{"id":3854,"date":"2018-07-02T17:04:16","date_gmt":"2018-07-02T15:04:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=3854"},"modified":"2019-06-12T17:06:55","modified_gmt":"2019-06-12T15:06:55","slug":"il-dottor-luigi-giacopuzzi-e-lospedale-di-negrar-un-legame-lungo-40-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/il-dottor-luigi-giacopuzzi-e-lospedale-di-negrar-un-legame-lungo-40-anni\/","title":{"rendered":"Il dottor Luigi Giacopuzzi e l&#8217;ospedale di Negrar: un legame lungo 40 anni"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;3855&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"abstract\">E&#8217; andato in pensione il direttore del Dipartimento di Anestesia, Terapia Intensiva e Terapia Antalgica: &#8220;Il senso di questi quattro decenni? La guarigione di quei pazienti che ho temuto di perdere&#8221;<\/h2>\n<div class=\"testo\">\n<p>E&#8217; un ristorante della Lessinia lo scenario del primo incontro tra l&#8217;ospedale di Negrar e un giovane\u00a0<strong>Luigi Giacopuzzi, che dopo 40 anni di servizio al &#8220;Sacro Cuore Don Calabria&#8221;, di cui 20 come direttore del Dipartimento di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, dal 1\u00b0 luglio ha lasciato il testimone di primario al dottor Massimo Zamperini, medico anestesista a Negrar dal 2001<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Dall&#8217;et\u00e0 di 16 anni ho sempre lavorato nei fine settimana e durante i mesi estivi per mantenermi agli studi<\/strong>\u00a0&#8211; racconta il dottor Giacopuzzi con gli occhi lucidi del ricordo -. Mi avevano preso come cameriere in un ristorante sulle montagne veronesi dove venivano molto spesso a pranzo o a cena, con le mogli, il dottor Pierluigi Collavo e il dottor Gastone Orio, allora rispettivamente direttore amministrativo e direttore sanitario dellospedale. Quando vennero a sapere che stavo studiando Medicina mi dissero di andarli a trovare una volta laureato. Non me lo dimenticai.\u00a0<strong>Cos\u00ec fresco di laurea e con la sfacciataggine della giovent\u00f9 mi presentai a Negrar. Ma non prima di aver obbedito a una condizione del dottor Orio, che era anche primario di Anestesia: &#8216;Se vuoi venire da noi devi tagliarti i capelli&#8217;. Dovetti dire addio alla chioma bionda tipica dei &#8216;capelloni&#8217; anni Settanta&#8230;.&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il calendario segnava 1 gennaio 1977<\/strong>\u00a0e il dottor Giacopuzzi incominciava a lavorare a Negrar seguendo contemporaneamente i corsi della Specialit\u00e0 a Borgo Roma come era consentito a quei tempi.\u00a0<strong>&#8220;Erano gli anni in cui l&#8217;Anestesia come disciplina medica iniziava a muovere i primi passi<\/strong>\u00a0&#8211; racconta -. Fino a non molti anni prima non esisteva la figura del medico anestesista. Difficile da credere oggi, ma ad occuparsi dell&#8217;anestesia e del risveglio del paziente erano le infermiere, in particolare le religiose.\u00a0<strong>Gli anestesisti erano quindi figure ricercate e molto richieste in tutti gli ospedali. Scelsi quello di Negrar per varie ragioni contingenti, ma anche perch\u00e9 rispecchiava i valori nei quali ero cresciuto in famiglia e in ambiente scolastico avendo studiato all&#8217;Istituto Don Mazza<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>L&#8217;ospedale in cui entr\u00f2 per la prima volta il dottor Giacopuzzi era solo un embrione del &#8220;Sacro Cuore&#8221; di oggi. &#8220;<strong>Era una struttura ospedaliera di provincia che disponeva di sole tre sale operatorie<\/strong>, dedicate a turno all&#8217;Urologia, con il dottor Ivano Sigillino, alla Ginecologia, con il dottor Claudio Nenz, alla Chirurgia Generale con il dottor Corrado Castelli e all&#8217;Ortopedia con il dottor Segio Godi &#8211; continua &#8211; Indossavamo il camice alle 8.30 e alle 12.30 avevamo concluso tutti gli interventi. Poi sempre puntuali tutti in mensa! E ci pareva di lavorare tanto&#8230; Le liste operatorie &#8211; prosegue &#8211; sono rimaste invariate nei numeri fino alla met\u00e0 degli anni Novanta quando in concomitanza con le nuove esigenze e disposizioni regionali \u00e8 stato avviato un processo di ascesa accompagnato dalla costruzione di un nuovo gruppo di sale operatorie.\u00a0<strong>Oggi &#8211; sottolinea il medico &#8211; le giornate degli anestesisti iniziano alle 7.30 e si concludono oltre le 20, salvo urgenze. Con 16 sale abbiamo raggiunto un volume di 20mila interventi all&#8217;anno. Numeri che descrivono quanto sia cresciuto in pochi decenni l&#8217;ospedale di Negrar&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 1998 il dottor Giacopuzzi viene nominato direttore dell&#8217;Anestesia e con il nuovo incarico gli viene affidato anche quello di realizzare la Terapia Intensiva.<\/strong>\u00a0&#8220;Era un passaggio obbligato per lo sviluppo chirurgico dell&#8217;ospedale &#8211; spiega &#8211; perch\u00e9 solo disponendo della Terapia Intensiva si poteva pensare di affrontare in tutta sicurezza interventi chirurgici complessi.\u00a0<strong>Mi recai personalmente nelle migliori strutture ospedaliere italiane e anche straniere, per coglierne da vicino l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza organizzativa nella diagnosi, cura e terapia del paziente critico, non solo chirurgico.<\/strong>\u00a0In questo arduo compito mi \u00e8 stata di notevole aiuto la caposala Germana Pigato che \u00e8 partita con me fin dall&#8217;inizio mettendoci tutto il suo entusiasmo e la sua competenza. Ha plasmato un gruppo di infermieri che ha saputo supportare gli anestestesisti in maniera encomiabile!&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Attualmente l&#8217;attivit\u00e0 di Terapia Intensiva e Anestesia \u00e8 affidata a un&#8217;\u00e9quipe di 23 professionisti, due dei quali dedicati alla Terapia Antalgica. &#8220;Se penso che tutto \u00e8 iniziato con tre medici:<\/strong>\u00a0il dottor Orio, il suo aiuto, il dottor Carlo Cipriano, purtroppo prematuramente scomparso e che tutti ricordiamo con grande stima ed affetto ed io&#8230;.\u00a0<strong>Era proprio un altro mondo,<\/strong>\u00a0anche perch\u00e9 non disponevamo dei farmaci, dei presidi, delle strumentazioni e delle tecniche, comprese quelle ecografiche, che oggi sembrano una normalit\u00e0 per i giovani anestesisti &#8211; afferma il dottor Giacopuzzi -. Esse permettono di assicurare al paziente una maggior sicurezza intraoperatoria e un miglior controllo dei parametri vitali, del decorso e del dolore postoperatorio&#8221;.<\/p>\n<p>Ora quel mondo lo osserver\u00e0 da un&#8217;altra prospettiva&#8230; &#8220;Quando si abita ogni giorno una casa per quarant&#8217;anni, lasciarla comporta sempre commozione e nostalgia &#8211; sottolinea il dottor Giacopuzzi -. Ma ho avuto la fortuna di poter svolgere il lavoro che volevo fare, in un ambiente per certi versi invidiabile rispetto ad altre realt\u00e0, cercando di metterci il maggior impegno possibile&#8230; Per questo ringrazio tutti: dall&#8217;Aministrazione, che mi ha dato fiducia per tutti questi anni, ai miei colleghi e a quelli di tutti i reparti e servizi con cui ho collaborato per raggiungere importanti obiettivi e dare le migliori cure al paziente. Mi piace citare in particolare l&#8217;ex presidente fratel Mario Bonora che mi ha sempre stimato e che, precorrendo i tempi, ha sentito la necessit\u00e0 di creare &#8216;un ospedale senza dolore&#8217; contribuendo alla creazione della Terapia Antalgica e offrendo un servizio di parto-analgesia 24 ore su 24. Con me porto tanti ricordi e soddisfazioni &#8220;.<\/p>\n<p>Due in particolare. &#8220;Quando da giovane andavo ai congressi nessuno conosceva l&#8217;ospedale di Negrar e un po&#8217; me ne vergognavo. Oggi invece \u00e8 riconosciuto ovunque come una struttura di eccellenza e per me \u00e8 motivo di orgoglio.\u00a0<strong>Ma nulla \u00e8 paragonabile all&#8217;emozione che si prova quando un paziente rimasto in terapia intensiva per mesi e a lungo in pericolo di vita ci viene a trovare camminando sulle sue gambe per ringraziarci. \u00c8 successo anche pochi giorni prima della data del mio pensionamento: quella visita come tante altre simili hanno dato un senso ai miei 40 anni di medico&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>elena.zuppini@sacrocuore.it<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image media=&#8221;3855&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][vc_column_text] E&#8217; andato in pensione il direttore del Dipartimento di Anestesia, Terapia Intensiva e Terapia Antalgica: &#8220;Il senso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3855,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-3854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3854"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3854\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}