L’obesità è una malattia: no alle diete "fai da te". Per combatterla servono trattamenti specialistici

In occasione del World Obesity Day il team di specialisti per il trattamento dell’obesità dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore ha presentato i percorsi medico-chirurgici per la cura di una vera e propria patologia cronica, progressiva  e recidivante. Come tale richiede trattamenti specialistici e personalizzati supportati da medici internisti, psicologi, dietitisti e chirurghi bariatrici. Hanno portato la loro testimonianza alcuni pazienti tra cui Anita, che grazie all’intervento chirurgico ha preso in mano di nuovo la sua vita.

I dati sono allarmanti: secondo le proiezioni dell’OMS nel 2035 la metà della popolazione del mondo – 4 miliardi di persone – sarà in sovrappeso o obesa. In Italia un adulto su 10 è obeso e 1 bambino su 3 è affetto da obesità o da grave sovrappeso, quindi destinato a diventare un adulto malato. Una vera e propria emergenza riguardo a una malattia cronica, progressiva e recidivante come è stata definita lo scorso ottobre, per la prima volta al mondo, dal Parlamento italiano, aderendo a ciò che da tempo sostiene la comunità scientifica internazionale. Una patologia complessa che quindi necessita di trattamenti specialistici adeguati a ogni persona, come è stato sottolineato nel corso dell’iniziativa organizzata dall’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar in occasione della Giornata dell’obesità che ricorre in tutto il mondo il 4 marzo.

Tra la fascia oraria mattutina e pomeridiana, circa ottanta persone hanno partecipato all’incontro al Centro diagnostico terapeutico di via San Marco 121, durante il quale il team di specialisti dell’Ospedale di Negrar ha presentato i percorsi medico-chirurgici per il trattamento dell’obesità, Successivamente i singoli specialisti si sono resi disponibili per colloqui individuali: un primo passo finalizzato alla definizione di un percorso personalizzato per ogni paziente.

Il team per il trattamento dell’obesità: da sinistra Marco Di Dio Perna (medico internista), Eleonora Geccherle (psicologa), Irene Gentile (chirurgo bariatrico), Leonardo Gerard (chirurgo), Chiara Guerra (medico internista), Alessandra Misso (dietista) e Irene Bianconi (dietista)

A dare la propria testimonianza sono intervenuti quattro pazienti, tra cui Anita, 53 anni: due anni fa pesava 135 chili, ora è una persona completamente diversa, con 70 chili in meno e la gioia di vivere negli occhi. “A causa del peso in eccesso stavo male, i miei problemi di salute già esistenti si erano aggravati e a questi se ne erano aggiunti altri. Grazie a un medico ho abbandonato le tante diete ‘fai da te’ e ho preso la decisione di affidarmi agli specialisti del “Sacro Cuore Don Calabria” che mi hanno accompagnato fino all’intervento chirurgico e sono ancora il mio punto di riferimento. Oggi sto bene, sono stabile con il peso, alcune mie patologie sono regredite, altre addirittura sparite. Ho imparato che il cibo non è un nemico, ma un alleato che bisogna gestire bene”.

“Il riconoscimento per legge dell’obesità come malattia rappresenta un passaggio storico, prima di tutto culturale”, afferma la dottoressa Irene Gentile, chirurgo bariatrico della Chirurgia generale, diretta dal dottor Giacomo Ruffo, e componente del team per il trattamento dell’obesità dell’IRCCS di Negrar. “Per troppo tempo l’obesità è stata considerata un problema estetico e la conseguenza di scelte individuali, quando invece è una patologia dovuta a più fattori: genetici, biologici, ambientali e sociali. E non dimentichiamo che a sua volta l’obesità aumenta il rischio di altre gravi patologie come quelle cardiovascolari, tumorali, respiratorie, diabete…”.

Proprio per complessità della malattia, al “Sacro Cuore Don Calabria” il paziente viene preso in carico da un’équipe di specialisti: medici di medicina generale, dietisti, psicologi e chirurghi bariatrici. “Un approccio multidisciplinare permette di scegliere il trattamento giusto per ogni persona – prosegue la dottoressa -. Interventi sullo stile di vita, farmaci e chirurgia non sono alternative in competizione, ma strumenti diversi, e integrati, in uno stesso percorso di cura”. E in particolare i farmaci anti-obesità – spesso presentati, a torto, come una sorta di pozione magica per ritornare in forma – “sono indicati per persone con obesità o con sovrappeso associato a complicanze, quando le modifiche dello stile di vita da sole non sono sufficienti – sottolinea Gentile – La scelta va sempre personalizzata e vagliata da specialisti”.

(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)


Il dottor Nicosia nominato professore associato di Radioterapia all'Università di Brescia

Con la nomina di professor associato del dottor Luca Nicosia, si rafforza l’attività scientifica e didattica del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata che vede già il direttore Alongi professore ordinario all’Università di Brescia. Ateneo che all’IRCCS di Negrar ha una delle sedi della Scuola di Specializzazione in Radioterapia.

Dal 2 marzo il dottor Luca Nicosia ha assunto l’incarico di professore associato di Radioterapia presso il Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgiche della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Brescia. Il dottor Nicosia fa parte dell’équipe del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata dell’IRCCS di Negrar, diretto dal professor Filippo Alongi.

Quarantuno anni, originario di Ragusa, il dottor Nicosia si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 2011 all’Università Cattolica di Roma e specializzato nel 2018 in Radioterapia Oncologica alla “Sapienza”. Nel frattempo ha svolto un periodo di formazione all’Ospedale Universitario di Friburgo presso il Dipartimento di Radioterapia Oncologica e poi all’Ospedale Molinette di Torino.

Nel 2018 ha iniziato la sua attività lavorativa all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, dove nel 2023 gli è stato conferito l’incarico di coordinatore dell’attività scientifica e della ricerca clinica del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata, anno in cui ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale per professore universitario di seconda fascia.

Il professor Nicosia vanta 120 pubblicazioni scientifiche ed è membro a vario titolo di società scientifiche, con incarichi, in particolare, in ESTRO (European Society for Radiotherapy and Oncology) e in AIRO (Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia Clinica).

Con la nomina di professor associato del dottor Nicosia, si rafforza l’attività scientifica e didattica del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata che vede già il direttore Alongi professore ordinario all’Università di Brescia. Ateneo che all’IRCCS di Negrar ha una delle sedi della Scuola di Specializzazione in Radioterapia.

(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)


La diagnosi in malattie tropicali: il valore della logica clinica

“La logica clinica in medicina tropicale” è il tema del convegno che si è tenuto il 26 e il 27 febbraio all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Organizzato dal Dipartimento di Malattie infettive e tropicali, la due giorni è stata dedicata al ragionamento clinico e al processo decisionale in medicina, con particolare focus sulla medicina tropicale e malattie infettive di importazione.

Si conclude oggi la “due giorni” dedicata alla “Logica clinica in medicina tropicale”, il convegno annuale promosso dal Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria, diretto dal professor Federico Gobbi.

L’incontro scientifico ha richiamato medici specialisti e specializzandi da tutta Italia interessati alla medicina tropicale, superando una cinquantina di iscritti.

 

La prima giornata di giovedì 26 febbraio è stata dedicata ai fondamenti della logica clinica e all’analisi dell’errore diagnostico, con attenzione ai principali meccanismi cognitivi e concettuali che influenzano il processo decisionale. Oggi, invece, l’attenzione è stata focalizzata sull’applicazione pratica della logica clinica attraverso la discussione di casi complessi e scenari diagnostici.

“Il convegno ha come obiettivo quello di stimolare il pensiero critico, promuovendo una riflessione sui meccanismi cognitivi alla base della decisione medica e su come la logica possa migliorare la qualità e la sicurezza della diagnosi, soprattutto in contesti ad alta incertezza come quelli dei Paesi a medie e basse risorse”, ha spiegato Gobbi, professore associato all’Università di Brescia.

(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)


Pronto Soccorso ampliato e completamente rinnovato: boom di accessi negli ultimi anni

Il Pronto Soccorso dell’IRCCS di Negrar è stato ampliato e completamente rinnovato. I lavori si sono resi necessari per il progressivo aumento degli accessi che negli ultimi anni ha sfiorato il numero di 60mila. Ambienti più funzionali per gli operatori e più accoglienti per i cittadini, a cominciare dalla sala di attesa la cui grandezza è stata raddoppiata. 

E’ un Pronto Soccorso completamente rinnovato quello inaugurato lo scorso venerdì 20 febbraio alla presenza del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani.

Una parte dell’équipe del Pronto Soccorso con il Presidente Stefani

I lavori del Pronto Soccorso hanno riguardato l’ampliamento e il miglioramento del Servizio che negli ultimi anni ha registrato un progressivo aumento degli accessi, sfiorando i 60mila e ponendosi come la seconda struttura per numero di ingressi di Verona e provincia.

“Il progressivo aumento degli accessi ha reso necessario un intervento strutturale tempestivo che ha portato, tra le altre cose, alla creazione di altri quattro posti di Osservazione Breve Intensiva, oltre ai 6 già esistenti, e un’area open space con 9 posti letto per pazienti barellati, anch’essi tutti monitorati”, ha spiegato il primario, dottor Flavio Stefanini. “Inoltre sono state raddoppiate da 1 a 2 le postazioni della sala di emergenza intensiva”. (vedi il video qui sotto)

A fronte dei circa 9mila pazienti del Pronto Soccorso che ogni anno vengono sottoposti a Tac in Radiologia, è stato collocato in Ps un   tomografo dedicato, al fine di ottimizzare le tempistiche soprattutto per i pazienti colpiti da patologie tempo-dipendenti, come l’ictus.

“Oggi disponiamo di ambienti più funzionali per il lavoro degli operatori e più accoglienti per i pazienti, a cominciare dalla sala di attesa le cui dimensioni sono state raddoppiate”.

“Il Pronto Soccorso serve un territorio molto vasto – ha concluso Cracco – Circa il 60% dei pazienti che si rivolgono a noi non è residente nelle zone di  competenza assegnate a Negrar dal 118. Inoltre fa parte della Rete IMA (Infarto Miocardico Acuto), della rete neurologica (stroke) ed è Centro trauma di  zona.”

 (testi, foto e video a cura dell’Ufficio Stampa)


Il Presidente AIOM Di Maio relatore alla Scuola di metodologia della ricerca clinica

Il prof. Massimo Di Maio, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica e Ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Torino ha tenuto una relazione nel corso del secondo modulo della Scuola di metodologia della ricerca clinica, giunta alla dodicesima edizione. 

Si terrà dal 26 al 28 marzo, presso l’Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, il terzo modulo della Scuola  di metodologia della ricerca clinica, giunta alla dodicesima edizione e diretta dalla dottoressa Stefania Gori, a supporto della ricerca oncologica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria.

Il secondo modulo, che si è chiuso il 14 febbraio, ha visto tra i relatori il prof. Massimo Di Maio, Presidente di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Torino, che ha presentato una lettura sulla valutazione del reale vantaggio clinico di un nuovo approccio terapeutico.

I temi trattati nei tre giorni di formazione sono stati le revisioni sistematiche, le meta-analisi, i confronti indiretti e le linee guida per la pratica clinica.

Si conferma una significativa partecipazione di ricercatori provenienti dai maggiori ospedali d’Italia come Gemelli di Roma, CRO-IRCCS di Aviano, IOV di Padova, IEO di Milano e IRCCS Giovanni Paolo II di Bari.

(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)


Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, inaugura i nuovi robot e l’ampliamento del Pronto Soccorso

Il taglio del nastro è avvenuto nella hall dell’Ospedale, dove sono stati portati i robot chirurgici da Vinci 5 e da Vinci single port, affiancati dal broncoscopio robotico ION. I lavori al Pronto Soccorso si sono resi necessari per il progressivo aumento del numero degli accessi che ha sfiorato i 60mila negli ultimi anni.
Il Presidente Stefani: “Quello di Negrar è un Centro di eccellenza riconosciuto non solo per i dati della sua attività, ma da un comune sentire della popolazione che è importante ascoltare per chi amministra una Regione. Questa è una struttura capace di affrontare le esigenze sanitarie del nostro territorio, è un presidio ospedaliero e rappresenta, insieme ad altre realtà, un punto di forza del nostro sistema sanitario

Doppia inaugurazione ieri pomeriggio (20 febbraio) all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. A tagliare il nastro il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per la prima volta come Governatore all’Ospedale di Negrar. 

 La hall della struttura si è trasformata per poche ore in una “sala operatoria” dove sono stati collocati i robot chirurgici da Vinci 5 e da Vinci single port, i più avanzati sistemi robotici per la chirurgia mini-invasiva. Accanto ad essi, il broncoscopio robotico ION, l’ultima frontiera per la diagnosi precoce del tumore del polmone, in particolare di quelle neoplasie difficilmente raggiungibili dai sistemi di biopsia tradizionale. L’inaugurazione ha riguardato anche i lavori di ampliamento e restyling del Pronto Soccorso, che sono stati illustrati attraverso un video.

Alla cerimonia erano presenti oltre ai vertici dell’Ospedale, il Prefetto di Verona, Demetrio Martino, il sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Claudio Papagno, quello della Guardia di Finanza, Italo Savarese e la direttrice generale dell’Ulss 9 Scaligera, Patrizia Benini. Ha impartito la benedizione inaugurale il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili. Era presente anche il Superiore Generale dell’Opera Don Calabria, don Massimiliano Parrella.

La benedizione inaugurale impartita dal vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili

Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani

“Sono felice di essere qui a Negrar, in un Centro di eccellenza riconosciuto dai cittadini del Veneto e di altre regioni”, ha detto il presidente Stefani. “Un Ospedale riconosciuto non solo per i dati della sua attività, ma da un comune sentire da parte della popolazione che è importante ascoltare per chi amministra una Regione. Questa è una struttura capace di affrontare le esigenze sanitarie del nostro territorio, è un presidio ospedaliero e rappresenta, insieme ad altre realtà, un punto di forza sistema sanitario veneto.  Il nostro impegno, sin dall’inizio della legislatura, mira a potenziare il rapporto tra ospedali e territorio, a portare le cure e l’assistenza sempre più vicine alla persona, ai suoi bisogni e a quelli dei suoi familiari. Puntando anche sulle nuove tecnologie, come nel caso di questi robot chirurgici e diagnostici”.

L’Amministratore Delegato, Claudio Cracco

“L’inaugurazione di oggi riguarda la nuova dotazione robotica (chirurgica e diagnostica) e l’ampliamento e il restyling del Pronto Soccorso”, ha detto l’Amministratore Delegato, Claudio Cracco. Due interventi che sono coerenti nel rispondere alle esigenze sanitarie vitali (patologia oncologica e urgenze), confermano l’impegno di questo ospedale a favore dei cittadini del territorio e contribuiscono alla riconosciuta qualità della sanità veneta, di cui l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria è parte integrante”.

La robotica nelle sale operatorie del Sacro Cuore Don Calabria è entrata nel 2014 con il da Vinci Xi. Nel 2025 un ulteriore salto di qualità con l’arrivo delle nuove tecnologie come il da Vinci 5, il quale attraverso i sensori collegati sulla punta degli strumenti, permette al chirurgo di calibrare la forza sui tessuti, salvaguardando le strutture più delicate. La mini-invasività è espressa ulteriormente dal robot da Vinci single port, che consente di intervenire attraverso una sola micro-incisione, contro le 5-6 degli altri sistemi robotici.

I tre robot allestiti nella hall dell’Ospedale

“Le caratteristiche tecnologiche di queste piattaforme, facilitando il lavoro del chirurgo, lo rende più sicuro – ha sottolineato Cracco -.  Questo ha una ricaduta immediata sul paziente in termini di minor dolore e minor rischio di complicanze post operatorie, ridotti giorni di degenza e una ripresa più rapida”.

Nelle scorse settimane grazie all’utilizzo “combinato” del broncoscopio robotico ION e del robot chirurgico da Vinci 5, sono state effettuate la diagnosi e l’asportazione di un tumore del polmone in sole 4 ore e con una sola anestesia. “Senza il broncoscopio robotico il percorso tradizionale prevedrebbe il monitoraggio del nodulo polmonare attraverso ripetuti esami radiologici per verificarne l’evoluzione nel tempo. Una procedura che inevitabilmente sottrae tempo prezioso all’intervento terapeutico, quando sappiamo che la diagnosi precoce unita all’accesso rapido alla chirurgia porta alla guarigione nel 90% dei casi, anche per un cancro, come quello del polmone, che rappresenta ancora la prima causa di morte per tumore”.

I lavori del Pronto Soccorso hanno riguardato l’ampliamento e il miglioramento del Servizio che negli ultimi anni ha registrato un progressivo aumento degli accessi, sfiorando i 60mila e ponendosi come la seconda struttura per numero di ingressi di Verona e provincia.

L’open space del Pronto Soccorso per pazienti barellati completamente rinnovato


Giornata mondiale dell'obesità: incontri individuali con gli specialisti del team per il trattamento della malattia

L’Italia è il primo Paese al mondo che ha ricosciuto  per legge l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, come da tempo sostiene la comunità scientifica internazionale. Un riconoscimento che ha un grande valore civile e sociale contro lo stigma che ancora grava sulle persone obese, colpevolizzate ed emarginate per il loro aspetto.

In quanto malattia molto complessa e fattore di rischio elevato di altre gravi patologie (malattie cardiovascolari, tumori, diabete…) richiede un trattamento specifico, personalizzato e multidisciplinare.

All’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria opera un team di specialisti per la presa in carico delle persone affette da obesità, composto da chirurghi bariatrici, dietisti, psicologi e medici di medicina interna.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, il prossimo 4 marzo, il team di specialisti è a disposizione per illustrare i percorsi clinico-chirurgici finalizzati al trattamento dell’obesità e per colloqui individuali.

Il team per il trattamento dell’obesità presente alla Giornata: da sinistra Chiara Guerra (medico di medicina generale), Irene Gentile (chirurgo), Leonardo Gerard (chirurgo), Alessandra Misso (dietista), Irene Bianconi (dietista), Eleonora Geccherle (psicologa). Fa parte del team anche Marco Di Dio Perna (medico internista)

L’evento si terrà presso l’Auditorium del Centro Polifunzionale Don Calabria e gli ambulatori del Centro Diagnostico Terapeutico situati nella stessa area, in via San Marco 121, a Verona.

Si può scegliere tra due fasce orarie: dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 18.

E’ gradita la prenotazione telefonando ai numeri 045.6013024 o 045.6013493 oppure on line https://obesityday.sacrocuore.it/

Nel video l’intervista della dottoressa Irene Gentile, chirurgo bariatrico, rilasciata alla trasmissione in diretta “Med-Il Medico risponde” in onda su Radioverona e Telearena.

(testi a cura dell’Ufficio Stampa)


Don Luigi Pedrollo: 40 anni fa moriva il primo successore di San Giovanni Calabria

Il Servo di Dio don Luigi Pedrollo morì il 16 febbraio 1986 all’età di 97 anni. Fu tra i primissimi collaboratori di San Giovanni Calabria e nel 1955 ne divenne il primo successore alla guida dell’Opera. Con lui Casante venne costruito l’ospedale geriatrico “Don Calabria”. Nel 2024 è stato intitolato a lui il nuovo hospice della Cittadella della Carità. Attualmente è in corso la causa di canonizzazione.

 

Oggi tutta la Famiglia Calabriana nel mondo ricorda il Servo di Dio don Luigi Pedrollo, vicario e primo successore di San Giovanni Calabria alla guida dell’Opera di cui fa parte anche l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. Era infatti il 16 febbraio 1986, esattamente 40 anni fa, quando don Pedrollo lasciava questa terra alla veneranda età di 97 anni.

L’ingresso dell’hospice

Incontrò don Calabria per la prima volta nel 1908, quando ancora studiava in seminario a Vicenza. Entrò nell’Opera nel 1914 e da allora fu sempre molto vicino al Fondatore. Dopo la morte di don Calabria, nel 1954, don Pedrollo fu eletto Casante al Capitolo del 1955, ricoprendo l’incarico fino al 1967. Durante questi anni vennero aperte le prime missioni all’estero in Uruguay. Inoltre vennero avviati il Centro Polifunzionale di via Roveggia, a Verona, e l’ospedale geriatrico “Don Calabria” a Negrar.

Un legame, quello di don Pedrollo con la Cittadella della Carità di Negrar, che è stato sempre molto sentito e profondo. Per questo nel 2024 si è deciso di dedicare a lui l’hospice inaugurato dall’allora presidente della Regione Luca Zaia.

Anche negli ultimi anni della sua vita don Pedrollo continuò ad essere vera e propria immagine viva di don Calabria, testimone capace di mostrare con la sua vita la santità e lo «spirito puro e genuino» del Fondatore. Inoltre nel suo apostolato fu vicino a tantissime persone, dentro e fuori dall’Opera. A testimonianza di questa poliedricità, nel gennaio di quest’anno è stato a lui intitolato il teatro del carcere milanese di Opera.

Dal 2018 al 2020 si è svolta la causa diocesana di beatificazione per lui. Attualmente la “Positio super virtutibus” è al vaglio del Dicastero per le Cause dei Santi, al quale spetta il compito di decretarne l’esercizio eroico delle virtù cristiane.

(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)

 


Tumore al polmone: grazie alla robotica diagnosi ed intervento in sole 4 ore

Per la prima volta in Italia l’uso combinato del broncoscopio robotico e del robot chirurgico da Vinci 5 ha consentito la diagnosi e l’asportazione di un tumore al polmone nella stessa seduta operatoria e con una sola anestesia. Il dottor Gavezzoli: “E’ una procedura innovativa che coniuga la precisione e la mini-invasività chirurgica con l’azzeramento dei tempi tra la fase diagnostica e quella terapeutica, importante ai fini di una guarigione”

Nella foto l’équipe dell’Unità clinico chirurgica toraco-polmonare: Gianluca Perroni, Rosalia Romano, Simona Paiano, Diego Gavezzoli, Carlo Pomari, Arjola Ustalli e Luca Assante

Dalla diagnosi all’asportazione di un tumore del polmone in sole 4 ore e con un’unica anestesia. E’ quanto è stato possibile all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar martedì 3 febbraio: il paziente, un uomo di 65 anni, sta bene ed è stato dimesso dopo pochi giorni.

L’intervento è stato eseguito dal dottor Diego Gavezzoli, direttore dell’Unità clinico chirurgica toraco-polmonare, e dalla sua équipe utilizzando

La dott.ssa Simona Paiano e il dottor Diego Gavezzoli alla consolle di ION

per la prima volta in Italia, il broncoscopio robotico diagnostico ION e il robot chirurgico da Vinci 5 nella stessa seduta operatoria.

“Si tratta di una procedura innovativa che coniuga la precisione e la mini-invasività chirurgica della robotica avanzata con l’azzeramento dei tempi tra la fase diagnostica e quella terapeutica – spiega il dottor Gavezzoli – Intervenire il prima possibile sul tumore significa maggiori possibilità di guarigione. Inoltre la somministrazione di un’unica anestesia per l’intera procedura riduce al massimo il disagio per il paziente”.

Il paziente presentava un nodulo di 1,5 cm rilevato in crescita dalla TAC ed evidenziato anche dalla PET. Dopo un primo tentativo di biopsia con le metodiche tradizionali non andato a buon fine a causa delle piccole dimensioni e della posizione della lesione, “abbiamo deciso di procedere nella stessa seduta in sala operatoria alla biopsia con il broncoscopio robotico, indicato proprio per i tumori con queste caratteristiche, e poi all’intervento di resezione”, prosegue il dottor Gavezzoli. “ION è una sorta di navigatore satellitare che guida l’operatore attraverso una mappa realizzata dall’elaborazione delle immagini Tac. Grazie a una sonda particolarmente sottile e alla possibilità, a differenza della mano umana, di eseguire un movimento a 360° e di mantenere un’assoluta stabilità, siamo riusciti a raggiungere il nodulo e a prelevare del materiale utile per l’esame istologico e citologico, eseguito in sala operatoria dall’anatomopatologo”.

La biopsia ha confermato la presenza di un tumore e quindi il paziente è stato immediatamente sottoposto a lobectomia polmonare con il da Vinci 5, il sistema robotico più evoluto per la chirurgia mini-invasiva.

Il roboto da Vinci 5

Senza l’utilizzo di questo broncoscopio robotico – sottolinea il chirurgo – il percorso tradizionale prevede il monitoraggio del nodulo attraverso ripetuti esami radiologici per verificarne il comportamento. Una procedura che inevitabilmente sottrae tempo prezioso all’intervento terapeutico, quando sappiamo che la diagnosi precoce unita all’accesso rapido alla chirurgia porta alla guarigione nel 90% dei casi, anche per un tumore, come quello del polmone, che rappresenta ancora la prima causa di morte oncologica”.

L’utilizzo di ION garantisce una precisione di diagnosi anche quando per varie ragioni la biopsia non riesce a prelevare materiale utile e sufficiente per l’anatomopatologo.Il broncoscopio robotico ci permette di circoscrivere agevolmente l’area tumorale con minore complicanza rispetto ad altre procedure – prosegue -. Individuare con precisione il nodulo consente di asportarlo e di analizzarlo in tempo reale, al fine di decidere, se benigno, di limitarci alla sua semplice resezione, o, nel caso contrario, di procedere con l’asportazione di un intero lobo polmonare”.

Dopo la biopsia, il dottor Gavezzoli è passato dalla consolle di ION a quella del robot da Vinci 5 con il quale ha condotto l’intervento. “Se ION rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’ambito della diagnosi del cancro polmonare, il da Vinci 5 facilita come mai prima il lavoro del chirurgo e lo rende più sicuro. Questo grazie a una consolle munita di un monitor che offre la visione 3D più realistica mai realizzata, potenziata quattro volte rispetto ai precedenti modelli e un sistema di sensori posizionati sulle punte degli strumenti che consentono di calibrare la forza sui tessuti – conclude il chirurgo – Per il paziente questo significa minor dolore e minor rischio di complicanze post operatorie, e una più rapida ripresa dopo l’intervento”.

(testo e foto a cura dell’Ufficio Stampa)


L'IRCCS di Negrar nella rete nazionale per contrastare i "super batteri" resistenti agli antibiotici

Il problema dei “super batteri” resistenti agli antibiotici è un’emergenza globale. Colpisce in particolare l’Italia che vanta il triste primato in Europa del numero più alto di morti per infezioni resistenti. L’IRCCS di Negrar è partner del network promosso dalla Spallanzani e dall’Istituto Superiore di Sanità a cui hanno aderito altri quattro Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico

L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria nel network nazionale per contrastare la resistenza antimicrobica, cioè la capacità dei microrganismi di sopravvivere o crescere nonostante la presenza di agenti, quali per esempio gli antibiotici, che dovrebbero inibirli o ucciderli. Una vera e propria emergenza sanitaria globale che in Europa provoca ogni anno 35mila morti. In Italia si stimano annualmente 200mila infezioni resistenti agli antibiotici e 12mila decessi (il numero più alto nell’ambito UE). Le previsioni a livello mondiale sono ancora più drammatiche: se non saranno messe in campo misure sufficienti per arginare il fenomeno saranno 10 milioni le morti associate a infezioni resistenti agli antibiotici. Resistenza imputabile a varie cause, una delle principali è il consumo eccessivo e inappropriato di antibiotici sia per uso umano che animale. Anche il singolo cittadino fa la sua parte quando per una semplice influenza (infezione virale) assume gli antibiotici senza prescrizione o quando la terapia viene interrotta prima del tempo di efficacia.

Proprio per rispondere alla particolare urgenza nel nostro Paese, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma insieme all’Istituto Superiore di Sanità hanno promosso il progetto di ricerca “Network collaborativo a carattere nazionale per la realizzazione di un modello clinico-gestionale per l’ottimizzazione dell’uso dei farmaci antimicrobici”. Al progetto partecipano all’Ospedale di Negrar anche altri quattro Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS): l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, l’Istituto Mediterraneo per il Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo.

“L’obiettivo centrale è quello di costruire una piattaforma digitale integrata che consenta la raccolta e l’analisi in tempo reale dei dati sulle infezioni, sui casi di infezioni antibiotico-resistenti e sull’uso stesso degli antibiotici, favorendo così interventi tempestivi mirati”, spiega il dottor Andrea Tedesco, medico del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali e responsabile del progetto per l’IRCCS di Negrar. “La piattaforma prevede inoltre moduli di apprendimento interattivo per favorire maggiore appropriatezza nella prescrizione di antibiotici. Tutto questo è finalizzato a creare un modello nazionale di stewardship antimicrobica, adattabile in vari contesti. Lo scopo è innanzitutto quello di tutelare la salute dei cittadini e inoltre di ridurre i costi dell’assistenza sanitaria”. Il modello proposto integra sistemi informatici avanzati per collegare e analizzare dati provenienti da diverse fonti; percorsi diagnostici innovativi, con l’uso di test molecolari per identificare rapidamente le resistenze: strumenti digitali e di comunicazione per supportare i clinici.

Nella foto: la firma dell’accordo a cui ha partecipato l’Amministratore Delegato dell’IRCCS di Negrar, Claudio Cracco (il secondo da sinistra)

(testo a cura dell’Ufficio Stampa)