisoffi interviene sulla tragica vicenda della piccola Sofia, deceduta a causa della malaria senza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3221,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-3219","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3219"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3219\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3221"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}