{"id":3566,"date":"2018-02-07T17:52:30","date_gmt":"2018-02-07T16:52:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=3566"},"modified":"2019-06-11T17:56:32","modified_gmt":"2019-06-11T15:56:32","slug":"in-trentanove-anni-quante-vite-ho-aiutato-a-venir-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/in-trentanove-anni-quante-vite-ho-aiutato-a-venir-al-mondo\/","title":{"rendered":"&#8220;In trentanove anni quante vite ho aiutato a venir al mondo!&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;3567&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"abstract\">Va in pensione il dottor Sante Burati, responsabile dell&#8217;Ostetricia: &#8220;Quando ho iniziato era un&#8217;altra era: non esisteva l&#8217;ecografia e i pap\u00e0 erano lasciati fuori dalla sala parto. Ho sempre invidiato alla donna l&#8217;esperienza della maternit\u00e0&#8221;<\/h2>\n<div class=\"testo\">\n<p><strong>&#8220;Se potessi rinascere donna, lo farei solo per provare l&#8217;esperienza della maternit\u00e0. Dolore del parto escluso, s&#8217;intende&#8221;. Un delicato peccato d&#8217;invidia che il dottor Sante Burati<\/strong>\u00a0(<em>foto di copertina<\/em>)<strong>, 70 anni ad aprile e da circa 20 anni responsabile dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.sacrocuore.it\/unita-operative\/area-materno-infantile\/ostetricia\/presentazione-ostetricia\/\">Ostetricia<\/a>\u00a0del Sacro Cuore Don Calabria, nutre da sempre nei confronti del sesso femmini<\/strong>le. Perch\u00e9 lui,\u00a0<strong>in 39 anni di medico ginecologo<\/strong>, il &#8216;venir alle luce&#8217; lo ha visto tante volte, ma quello straordinario passaggio dal dolore pi\u00f9 cupo alle gioia immensa che si legge sul viso di una donna, ha potuto sempre sfiorarlo e mai provarlo fino in fondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Per un uomo resta un mistero &#8211; afferma a pochi giorni dalla sua nuova vita da pensionato -: la stessa donna che un momento prima era sfigurata dalla sofferenza fisica, improvvisamente grazie a quella craturina nelle sue braccia si trasforma, quasi si illumina.\u00a0<strong>Credo che dentro di s\u00e9 provi un senso straordinario di onnipotenza, datole dal mettere al mondo una nuova vita e nello stesso tempo un&#8217;ondata di benessere, gioia e amore che non ha pari in nessun&#8217;altra situazione di vita&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su questo mistero il dottor Burati si \u00e8 interrogato ogni volta che ha sentito un vagito nelle sue mani. Quante volte? &#8220;Non sarei assolutamente in grado di ipotizzare un numero &#8211; risponde facendo emergere un sorriso dalla barba bianca -.\u00a0<strong>So solo che da alcuni anni tra le mie gestanti hanno iniziato ad esserci le figlie o le nuore di coloro che ho aiutate a mettere al mondo&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il dottor Burati \u00e8 arrivato a Negrar il 1\u00b0 giugno del 1979<\/strong>. &#8220;Ho fatto la specializzazione all&#8217;ospedale di Borgo Trento (Verona) &#8211; racconta -. Quando ho iniziato Medicina volevo fare Pediatria. Poi ho assecondato il fascino che esercitava su di me il mondo femminile, la psicologia e la personalit\u00e0 delle donne di cui ho scoperto, grazie a questa professione, la grande capacit\u00e0 di soffrire ed amare&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quello di Negrar \u00e8 stato il primo incarico formale per il dottor Burati. Incarico durato ben 39 anni e tre primari: il dottor Claudio Nenz, il dottor Luca Minelli e, l&#8217;ultimo, il dottor Marcello Ceccaroni.<\/strong>&#8220;In quasi 40 anni non ho mai sentito il bisogno di andare altrove. Il motivo?\u00a0<strong>Mi sono sempre trovato bene al &#8216;Sacro Cuore&#8217;. Fin dall&#8217;inizio &#8211; ci tiene a sottolineare il dottor Burati &#8211; quando in Ginecologia eravamo solo quattro medici e in tutto l&#8217;ospedale una quarantina (oggi sono pi\u00f9 di 300!. ndr). Approfittavamo del momento dei pasti, nella mensa comune, per scambiarci le idee e le opinioni sui casi, ma anche per fraternizzare e per creare gruppo<\/strong>&#8220;. Quei quattro medici erano il primario Nenz, il dottor Amerigo Riolfi, scomparso quando non aveva nemmeno 60 anni, e il dottor Antonio Montebelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Era un altro ospedale e un&#8217;altra era per quanto riguarda l&#8217;ostetricia<\/strong>\u00a0&#8211; prosegue -. A fine anno contavamo solo 500-600 parti, si partoriva ancora molto a casa e l&#8217;induzione al parto aveva scadenza fiscale al termine della gravidanza, quando adesso si va anche oltre la 41\u00b0 settimana&#8221;. Erano anche i tempi in cui le donne venivano sottoposte prima del parto a tricotomia e al clistere, si partoriva obbligatoriamente nella posizione ginecologica e i pap\u00e0 erano banditi dalla sala parto. &#8220;<strong>Per far entrare i padri ho dovuto vincere bonariamente un &#8216;braccio di ferro&#8217; con l&#8217;allora direttore sanitario Gastone Orio. Non ne voleva sapere. Diceva che il parto era roba da donne e gli uomini era meglio che restassero fuori. Ma oramai &#8211; sottolinea il medico &#8211; molti ospedali prevedevano la presenza del padre al momento del parto, perch\u00e9 era giusto cos\u00ec&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anche l&#8217;esame ecografico in quei tempi era ancora agli albori<\/strong>: &#8220;Mia figlia \u00e8 nata a fine giugno dello stesso anno in cui sono stato assunto. Avevo sentito che all&#8217;ospedale maggiore di Verona era arrivato un ecografo per l&#8217;ostetricia, cos\u00ec portai mia moglie. Mi seppero dire solo che era maschio per le sue dimensioni&#8230; \u00e8 nata una bambina.\u00a0<strong>Oggi l&#8217;ecografia \u00e8 uno strumento preziosissimo, perch\u00e9, tra le altre cose, ci permette di gestire le gravidanze oltre il termine con serenit\u00e0, lasciando, dove \u00e8 possibile, che il travaglio inizi naturalmente. Prima si doveva procedere allo scadere del termine e il pi\u00f9 delle volte si sottoponeva la donna a ore e ore di dolori. Ora questo non succede pi\u00f9&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il dottor Burati ha vissuto da protagonista l&#8217;intera evoluzione dell&#8217;ostetricia, iniziata pi\u00f9 di vent&#8217;anni fa.<\/strong>\u00a0&#8220;Ho proposto alle mie ostetriche di andare a visitare gli altri ospedali per vedere da vicino cosa stavano facendo &#8211; prosegue -. In particolare ci siamo recati a turno per una settimana all&#8217;ospedale di Gavardo, nel Bresciano, che allora era la punta di diamante del parto naturale. Guardavamo anche all&#8217;estero, dove si stava affermando la possibilit\u00e0 per le donne di avere il bambino nella posizione che sembra a loro pi\u00f9 congeniale.\u00a0<strong>Devo dire che fin dall&#8217;inizio ho lavorato con un gruppo di ostetriche propositivo e con sempre tanta voglia di fare. Nel tempo si sono succedute le figure, ma lo spirito \u00e8 rimasto sempre lo stesso: l&#8217;entusiasmo di trovare nuove soluzioni per far star bene il pi\u00f9 possibile la donna in questo particolare momento della sua vita. La forza dell&#8217;Ostetricia di Negrar sono sempre state le ostetriche&#8221;<\/strong>\u00a0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Serba un ricordo in particolare? &#8220;La prima volta che una donna ha partorito in posizione alternativa<\/strong>\u00a0&#8211; risponde -. Non rammento perch\u00e9 il marito non c&#8217;era, forse non se la sentiva di assistere al parto. Comunque la signora si era messa in ginocchio su letto aggrappandosi a me, come supporto, mentre l&#8217;ostetrica Loredana Cambiolli, adesso in pensione, controllava l&#8217;espulsione del bambino da dietro la schiena della signora. Sembra facile, ma significava cambiare completamente la prospettiva del parto. Fu un&#8217;esperienza che ci ha entusiasmati perch\u00e9 ci dimostr\u00f2 che avevamo le capacit\u00e0 per farlo.\u00a0<strong>Oggi la donna da noi ha tutti comfort per partorire come vuole, anche nella vasca con l&#8217;acqua&#8221;. E soprattutto senza eccessivo dolore&#8230; &#8220;Con orgoglio posso affermare che siamo stati tra i primi ospedali del Veronese a introdurre l&#8217;analgesia epidurale gratuita e h24. Devo dar merito all&#8217;allora presidente fratel Mario Bonora, che ha accolto l&#8217;idea e ha fatto in modo che si realizzasse, incrementando l&#8217;organico degli anestesisti&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa le mancher\u00e0 di pi\u00f9 di questo lavoro? La risposta non tarda a venire. &#8220;La sala parto, non c&#8217;\u00e8 dubbio<\/strong>. Perch\u00e9 quando si porta a termine un parto, magari laborioso e vedi la felicit\u00e0 nel volto di quella madre che tiene in braccio un bimbo sano, tutte le ansie e le paure delle ore precedenti svaniscono. La sala operatoria non fa ingrigire come la sala parto. Anche quando si hanno anni di esperienza sulle spalle, non si smette mai di temere per quelle due vite che ti sono affidate. Il vantaggio dell&#8217;et\u00e0 \u00e8 che con il tempo s&#8217;impara a metabolizzare la tensione e gestire la situazione con la freddezza necessaria. Il parto &#8211; prosegue &#8211; viene seguito dalle ostetriche, noi ginecologi veniamo chiamati quando il travaglio o il parto escono dai parametri della fisiologia. Non per forza devono essere prese delle decisioni invasive.\u00a0<strong>Anche decidere di continuare ad assicurare alla madre un parto naturale senza far correre a lei e al suo bambino dei rischi, non \u00e8 semplice. La strada facile del cesareo per togliersi qualsiasi pensiero, per uno come me, con tanti anni di lavoro, appare un tradimento verso la donna&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come sar\u00e0 adesso la sua agenda senza l&#8217;Ostetricia di Negrar?\u00a0<strong>&#8220;Continuer\u00f2 ad alimentare il mio orgoglio e i miei ricordi rallegrandomi ogni volta che le &#8216;mie&#8217; mamme, riconoscendomi, mi fermano per strada. Poi mi dedicher\u00f2 ai miei grandi hobby: la lettura e i viaggi. Ho quasi le valigie pronte per l&#8217;India&#8230;&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>elena.zuppini@sacrocuore.it<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;3567&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text] Va in pensione il dottor Sante Burati, responsabile dell&#8217;Ostetricia: &#8220;Quando ho iniziato era un&#8217;altra era: non esisteva [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3567,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-3566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}