Dopo i primi impianti effettuati in Italia proprio a Negrar, è del Sacro Cuore il primo paziente al mondo che ha scaricato i dati del dispositivo salvavita grazie all’attivazione di un’App. Un passo importante nel controllo da remoto dei pazienti cronici

E’ un paziente dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria, il primo al mondo ad aver messo in collegamento il proprio pacemaker dotato di bluetooth con il cellulare. Lunedì 3 aprile la multinazionale Medtronic – unica produttrice dell’innovativo pacemaker – ha attivato l’App MyCarelink Heart. Attraverso l’applicazione, i pazienti possono scaricare i dati del dispositivo e inviarli al server dell’azienda, in cui i cardiologi di Negrar, inserendo una password, possono entrare e verificare la funzionalità cardiaca del paziente oltre che dell’apparecchio salvavita per coloro che hanno gravi anomalie del battito cardiaco.

 

Il Servizio di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione, di cui è responsabile il dottor Giulio Molon, è stato il primo in Italia ad impiantare i nuovi pacemaker. Un’evoluzione naturale di un’esperienza nel campo del controllo da remoto che parte dal 2008 e ha coinvolto ad oggi più di mille pazienti dotati di pacemaker, defibrillatori e i ‘loop recorder’ (piccoli registratori sottocutanei per il monitoraggio, con durata fino a tre anni, del comportamento del cuore).

 

Prima del 2008 i portatori di pacemaker e di defibrillatori dovevano recarsi in Cardiologia rispettivamente ogni 6/12 e 3/6 mesi per la verifica del buon funzionamento dei dispositivi. In seguito i pazienti sono stati forniti di un “comunicatore” capace di scaricare e spedire i dati semplicemente sostando accanto ad esso, grazie ad un’antenna di cui sono dotati i dispositivi.

 

Ora è sufficiente uno smartphone o un tablet sui cui scaricare gratuitamente l’App MyCarelink Heart. Un’innovazione che apre scenari molto importanti. “I pacemaker con il bluetooth possiedono interessanti potenzialità – sottolinea il dottor Molon -. Potrebbero, per esempio, essere ‘connessi’ alla centrale del 118, ad altri numeri di emergenza o personali del paziente. Diventerebbero così un dispositivo di sicurezza eccezionale in caso di malori improvvisi”.

Sull’App il paziente può conservare preziose informazioni come il residuo di batteria del pacemaker e la quantità di attività fisica effettuata durante la giornata.

Nella foto: il dottor Giulio Molon (al centro) e il dottor Alessandro Costa (il primo a sinistra) con i dirigenti europei ed italiani della Medtronic