{"id":81625,"date":"2021-04-29T14:09:16","date_gmt":"2021-04-29T12:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/?p=81625"},"modified":"2021-05-07T14:20:46","modified_gmt":"2021-05-07T12:20:46","slug":"il-dottor-renato-avesani-e-i-miei-40-anni-dedicati-alla-riabilitazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/news\/il-dottor-renato-avesani-e-i-miei-40-anni-dedicati-alla-riabilitazione\/","title":{"rendered":"Il dottor Renato Avesani e &#8220;i miei 40 anni dedicati alla Medicina Riabilitativa&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row row_height_percent=&#8221;0&#8243; override_padding=&#8221;yes&#8221; h_padding=&#8221;2&#8243; top_padding=&#8221;2&#8243; bottom_padding=&#8221;2&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243;][vc_column column_width_percent=&#8221;100&#8243; gutter_size=&#8221;2&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; shift_x=&#8221;0&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; shift_y_down=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; medium_width=&#8221;0&#8243; mobile_width=&#8221;0&#8243; width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image media=&#8221;81587&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243;][\/vc_column][vc_column column_width_percent=&#8221;100&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; shift_x=&#8221;0&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; shift_y_down=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; medium_width=&#8221;0&#8243; mobile_width=&#8221;0&#8243; width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text text_lead=&#8221;yes&#8221;]<strong>Ha vissuto la grande trasformazione della Riabilitazione, alla quale il &#8220;Sacro Cuore Don Calabria&#8221; ha dato un grande contributo a livello nazionale. Il dottor Renato Avesani, direttore del Dipartimento\u00a0 lascia l&#8217;Ospedale di Negrar dopo 40 anni. L&#8217;incontro con i suoi maestri, l&#8217;impegno per una disciplina che veniva considerata la cenerentola della medicina, l&#8217;amore per la scrittura per il piacere&#8230; di scrivere<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column column_width_percent=&#8221;100&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; shift_x=&#8221;0&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; shift_y_down=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; medium_width=&#8221;0&#8243; mobile_width=&#8221;0&#8243; width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]Con il dottor Renato Avesani \u00e8 sempre stato cos\u00ec: si inizia a parlare di riabilitazione e si finisce con i grandi temi della vita: la bellezza dell\u2019esistere, il dolore, la sofferenza, l\u2019accompagnamento alla morte\u2026. Ed \u00e8 stato cos\u00ec anche per questa lunga chiacchierata in occasione della sua <strong>prossima pensione, dopo 40 anni trascorsi all\u2019Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, di cui 20 da direttore del Servizio di Riabilitazione e Medicina Fisica e 15 da direttore del Dipartimento di Riabilitazione. Anche i consigli per la sua \u00e9quipe, che lascer\u00e0 alla guida della dottoressa Elena Rossato (<em>con lui nella foto<\/em>), sono in linea con il suo essere non solo un fisiatra.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong>La riabilitazione deve essere attenta all\u2019evolversi dei bisogni della societ\u00e0 e deve nutrirsi di cultura, scienze umanistiche, altrimenti resta solo tecnica incapace di prendersi cura del paziente<\/strong>\u201d. Suona un po\u2019 strano per un fisiatra che ha introdotto tra gli strumenti di cura l\u2019esoscheletro e i robot per la riabilitazione degli arti superiori\u2026 \u201c<strong>La tecnologia \u00e8 una risorsa fondamentale nel campo riabilitativo. Io credo moltissimo nella tecnologia \u2013 sottolinea -. Ma se dovessi aver bisogno di riabilitazione, vorrei essere toccato innanzitutto da mani umane<\/strong>\u2026\u201d. Non a caso<em> In punta di mani<\/em> (Ed. SMART- Verona) \u00e8 proprio il titolo del suo ultimo libro, che uscir\u00e0 il 30 aprile. Il quarto, frutto della seconda passione del dottor Avesani: la scrittura. \u201c<strong>Si stratta un bignami autobiografico della storia della riabilitazione. Autobiografico non perch\u00e9 parla della mia vita, ma della riabilitazione che io ho voluto e che vorrei\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Quando si \u00e8 detto \u2018voglio essere un fisiatra\u2019? \u201c<strong>Ho scelto questa specializzazione per affetto verso il dottor Giorgio Salvi, che mi ha preceduto nella direzione del Servizio<\/strong> \u2013 risponde -. Prima di conoscerlo volevo fare l\u2019ortopedico. L\u2019ho incontrato grazie a un mio amico sacerdote, che me lo ha presentato una sera in una &#8220;casa famiglia&#8221;. <strong>A quel tempo il dottor Salvi, oltre ad essere responsabile a Negrar di un reparto che accoglieva in lungodegenza i pazienti con patologie neurologiche croniche, era il referente medico di una struttura per adulti con disabilit\u00e0 acquisite<\/strong>.<strong> Una realt\u00e0 dell\u2019Opera Don Calabria<\/strong>, di via Roveggia, ma gestita dall\u2019associazione Centro Promozione Handicappati. Siamo nella met\u00e0 degli anni Settanta, quando ancora questo termine era tollerato\u2026\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il giovane specializzando Avesani mette piede per la prima volta a Negrar nella primavera del 1981, dividendosi per due anni (1981-83) tra il reparto e la casa famiglia dove svolge il Servizio Civile, uno dei primi giovani a farlo in una realt\u00e0 dell\u2019Opera Don Calabria.<\/strong> L\u2019assunzione come medico strutturato arriva nel 1987. \u201c<strong>Ho avuto la fortuna di iniziare questa professione nel periodo di maggior fermento nel campo della riabilitazione e in un ospedale che, grazie a figure lungimiranti quali il dottor Salvi, il dottor Gianfranco Rigoli e il dottor Giorgio Carbognin, ha contribuito in modo rilevante alla storia della riabilitazione in Italia<\/strong> \u2013 sottolinea -. Eravamo tra la fine degli anni 80 e l\u2019inizio degli anni Novanta quando un incremento di incidenti stradali, quindi di traumi cranici e di lesionati midollari, ha dato un forte <strong>input alla trasformazione della riabilitazione che da cenerentola della medicina dedicata prevalentemente a persone anziane, lungodegenti, \u00e8 diventata disciplina con obiettivi ben precisi di recupero delle abilit\u00e0 del paziente<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ospedale di Negrar in questo straordinario sviluppo \u00e8 stato una forza trainate<\/strong>. \u201cSiamo stati tra i primi a introdurre nell\u2019ambito medico-scientifico il concetto che la riabilitazione \u00e8 tanto pi\u00f9 efficace quanto prima viene iniziata. Abbiamo difeso l\u2019importanza che la riabilitazione continui anche fuori dall\u2019ospedale con la \u2018riqualificazione professionale\u2019 del paziente prima nel centro di via Roveggia e poi di via San Marco. Infine credo di non sbagliare dicendo che siamo stati i primi ad affiancare alla riabilitazione fisica, la riabilitazione cognitiva introducendo nel nostro Servizio il logopedista, lo psicologo, la terapia occupazionale e l\u2019arteterapia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nel 2003 nasce il Dipartimento di Riabilitazione che passa sotto la direzione del dottor Avesani dal 2006. Lo scopo \u00e8 quello di realizzare una forte integrazione tra tutti i reparti riabilitativi:<\/strong> il Servizio di Riabilitazione e Medicina Fisica, la Riabilitazione intensiva Unit\u00e0 gravi cerebrolesioni-Unit\u00e0 Spinale (diretta oggi dal dottor Giuseppe Armani) e la Medicina Fisica Riabilitativa e Lungodegenza (dottor Zeno Cordioli)<strong>. Una realt\u00e0 che attualmente comprende 17 medici e 42 tra terapisti e logopediste e che nel 2020 ha contato circa 800 ricoveri.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Dipartimento comprende anche la Speciale Unit\u00e0 di Accoglienza Permanente (SUAP) dedicata ai cosiddetti stati vegetativi e di minima coscienza.<\/strong> \u201cNel 2001 la SUAP \u00e8 stata la risposta della nostra riabilitazione a una domanda specifica della societ\u00e0: quella di creare strutture specializzate per questa tipologia di pazienti. <strong>Oggi<\/strong> \u2013 sottolinea il dottor Avesani &#8211; <strong>\u00a0la riabilitazione \u00e8 sollecitata a rispondere ai bisogni di nuove disabilit\u00e0 continuando a seguire quelle storiche. Lo abbiamo visto anche con il Covid, una malattia infettiva che tuttavia ha richiesto l\u2019intervento del fisiatra e del fisioterapista all\u2019interno delle terapie intensive.<\/strong> Un grande ospedale deve trarre vantaggio dalla riabilitazione fin dalla fase acuta della malattia e questo non vale solo per il Covid, ma anche per la Cardiologia, per la Chirurgia\u2026\u201d.<\/p>\n<p><strong>Riflessioni che il dottor Avesani ha messo nero su bianco nei suoi quattro libr<\/strong>i, il primo dei quali uscito nel 1994 con il titolo <em>La met\u00e0 destra<\/em> <em>del dottor Scandola<\/em>, scritto a quattro mani con un collega colpito da ictus. Seguirono <em>Ho preso una botta nella memoria<\/em> (2003),<em> Marted\u00ec 15.30, colloqui<\/em> (2015) e quindi <em>In punta di mani<\/em> . Libri di medicina narrativa nati dall\u2019esperienza sul campo.<\/p>\n<p>\u201cScrivo perch\u00e9\u2026 mi piace scrivere \u2013 dice -. Perfino vedere il tratto scritto su una pagina di quaderno per me \u00e8 un piacere estetico. Infatti scrivo rigorosamente a mano, in qualsiasi posto. Quando mi viene un&#8217;idea la devo &#8220;fermare&#8221; sulla carta e poi con calma la rielaboro.<strong> Non sono tra coloro per i quali scrivere \u00e8 una sofferenza, piuttosto il mio intento \u00e8 quello di tradurre in parole \u2018la fatica\u2019 della relazione di cura.<\/strong> Non c&#8217;\u00e8 una ricetta migliore di altre per creare un rapporto con un paziente e soprattutto non si finisce mai di imparare e di sbagliare\u2026\u201d. <strong>Quali sono stati i suoi errori? \u201cTanti. Infatti nel capitolo di chiusura del mio ultimo libro chiedo scusa ai familiari dei miei pazienti di non essere stato sempre all\u2019altezza nel comunicare la gravit\u00e0 della situazione del loro congiunto o di accompagnarli nell\u2019accettazione della cronicit\u00e0. I due momenti pi\u00f9 difficili\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ora il dottor Avesani si prepara a girare pagina e ad intraprendere da pensionato una nuova vita<\/strong>. \u201cSinceramente non ho nulla in programma \u2013 prosegue -. Far\u00f2 pi\u00f9 cose con mia moglie, insegnante di scuola materna gi\u00e0 in pensione, e ho un mezza idea di andare ad insegnare la lingua italiana ai migranti, un settore in cui lavora una delle mie figlie. L\u2019altra mia figlia invece \u00e8 medico cardiologo a Bordeaux. Sicuramente se la salute me lo permette continuer\u00f2 a fare escursioni sulle mia amate montagne e a frequentare il mio gruppo di amici storici che hanno contribuito a formare la mia mente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le mancher\u00e0 questo ospedale? \u201cAvr\u00f2 certamente nostalgia per questo Ospedale, che mi ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di fare quello che volevo e, perch\u00e9 no, di smussare certi lati del mio carattere \u2013 conclude -.\u00a0 \u00a0Se pensavo di realizzare di pi\u00f9? S\u00ec. Ma io sono un idealista. Un idealista fortunato perch\u00e9 ho realizzato molto\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>elena.zuppini@sacrocuore.it<\/strong><\/p>\n<h2><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row row_height_percent=&#8221;0&#8243; override_padding=&#8221;yes&#8221; h_padding=&#8221;2&#8243; top_padding=&#8221;2&#8243; bottom_padding=&#8221;2&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243;][vc_column column_width_percent=&#8221;100&#8243; gutter_size=&#8221;2&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; shift_x=&#8221;0&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; shift_y_down=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; medium_width=&#8221;0&#8243; mobile_width=&#8221;0&#8243; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":81587,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-81625","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81625"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81625\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sacrocuore.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}