Natale 2020: alziamo lo sguardo e cerchiamo la Sua stella...

Natale 2020. Pubblichiamo l’augurio per il Santo Natale del superiore generale dell’Opera Don Calabria, padre Miguel Tofful. “Vedere sorgere la sua stella non era scontato allora e non è scontato adesso, in particolare in questo periodo in cui cerchiamo punti di riferimento, per non viaggiare nel vuoto, nel buio e senza direzione…”

Pubblichiamo l’augurio per il Santo Natale del superiore generale dell’Opera Don Calabria, padre Miguel Tofful. Al Casante si unisce la Direzione dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria rivolgendo un augurio di serenità, per le imminenti feste di fine anno, e di speranza, per un 2021 di ritorno alla normalità, ai collaboratori dell’ospedale, ai pazienti e a tutti coloro che manifestano la loro vicinanza tramite web e social.

Pensando al Natale di quest’anno particolare e ad un messaggio di speranza in mezzo alla situazione che viviamo, mi colpiscono particolarmente le parole che troviamo nel vangelo di Matteo, subito dopo la nascita di Gesù, prima dell’arrivo dei Magi: “Abbiamo visto sorgere la sua stella…” (Mt 2,2). Vedere sorgere la sua stella non era scontato allora e non è scontato adesso, in particolare in questo periodo in cui cerchiamo punti di riferimento, per non viaggiare nel vuoto, nel buio e senza direzione. Vedere la stella è il punto di partenza di tutto. Ma per vederla bisogna alzare lo sguardo al cielo e cercarla.

Spesso nella vita ci si accontenta di guardare per terra, le cose contingenti e superficiali. Invece per vivere davvero serve una meta alta, che ci spinge a mantenere alto lo sguardo e a decidere di mettersi in cammino, cogliendo l’invito a muoversi, a uscire, a rischiare, affrontando la fatica quotidiana della marcia e accettando gli imprevisti. Questa fatica la sperimentiamo tutti, in modo particolare in questo momento difficile che viviamo.

Siamo in una epoca nuova, in un mondo nuovo, cambiato, con nuovi paradigmi. La pandemia sta continuando a causare ferite profonde, smascherando le nostre vulnerabilità. Molti sono i morti, moltissimi i malati, in tutti i continenti. Tante persone e tante famiglie vivono un tempo di grosso disagio, a causa dei problemi socio-economici, che colpiscono i più poveri e non solo.

Il tema sanitario è diventato una priorità, un problema a prendere sul serio con tutte le misure che sono a nostra disposizione cercando sempre i nuovi adattamenti per i tempi nuovi che nonostante tutta la situazione difficile sono tempi di Dio e di nuove opportunità per le nostre vite e per la vita del mondo. Bisogna sempre avere questo sguardo che va oltre sapendo che i tempi nuovi richiedono sempre nuovi adattamenti e libertà di slancio come direbbe don Calabria.

La stella del Natale rimane oggi accesa più che mai. La luce di Cristo nato a Betlemme rimane come punto di riferimento per ogni situazione che vive l’uomo e la donna e l’intera umanità. Non c’è pandemia, non c’è crisi che possa spegnere questa luce. Accogliamola, lasciamola entrare nei nostri cuori, apriamoci a ricevere la luce che dissipa le ombre di un mondo chiuso. Tendiamo la mano a chi ha più bisogno, così Dio nascerà nuovamente in noi e in mezzo a noi.

Questo sarà possibile nella misura che rispondiamo alla chiamata del nostro carisma e del nostro Fondatore, prendendoci cura dei più deboli, dei malati e degli anziani. A queste esigenze dobbiamo rispondere non solo come persone singole, ma anche a partire del gruppo di appartenenza, dal ruolo che abbiamo, dai nostri principi carismatici. Metterci sempre in cammino per offrire una guarigione al mondo d’oggi che ne ha tanto bisogno. Direi partire insieme, come i Magi, non ciascuno per conto proprio seguendo le proprie strade.

 “Abbiamo visto sorgere la sua stella…”. Fratelli e sorelle, oggi siamo invitati a vedere sorgere questa stella incoraggiandoci uno all’altro, condividendo fatiche e sogni insieme, con la speranza di una nuova umanità, sapendo che siamo noi oggi i portatori di speranza che tanto hanno bisogno le persone. Guardando la Sua stella che spunta all’orizzonte siamo avvolti della sua luce e trasformati dal di dentro per continuare il nostro cammino senza mai stancarci e scoraggiarci

Coraggio! Camminiamo incontro a questa luce, mantenendo alto lo sguardo! La nostra missione sia quella di riconoscere ed accogliere la luce di Cristo, stella del Natale, per continuare ad irradiare la luce, la speranza e la vicinanza dell’amore di Dio tra di noi, come lo contempliamo e celebriamo in questi giorni santi.

Buon e Santo Natale a tutti voi e alle vostre famiglie. Che la luce del Bambino Gesù riempia i nostri cuori. Dio vi benedica e accompagni sempre con doni e grazie particolari in questo Natale e nel prossimo Anno Nuovo!

Miguel Tofful
Superiore Generale dell’Opera Don Calabria

Nella foto: una Natività realizzata nell’Atelier di Arteterapia del Dipartimento di Riabilitazione dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria da Andrea, ricoverato a causa di un incidente e accanto una riflessione di don Primo Mazzolari che riportiamo qui sotto. La Natività e la riflessione sono state tratte dal biglietto natalizio dell’Irccs di Negrar.

Egli viene…
Egli viene.
E con Lui viene la gioia.
Se lo vuoi, ti è vicino.
Anche se non lo vuoi, ti è vicino.
Ti parla anche se non parli.
Se non l’ami, egli ti ama ancor di più.
Se ti perdi, viene a cercarti.
Se non sai camminare, ti porta.
Se tu piangi, sei beato perché lui ti consola.
Se sei povero, hai assicurato il regno dei cieli.
Se hai fame e sete di giustizia, sei saziato.
Se perseguitato per causa di giustizia,
puoi rallegrarti ed esultare.
Così entra nel mondo la gioia,
attraverso un bambino che non ha niente.
La gioia è fatta di niente,
perché ogni uomo che viene al mondo
viene a mani vuote.
Cammina, lavora e soffre a mani vuote,
muore e va di là a mani vuote.
don Primo Mazzolari


MICI: quando a soffrire è anche la pelle e le articolazioni

Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa hanno spesso un esordio intestinale, ma non è raro che tali sintomi siano accompagnati da manifestazioni reumatologiche e dermatologiche. Un tema a cui è dedicato il quarto Focus annuale IBD in programma giovedì 17 e venerdì 18 nella formula webinar

Le manifestazioni extraintestinali nelle Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino e il ruolo del team multidisciplinare sono al centro del quarto Focus annuale IBD, promosso dal Centro per le Malattie retto-intestinali dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, di cui è responsabile il dottor Andrea Geccherle.

A causa delle restrizioni dovute alla pandemia, il convegno si terrà nella formula del webinar su piattaforma dedicata giovedì 17 e venerdì 18 dicembre a partire dalle 15 (è necessario iscriversi su hmgacademy. healthmeetingsgroup.it cliccando su “ac­cedi”). Vedi programma allegato

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali quali il morbo di Crohn e colite ulcerosa hanno un decorso spesso complesso, e a volte iperacuto, e possono evolvere anche in patologie reumatologiche o dermatologiche.

A tutt’oggi queste malattie hanno una causa sconosciuta, anche se talora si nota una frequenza familiare e genetica o risultano correlate a disordini immunitari.

Spesso il morbo di Crohn e la colite ulcerosa hanno un esordio intestinale, ma non di rado subentrano manifestazioni collaterali che rendono le MICI delle vere e proprie sindromi, la cui diagnosi differenziale può risultare difficile.

La coesistenza in questi pazienti di manifestazioni che possono interessare contemporaneamente la reumatologia e la dermatologia rende più complessa la gestione clinica delle MICI, imponendo un approccio multidisciplinare sia alla scelta terapeutica che al follow-up.

La presa in carico del paziente da parte di un’équipe di specialisti risponde meglio alle esigenze di chi manifesta tali sindromi, senza dispersione di risorse, in quanto si riducono il numero di esami diagnostici e i lunghi tempi di attesa che richiederebbero consulenze separate e non integrate tra loro.

La gestione multipliscinare del paziente con IBD è da anni realtà presso l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, anche grazie all’apporto dell’équipe del dottor Antonio Marchetta, responsabile del Servizio di Reumatologia, e della dottoressa Federica Tomelleri, responsabile del Servizio di Dermatologia, coorganizzatori del convegno.

All’incontro saranno presenti anche specialisti dell’Università di Padova e di Verona e il massimo esperto internazionale nell’ambito dell’ambito dell’imaging reumatologico, il professor Dennis McGonagle dell’ospedale universitario di Dublino

Programma

L'igiene dentale della mamma in gravidanza e del neonato dopo il parto

L’attenzione per l’igiene orale è molto importante sia per le future mamme durante la gravidanza sia per i bambini fin dalla loro tenerissima età. In due video gli esperti del Centro Odontostomatologico Ospedale Sacro Cuore Don Calabria offrono alcuni consigli sui comportamenti da seguire e sui controlli da effettuare

Cosa fare se durante la gravidanza succede che le gengive della futura mamma sanguinano più del solito? E quali controlli fare durante la dolce attesa per evitare fastidiosi contrattempi come infezioni al cavo orale che possono avere conseguenze anche sul parto? E ancora, dopo il lieto evento, come avere cura dell’igiene orale del proprio pargoletto? Quale dentifricio usare per il piccolo e quanto portarlo dal dentista?

A queste e a molte altre domande rispondono in due video gli esperti del Centro Odontostomatologico Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, diretto dal dottor Stefano Orio. Nel primo video l’igienista dentale Lucia Bombasini propone alcuni utili consigli dedicati alle mamme in gravidanza; nel secondo l’odontoiatra Monica Pozza mostra ai neogenitori le piccole ma importantissime attenzioni da avere per garantire al proprio piccolo una perfetta igiene della bocca.


113 anni fa nasceva l'Opera Don Calabria

Il 26 novembre 1907 i primi ragazzi accolti da don Calabria si trasferivano nella casa di Vicolo Case Rotte, a Verona. Iniziava così ufficialmente l’Opera fondata dal sacerdote veronese, di cui fa parte anche il “Sacro Cuore”. In un video le antiche e rarissime foto di quei primi tempi

La sera del 26 novembre 1907 un gruppo di ragazzetti usciva dalla sacrestia della chiesa di San Benedetto al Monte, adiacente a Piazza Erbe nel centro di Verona. La serata era nebbiosa, così i ragazzi tutti intabarrati si incamminarono verso il quartiere di Veronetta. La destinazione era una casa in Vicolo Case Rotte, vicino alla chiesa di San Giovanni in Valle. Quel piccolo drappello era costituito dagli orfani che il sacerdote don Giovanni Calabria aveva iniziato ad accogliere alla spicciolata negli anni precedenti. Ormai erano troppi e non c’era più posto per loro nella rettoria di San Benedetto. Così si era trovata una nuova casa grazie all’impegno del conte Francesco Perez. I ragazzi ne presero possesso quella sera, accompagnati dallo stesso don Calabria, da don Bonometti e da don Desenzani. Quella di Vicolo Case Rotte diventava così la prima Casa Buoni Fanciulli. Era l’inizio dell’Opera Don Calabria.

Per ricordare il 113° anniversario di fondazione, tutta la Famiglia Calabriana nel mondo si unirà idealmente in una giornata di adorazione. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito http://www.doncalabria.org/
Qui sotto un video con alcune rarissime foto di quei primi tempi dell’Opera…


La gestione del drenaggio dopo l'intervento al seno

Le infermiere della Chirurgia Senologica mostrano in un video i corretti passaggi per effettuare lo svuotamento del serbatoio collegato al drenaggio, offrendo alle pazienti un supporto per una procedura che può tranquillamente essere eseguita autonomamente e a domicilio fino alla prima visita di controllo

Dopo la dimissione e il ritorno a casa, la donna operata al seno dovrà gestire il drenaggio della ferita fino alla prima visita di controllo. Il tubo di drenaggio fuoriesce da un piccolo foro a livello dell’ascella, dove è fissato con un punto che ne assicura l’ancoraggio. Tale tubo è connesso ad un serbatoio di raccolta, che sarà necessario svuotare giornalmente, al mattino, fino al giorno prima della visita. Lo svuotamento del drenaggio non è un’operazione complessa e la paziente può svolgerla autonomamente al proprio domicilio, seguendo l’apposita procedura.

Nel video qui sotto le infermiere della Chirurgia Senologica del “Sacro Cuore”, diretta dal dottor Alberto Massocco, mostrano in modo dettagliato i passaggi da effettuare per una corretta gestione del drenaggio.

Indicazioni e consigli a cura della Chirurgia Senologica si possono trovare anche nel libretto allegato qui sotto.

Dopo l'intervento: i consigli della Chirurgia Senologica

La riabilitazione dopo l'intervento al seno: gli esercizi in un video

Una mobilizzazione precoce e l’esecuzione costante di alcuni semplici esercizi permettono un rapido recupero delle funzionalità dopo l’intervento al seno. Nel video vengono mostrati questi esercizi con alcuni utili consigli da seguire per le pazienti operate

Dopo l’intervento al seno è fondamentale iniziare precocemente il percorso di riabilitazione, così da recuperare in modo tempestivo le funzionalità temporaneamente compromesse dall’operazione. Si tratta di esercizi che le pazienti possono tranquillamente eseguire a casa, seguendo le istruzioni del medico.
In questo video promosso dall’Unità di Chirurgia Senologica del Sacro Cuore, diretta dal dottor Alberto Massocco, in collaborazione con i professionisti del dipartimento di Riabilitazione, vengono mostrati gli esercizi consigliati alle pazienti operate. Fanno eccezione le pazienti che si sono sottoposte a ricostruzione mammaria, per le quali prima di iniziare la riabilitazione è fondamentale un consulto con il chirurgo plastico di riferimento.

Indicazioni e consigli a cura della Chirurgia Senologica si possono trovare anche nel libretto allegato qui sotto.

Dopo l'intervento: i consigli della Chirurgia Senologica

Covid, con mascherine e distanziamento la carica virale è fino a mille volte più bassa

Sono stati citati anche dal Washington Post i risultati dello studio dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria condotto su quasi 400 pazienti che si sono rivolti al Pronto Soccorso da marzo a maggio, ribadendo che più bassa è la quantità di virus ricevuta al momento del contagio, meno gravi sono i sintomi della malattia

Più bassa è la quantità di virus che riceviamo al momento del contagio, meno gravi potranno essere i sintomi della malattia. Una tesi ribadita a sostegno dell’utilizzo della mascherina, dell’igiene frequente delle mani e del distanziamento fisico e dimostrata per la SARS e la MERS, ma solo supposta finora per quanto riguarda il nuovo Coronavirus. A supportarla scientificamente arriva però uno studio dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), appena pubblicato su Clinical Microbiology and Infection e presentato in anteprima alla conferenza sul Coronavirus promossa alcune settimane fa dalla Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive. I risultati dell’indagine sono stati citati anche dal Washington Post nell’ambito di un’inchiesta sul calo di mortalità da Covid 19 nel mondo (vedi servizio del Tg2 in fondo a questo articolo).

Quella realizzata dal team di ricerca del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali e microbiologia, diretto dal professor Zeno Bisoffi, è un’analisi retrospettiva sui 373 pazienti che hanno avuto accesso al Pronto Soccorso dal 1 marzo al 31 maggio. L’obiettivo era quello di verificare se la diminuzione della carica virale avesse influito non solo sul numero assoluto di pazienti Covid che si sono rivolti al Pronto Soccorso, ma anche sulla gravità della malattia.

“A metà marzo marzo il Paese è entrato in lockdown e il nostro pronto soccorso nello stesso mese ha registrato 281 accessi di persone positive che sono scese di oltre un terzo (86) in aprile e a 6 a maggio”, spiega l’infettivologa Dora Buonfrate (a destra nella foto). “Nello stesso periodo la percentuale dei pazienti per i quali si è reso necessario un ricovero in terapia intensiva è passata dallo 6,7% a marzo, 1,1% ad aprile e 0 a maggio”.

“Inoltre da marzo a maggio abbiamo rilevato con l’analisi molecolare sui tamponi naso-faringei una quantità di virus anche mille volte inferiore. Cosa che conferma quanto supposto da studi precedenti: una bassa carica virale corrisponde a una malattia meno grave”, prosegue la biologa Chiara Piubelli, responsabile della ricerca biomedica (a sinistra nella foto).

Questa progressiva diminuzione non può essere imputata né alla tempistica con cui è stato effettuato il tampone né alle terapie messe in atto sui pazienti. “L’intervallo di tempo tra l’insorgenza dei sintomi e il test molecolare non è cambiato significativamente nel tempo – precisa Piubelli -: una media di 7 giorni a marzo e di 5 giorni ad aprile. Inoltre la gestione del paziente è stata parzialmente modificata nel corso della pandemia, ma la valutazione clinica utilizzata per decidere il ricovero in ospedale e in terapia intensiva è rimasta sostanzialmente la stessa”.

A fare la differenza invece sono state le misure di blocco che, creando un ambiente a bassa trasmissione del virus, hanno determinato manifestazioni cliniche meno gravi. “Una conclusione che conferma la validità delle misure di contenimento del virus: uso della mascherina, igiene frequente delle mani e distanziamento fisico. Solo così possiamo ridurre la carica virale sui contagiati e fare in modo che il sistema sanitario non vada in crisi per il ricorso agli ospedali, in particolare alle terapie intensive. E insieme scongiurare nuove drastiche misure di chiusura”, sottolinea la dottoressa Buonfrate.

Ma il virus non può aver subito mutazioni? “Studi precedenti hanno rilevato mutazioni genetiche del virus, ma non per quanto riguarda la sua contagiosità”, concludono le due ricercatrici.

lo studio

La rianimazione cardiopolmonare quando un paziente è positivo al Covid

In occasione della settimana “Viva” dedicata alla rianimazione cardiopolmonare, gli istruttori del Centro IRC (Italian Resuscitation Council) del Sacro Cuore mostrano in due video le procedure d’emergenza messe in atto quando un paziente va in arresto cardiaco

Cosa succede quando il cuore si ferma? Come interviene il personale sanitario e quali sono le tappe che riportano il paziente alla vita? Quali accorgimenti bisogna avere se c’è un sospetto che il paziente sia positivo al Covid-19? Ce lo mostrano in due interessanti video formativi gli istruttori del Centro IRC (Italian Resuscitation Council) dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria.

Nel primo gli istruttori ci portano in sala al fianco di un paziente con sospetto di infezione da nuovo coronavirus, mentre nel secondo la procedura è quella ordinaria con paziente negativo al Covid. In entrambi i casi si tratta di simulazioni effettuate in modo estremamente realistico con un manichino/paziente di ultima generazione.

La divulgazione di questi video formativi avviene in concomitanza con la settimana “Viva” dedicata alla Rianimazione Cardiopolmonare, che si celebra dal 12 al 18 ottobre e culminerà il 16 ottobre con l’omonima giornata mondiale.

Slide procedura rianimazione con paziente Covid +

Il Centro IRC di Negrar è attivo dal 2009 ed è punto di riferimento per la formazione nel campo della rianimazione cardiopolmonare sia per il personale sanitario sia per tutti i cittadini “non professionisti” della sanità. Decine i corsi di rianimazione tenuti ogni anno presso il Sacro Cuore con la collaborazione del Centro di Formazione, ma numerose negli ultimi anni sono state anche le iniziative effettuate nelle scuole per istruire i giovani su come intervenire in caso di emergenza. Ed ora, nonostante la pandemia, la formazione prosegue utilizzando anche gli strumenti multimediali, perché più persone sono preparate ad intervenire in modo tempestivo dopo un arresto cardiocircolatorio e più vite si possono salvare.

* Si ringraziano gli istruttori professionisti del Centro IRC di Negrar che hanno permesso la realizzazione di questi video:

dr. Marco Boni dirigente medico DEA UO Pronto Soccorso – responsabile CdF Sacro Cuore Don Calabria
dr Alessandro Tubaro dirigente medico dipartimento di Anestesia e Rianimazione
dr Roberto Slongo dirigente medico DEA UO Pronto Soccorso
IP Roberta Pasetto DEA UO Pronto Soccorso
IP Daniele Taviani DEA UO Pronto Soccorso
IP Luigi Pareti dipartimento di Anestesia e Rianimazione


Don Luigi Pedrollo: si chiude il processo diocesano di canonizzazione

Domenica 20 settembre si è concluso il processo diocesano di canonizzazione di don Luigi Pedrollo, il successore di don Calabria sotto la cui guida venne costruito anche l’ospedale geriatrico “Don Calabria” di Negrar. Ora gli atti passeranno alla Congregazione delle cause dei santi.

Domenica 20 settembre si è conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio don Luigi Pedrollo, vicario e primo successore di don Giovanni Calabria alla guida dell’Opera da lui fondata. Il rito giuridico di chiusura si è svolto nella basilica di Sant’Anastasia, al termine di una S. Messa presieduta dal vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti e concelebrata dal Casante dell’Opera padre Miguel Tofful (vedi video della cerimonia in fondo a questo articolo).

Don Pedrollo è una figura carismatica molto nota a Verona, che dapprima affiancò don Calabria e poi fu il continuatore della sua Opera a favore dei poveri e dei sofferenti, diventando consigliere e punto di riferimento spirituale per tantissimi veronesi. Fu lui a realizzare il lontano desiderio di don Calabria di aprire la Congregazione all’attività missionaria (la prima missione venne fondata in America Latina nel 1959; oggi l’Opera è presente in 12 Paesi e in tutti e 5 i continenti). Fu sempre sotto la sua guida che vennero realizzati il Centro Don Calabria di via Roveggia (oggi trasferito in via San Marco) e l’ospedale geriatrico “Don Calabria” di Negrar (nella galleria fotografica in fondo pubblichiamo alcune foto storiche di don Pedrollo a Negrar).

Il processo diocesano era stato aperto il 15 giugno 2018 con la nomina della commissione d’inchiesta, guidata dal delegato vescovile don Tiziano Bonomi, e con la scelta dei periti storici. Postulatore è Paolo Vilotta coadiuvato dal religioso calabriano fratel Mario Grigolini In questi due anni sono stati sentiti 48 testimoni così suddivisi: 13 religiosi e 3 religiose dell’Opera Don Calabria, 2 vescovi, 3 parenti, 12 religiosi, religiose e sacerdoti della Diocesi, 15 laici. Inoltre sono stati esaminati i numerosissimi scritti, editi e non, che don Pedrollo ha lasciato nella sua lunga vita, quali diari, corrispondenza privata, lettere circolari, quaderni di appunti, deposizioni, contributi ai Capitoli, cronache della casa…

Ora gli atti, sigillati nel rito di chiusura, sono stati portati dal postulatore a Roma alla Congregazione delle cause dei santi, dove verranno esaminati e, se approvati, ci sarà il riconoscimento delle virtù eroiche di don Pedrollo che diventerà “venerabile”.

“La chiusura della fase diocesana del processo di don Pedrollo è una grande gioia per tutta la Famiglia Calabriana – ha detto padre Miguel Tofful, Casante dell’Opera – don Luigi per noi rappresenta la figura del sacerdote come lo voleva don Calabria: umile, traboccante di carità, determinato e con una enorme fiducia nella Divina Provvidenza. Possiamo dire che egli sia l’incarnazione dello spirito puro e genuino della nostra Opera ed è una persona che nella sua vita ha fatto del bene a tantissime persone, tanto che ancora oggi moltissimi veronesi si ricordano di lui”. Maggiori informazioni si possono trovare anche sul sito dell’Opera: www.doncalabria.it.


Nuova data per il Capitolo dell'Opera Don Calabria

Si terrà a febbraio 2021 il dodicesimo Capitolo Generale dei Poveri Servi della Divina Provvidenza,Congregazione fondata da San Giovanni Calabria tra le cui attività c’è anche il “Sacro Cuore”. Lo svolgimento del Capitolo, già rinviato la scorsa primavera, dipenderà comunque dall’andamento della pandemia.

Il Capitolo Generale dei Poveri Servi della Divina Provvidenza si svolgerà nel mese di febbraio 2021, se la situazione della pandemia lo permetterà. A prendere questa decisione è stato il Consiglio Generale della Congregazione, guidato dal Casante padre Miguel Tofful, insieme ai responsabili di tutte le missioni dell’Opera Don Calabria. L’evento sarà dedicato al tema “La profezia della comunione” e vedrà la partecipazione di 38 religiosi e numerosi laici provenienti da 12 Paesi e 4 continenti nei quali l’Opera è presente. In contemporanea si svolgerà anche il Capitolo della Congregazione femminile dell’Opera, ovvero le Povere Serve della Divina Provvidenza.

Il Capitolo dei Poveri Servi originariamente doveva svolgersi nel maggio 2020, ma è stato rinviato a causa della pandemia di coronavirus che tuttora sta colpendo molti Paesi nel mondo. Qualora la situazione pandemica non dovesse risolversi nemmeno nei prossimi mesi, anche la nuova data prescelta potrà subire ulteriori rinvii, ma questo andrà valutato al momento opportuno e sempre con un’ampia condivisione all’interno dell’Opera e con gli organi preposti della Chiesa.
D’altra parte il Capitolo sicuramente non potrà svolgersi in via telematica, nemmeno in piccola parte, poiché Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita apostolica ha chiarito con una lettera indirizzata a tutti i religiosi che questo evento richiede la presenza fisica dei partecipanti per garantire una vera sinodalità e corresponsabilità nelle decisioni. Nemmeno la situazione eccezionale che stiamo vivendo permetterà dunque di derogare a questo principio.
L’auspicio espresso dai due Consigli e dai Delegati, approvato anche dalle Delegate e Responsabili di Missione delle Sorelle, è che i due Capitoli si possano svolgere a Verona nelle rispettive Case Madri, vale a dire San Zeno in Monte per i Fratelli e Santa Toscana per le Sorelle.

Lo svolgimento in contemporanea dei due Capitoli, pur mantenendo le rispettive specificità delle due Congregazioni, rappresenterebbe un altro profetico segno di comunione e sarebbe la naturale conseguenza del cammino sinodale di preparazione nel quale tutta la Famiglia Calabriana è stata coinvolta fin dalla primavera del 2019dicono il Casante padre Miguel Tofful e la Madre Generale delle Povere Serve Lucia Bressanora in questo tempo di attesa ci auguriamo che tale tensione sinodale venga mantenuta e rafforzata in tutte le Delegazioni e Missioni dove l’Opera è presente. Noi siamo vicini alla Famiglia Calabriana e chiediamo a tutti di unirsi nella preghiera per le tante persone che sono duramente colpite dalla pandemia o che stanno soffrendo a causa di essa”.

Il Capitolo, nel diritto canonico, è un’assemblea di religiosi dotata di personalità giuridica e autorità normativa. Si tiene ogni sei anni ed è l’occasione per verificare l’andamento della Congregazione e programmare il futuro, rinnovando gli incarichi e dando le linee di sviluppo per il successivo sessennio.