Grazie ad un accordo tra l’Università scaligera e l’IRCCS di Negrar, nasce un nuovo Corso di Laurea magistrale:  Scienze del Farmaco e dei prodotti della salute. Dal secondo anno la sede sarà all’interno della Cittadella della Carità. L’accordo quadro prevede altre collaborazioni tra Ateneo e Ospedale sul fronte della ricerca e della didattica

Il Rettore Nocini e l’AD Piccinini nel momento della firma

Il 13 dicembre 2022 sarà ricordata come una data storica per l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria e l’Università di Verona. Grazie all’accordo quadro firmato dal rettore Pierfrancesco Nocini e dall’amministratore delegato Mario Piccinini, nasce a Verona un nuovo Corso di Laurea magistrale a ciclo unico, dedicato a Scienze del farmaco e dei prodotti della salute.

I contenuti dell’accordo quadro

L’intesa prevede inoltre il finanziamento da parte del “Sacro Cuore” di 10 contratti di formazione specialistica individuati tra le scuole di specializzazione di area sanitaria presenti nell’attuale offerta formativa scaligera. L’Università, a sua volta, garantirà di inserire nel percorso formativo, ulteriori Unità Operative di Negrar. Saranno finanziate anche 4 borse di studio di dottorato di ricerca nella macroarea Scienze della Vita e della Salute.  L’Università mantiene la responsabilità della formazione delle dottorande e dei dottoranti e saranno concordati dei periodi di svolgimento delle ricerche anche all’interno delle strutture e dei laboratori dell’IRCCS. Verranno individuati, d’intesa con il tutor universitario, delle figure di tutor tra il personale strutturato dell’IRCCS in possesso dei titoli e dei requisiti idonei.

Si parte il 1° ottobre del 2023 e un anno dopo la sede sarà a Negrar
Il pubblico nella Sala del Rettorato

Il Corso di laurea partirà il 1° ottobre del 2023. I posti disponibili sono 60, a cui si potrà accedere con un test d’ingresso previsto per la prossima primavera. Nei primi due anni l’attività didattica si terrà in una sede universitaria di Verona, mentre nel 2025 le lezioni si sposteranno a Negrar, nell’area della Cittadella della Carità dove sarà realizzata nuova palazzina dotata di aule didattiche, spazi dedicati allo studio e ai laboratori.

 

 

Il Rettore: “Prepareremo farmacisti del territorio e ospedalieri e anche scienziati del farmaco”

“L’idea di realizzare un corso di laurea in Farmacia è nata da tempo – ha detto il Rettore – e nel conseguente sviluppo ho sempre voluto che il progetto si differenziasse rispetto a quello delle altre Università. Abbiamo stabilito quindi che il nuovo corso dovesse dare tre sbocchi: preparare i farmacisti del territorio, quelli ospedalieri e una figura particolare, quella dello scienziato esperto riguardo agli aspetti biologici e biotecnologici del farmaco. Ma con chi potevamo realizzare questo progetto? Solo con l’IRCCS di Negrar, un grande ospedale, un ospedale no profit, con il quale è importante lavorare in sinergia. Ringrazio il dottor Piccinini e tutto lo staff del Sacro Cuore per aver reso concreto un progetto ambizioso e duraturo nel tempo, finalizzato esclusivamente al bene comune”.

L’Ad: “Personale formato anche umanamente per fare grandi gli ospedali”

“Sono grato al Magnifico Rettore per questa grande opportunità, e anche il dottor Federico Gallo (direttore generale dell’Università di Verona, ndr) con cui abbiamo collaborato per confezionare l’accordo”, ha detto il dottor Piccinini. “Qualche giorno fa sono stato invitato a un incontro a Firenze sui Grandi Ospedali – ha proseguito – Erano invitate strutture come il Gemelli, il Niguarda, l’Humanitas… Ho chiesto ai miei colleghi: cosa fa un grande ospedale? Forse il numero dei posti letto, la tecnologia, la ricerca… Io credo invece che siano i pazienti a stabilire quali sono i grandi ospedali, in base alla qualità delle cure che ricevono. Ma perché un paziente sia curato bene è necessario che il personale sia formato. Oggi Università e l’IRCCS Sacro Cuore danno vita non ad un accordo o a una convenzione, ma a un progetto a lungo o lunghissimo termine, che ha come cuore la creazione di una rete in grado di formare il personale a 360°, capace di curare il paziente con professionalità, ma anche con umanità”. Il dottor Piccinini ha ribadito “la creazione di un campus a Negrar. Vorremmo che fosse un luogo attrezzato per la ricerca, la didattica e lo studio, ma anche un luogo dove parlarsi, dove avere possibilità di crescere in un clima di serenità e di collaborazione, non di competizione”.

Il primo tavolo della Fondazione Don Calabria per le Malattie Infettive e Tropicali
Università e Sacro Cuore: un legame che nasce da lontano

 Il legame tra l’Università e il Sacro Cuore Don Calabria risale a molti anni fa. Era il 18 maggio del 1988 quando iniziarono i lavori la Fondazione Don Giovanni Calabria per le malattie tropicali, la cui prima pietra è stata posata idealmente da Giovanni Paolo II in occasione della sua visita a Negrar il 17 aprile dello stesso anno. “Al primo tavolo di lavoro erano seduti la Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, il CUAMM, l’UMMI e altre tre persone: l’avvocato Giambattista Rossi, il professor Giorgio De Sandre e il professor Giorgio Zanotto. Nomi illustri ai quali Verona e, in particolare l’Università, saranno sempre grate”, ha ricordato l’Ad.

Settembre 1991: la Convenzione Generale

Il settembre del 1991 segna poi la firma della Convenzione Generale tra l’Ateneo e il Sacro Cuore, che ha posto le basi perché l’Ospedale di Negrar diventasse parte della rete formativa dell’Università di Verona: ogni anno i reparti accolgono decine di specializzandi della Facoltà di Medicina scaligera

La ricerca: una mission dell’IRCCS

“Università significa didattica e ricerca. Ambiti che ci riguardano da vicino – ha continuato -. Nel 2018 il “Sacro Cuore Don Calabria” ha ricevuto dal Ministero della Salute il riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per le Malattie Infettive e Tropicali”.

Farmacia Ospedaliera e Radiofarmacia: già polo di attrazione degli studenti

Sul fronte farmaceutico, da molti anni la Farmacia Ospedaliera, diretta dalla dottoressa Teresa Zuppini, è sede di formazione per gli studenti delle Facoltà di Farmacia, con lo svolgimento di tirocini pre-laurea, post laurea (Master e corsi di alta formazione) e di tutoraggio per gli specializzandi della Scuola di Farmacia Ospedaliera. Per quanto riguarda l’attività in ospedale, la Farmacia è un servizio chiave, a supporto delle Unità Operative come, ad esempio, dell’Oncologia (allestimento e gestione farmaci oncologici), dell’Ortopedia (scongelamento dei tessuti da banca utilizzati come innesti nella chirurgia osteo-articolare) e dell’Oculistica (allestimento di farmaci intravitreali e colliri per le patologie retiniche) e di tutti i reparti che necessitano di farmaci e prodotti sperimentali. Allestisce inoltre i farmaci galenici sterili e non sterili e affianca i clinici nella valutazione e gestione dei dispositivi medici (anche critici/ impiantabili). Supporta i chirurghi con l’innovativo servizio di realizzazione di stampe 3D relative ad articolazioni, a strutture vascolari e ad interi organi al fine di evidenziare le eventuali problematiche chirurgiche. Il calco 3D favorisce anche la scelta dei materiali da impiegare o quale tecnica applicare.

Dal 2014 è poi attiva a Negrar la Radiofarmacia con Ciclotrone, diretta dal dottor Giancarlo Gorgoni, per la

preparazione di radiofarmaci, utilizzati per la diagnostica PET. Nel settembre scorso la Radiofarmacia è diventata Officina Radiofarmaceutica avendo ottenuto dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) la certificazione GMP (Good Manufacturing Practices), necessaria per la produzione di radiofarmaci non solo a consumo della Medicina Nucleare interna, ma per tutto il territorio italiano. Si tratta di un’autorizzazione per la produzione di radiofarmaci sperimentali nell’ambito di protocolli clinici, quindi nel perimetro della ricerca.   Quella di Negrar è l’unica Officina Radiofarmaceutica in Italia gestita da un ospedale. Dal 2016 è attiva una collaborazione con il Dipartimento in Biotecnologie dell’Università di Verona. La Radiofarmacia accoglie gli studenti per visite ai Laboratori, ma soprattutto per lo svolgimento di tesi sperimentali. Con Biotecnologie è in atto anche una collaborazione per un progetto di ricerca sui leganti per radiometalli. I radiofarmaci sono anche un modulo all’interno di un insegnamento del Corso di Laurea magistrale in Biotecnologia Medica e Molecolare tenuto dal direttore della Radiofarmacia. Nel 2020 è iniziata anche la collaborazione con il Corso di Laurea in tecniche di Laboratorio Biomedico di Verona, che prevede un seminario annuale sui radiofarmaci e la presenza in sede di studenti per tesi sperimentali.

 

  • Video a cura dell’Università degli Studi di Verona