Sarà aperta al pubblico il 22 giugno la nuova struttura d’ingresso dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, inaugurata questa mattina in occasione della Festa patronale del Sacro Cuore. Una celebrazione ristretta a causa dell’emergenza Covid, seguita dalla Santa Messa presieduta dal vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti nella hall della stessa palazzina. (vedi foto interviste video in fondo a questo articolo)

La nuova struttura da lunedì prossimo diviene l’unica “porta di entrata” dell’ospedale, che avverrà così a metà di viale Rizzardi. Saranno quindi chiusi gli altri varchi (Sacro Cuore e Casa Perez) ad eccezione di casi eccezionali. In questo modo viene reso così più agevole l’accesso per il paziente ai vari servizi e, tramite percorsi definiti e coperti, a tutti i reparti del “Sacro Cuore”, del “Don Calabria” e ai Poliambulatori di casa Nogarè, tre edifici distinti e raggiungibili oggi solo esternamente valicando il vecchio ingresso, dalla sommità di viale Rizzardi.

La prima pietra del nuovo edificio è stata posata dal presidente della Regione Luca Zaia il 4 ottobre del 2017, pertanto la realizzazione è avvenuta in poco più di due anni, nonostante la pandemia Covid19, con un investimento di 25milioni di euro totalmente autofinanziato.

Nella nuova ala sono stati riuniti tutti gli sportelli di accettazione e prenotazione di visite ed esami precedentemente dislocati in varie parti dell’ospedale, e, al primo piano, i 14 ambulatori per i pre-ricoveri di tutte le 11 chirurgie. Nel prossimo futuro sarà trasferito anche il Centro prelievi e trasfusionale. Tre piani interrati sono stati adibiti a parcheggi, per un totale di 308 posti, collegati con gli ascensori ai successivi piani della palazzina.

Un tunnel al piano terra collega la nuova struttura al “Sacro Cuore” e al “Don Calabria”, mentre un altro sotterraneo porta il paziente a Casa Nogarè, dove sono i Poliambulatori.

Sempre con l’obiettivo di agevolare il percorso ospedaliero del paziente, sono stati introdotti anche dei supporti informatici che consentiranno al paziente stesso di gestire in piena autonomia, per esempio, l’accettazione e il pagamento del ticket, riducendo i tempi di attesa.

Il nuovo edificio è il primo step di un progetto di riqualificazione complessiva dell’Ospedale di Negrar che ha come obiettivo l’adeguamento della struttura all’esponenziale sviluppo medico-scientifico e tecnologico che il nosocomio ha avuto negli ultimi decenni, anche dal punto di vista dell’immagine. I lavori di riqualificazione continueranno negli anni con l’ampliamento del Pronto Soccorso; un nuovo reparto di Oncologia e un Centro di Ricerca per le Malattie Infettive e Tropicali.

“Davanti a noi abbiamo una struttura bella e moderna che cambierà profondamente l’organizzazione e i percorsi all’interno dell’ospedale – ha detto il presidente dell’Ospedale di Negrar, fratel Gedovar Nazzari – E la bellezza, in questo caso, non è solo una questione esteriore. Io penso che in un’opera come la nostra, che è nata dal Carisma di San Giovanni Calabria, la bellezza degli ambienti abbia un valore carismatico. La bellezza è il segno dell’attenzione, della cura e, perché no, dell’amore che la nostra mission ci chiede di dedicare ad ogni malato, perché ogni malato con le sue sofferenze è una perla preziosa agli occhi di Dio”.

La centralità della persona è essenziale, per questo occorre garantire innovazione, aggiornamento, strumentazioni all’avanguardia, semplicità di accesso”, ha sottolineato l’amministratore delegato, Mario Piccinini. “Continuiamo il nostro lavoro con una struttura ‘green’, più digitale, con spazi grandi più a misura delle esigenze dei pazienti. La nostra formula ‘no profit’ di totale investimento degli utili direttamente nell’ospedale, vuole essere la garanzia di come si può continuamente crescere puntando solo al benessere dei pazienti”. E ha aggiunto: “Abbiamo pensato questa struttura quattro anni fa prima della pandemia, ma risponde alla logica che il paziente deve entrare in ospedale solo quando serve. Il tema della medicina dei prossimi anni sarà l’antibiotico resistenza, quindi questa nuova struttura oltre a facilitare l’accesso del paziente in ospedale ha anche l’obiettivo di proteggerlo da virus e batteri”.

La cerimonia del taglio del nastro ha visto anche la scopertura della statua di San Giovanni Calabria, collocata all’ingresso della nuova struttura, da parte del superiore generale dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, don Miguel Tofful. L’opera del Maestro Albano Poli è alta 2,30 metri ed è stata realizzata interamente in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa. Poli fu uno dei “buoni fanciulli” aiutati da San Giovanni Calabria durante e dopo la seconda guerra mondiale. “Avere la possibilità di realizzare una scultura dedicata ad un santo che si è avuto la possibilità di incontrare personalmente e che ha sicuramente lasciato un segno nel mio animo grazie al suo operato, è un onore che non credo ricapiterà”, ha detto commosso

Ma la statua che ritrae il Fondatore dell’Ospedale di Negrar non è l’unica opera d’arte ospitata nella nuova struttura. E’ stata collocata anche “La Quercia della Speranza” del Maestro Marco Bonamini, ispirata all’idea che san Giovanni Calabria aveva dell’Opera da lui fondata: una realtà terrena che prende però nutrimento dal Cielo non dalla terra. Come l’albero rovesciato creato da Bonamini: un’opera che con i suoi 8 metri (per 12 quintali di peso) copre un’altezza che va dal secondo al quarto piano. La scultura in ferro battuto è stata collocata all’interno del vano luminoso nella parte centrale dell’edificio attorno al quale sono disposte le sale riunioni. La chioma è composta da 3.500 foglie battute a mano.

Nelle immagini (foto Ennevi/Udali) la cronaca della giornata:

  1. Il piano terra della struttura con 19 sportelli per le prenotazioni/accettazioni
  2. La grande hall d’ingresso con al centro il front office per le informazioni
  3. I parcheggi: 3 piani per 308 posti
  4. Il primo piano dedicato agli ambulatori per i prericoveri e prelievi
  5. Il totem con il quale i pazienti si registrano autonomamente all’arrivo per il prericovero
  6. Il tunnel che collega il nuovo ingresso con il “Sacro Cuore” e il “Don Calabria”
  7. Gli interventi della direzione durante la cerimonia
  8. La benedizione di don Miguel Tofful della statua che rappresenta San Giovanni Calabria
  9. Il taglio del nastro: da sinistra: il dottor Fabrizio Nicolis (direttore sanitario), fratel Gedovar Nazzari (presidente), il dottor Mario Piccinini (amministratore delegato), don Migue Tofful (superiore generale dell’Opera Don Calabria) e il dottor Claudio Cracco (direttore amministrativo)
  10. Il maestro Albano Poli, autore della statua di San Giovanni Calabria
  11. La Messa presieduta dal vescovo di Verona Giuseppe Zenti
  12. Un momento della celebrazione eucaristica
  13. Marco Bonamini,  autore de “La quercia della speranza”, l’albero rovesciato simbolo dell’Opera Don Calabria