Endometriosi: Alice racconta del sogno di diventare mamma realizzato grazie alla ricerca

In questo video, Alice racconta la sua lotta contro l’endometriosi severa e come, grazie all’intervento dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria, abbia realizzato il suo sogno di diventare mamma. Al suo fianco, la dott.ssa Anna Stepniewska, medico del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia diretto dal dottor Marcello Ceccaroni, spiega come grazie alla ricerca oggi la chirurgia possa non solo incidere sul benessere della donna colpita da endometriosi, ma possa favorire una gravidanza nonostante la malattia.

Dai primi sintomi, alla difficoltà di respirare a causa del gonfiore, fino all’intervento e alla gioia di tenere tra le braccia la sua piccola Sofia, Alice racconta come un centro qualificato, dove la ricerca si affianca alla clinica, sia stato fondamentale per superare le complicanze e coronare il suo sogno.

Per scoprire di più su come sostenere la ricerca dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria: https://5xmille.sacrocuore.it/

 


Festa Sacro Cuore: nuova TC, tecnologia rivoluzionaria per la diagnosi delle malattie cardio-vascolari

Inaugurata in occasione della Festa patronale del Sacro Cuore, la nuova TC Naeotom Alpha.Pro, uno dei modelli più avanzati di tomografo dotato di tecnologia “photon counting”. Grazie alla produzione di immagini ad altissima risoluzione e l’utilizzo efficiente delle radiazioni, trova impiego nella diagnostica cardio-vascolare ma anche di tante altre patologie, tra cui quelle oncologiche. Foto e video dell’evento

 

 

L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria adotta la più avanzata e recente evoluzione tecnologica applicata alla Tomografia Computerizzata – TC o conosciuta più comunemente come TAC – le cui caratteristiche rivoluzioneranno lo studio diagnostico, in particolare del sistema cardiovascolare, ma anche di altri distretti corporei.

In occasione della festa patronale del Sacro Cuore di Gesù, venerdì 26 giugno all’ospedale di Negrar si è svolta la benedizione inaugurale della nuova TC Naeotom Alpha.Pro, uno dei modelli più avanzati di tomografo dotato di tecnologia “photon counting”: letteralmente a “conta fotonica”.

 

Mons. Domenico Pompili, Vescovo di Verona

Prima del “taglio del nastro”, il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, ha presieduto la Messa nei giardini interni dell’ospedale. A concelebrarla anche il Casante dell’Opera Don Calabria, don Massimiliano Parrella. Erano presenti oltre a tutta la direzione dell’Ospedale con il presidente fr. Gedovar Nazzari, la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti, il Prefetto di Verona, Demetrio Martino, il sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli la direttrice generale e quella sanitaria dell’Ulss 9, rispettivamente Patrizia Benini e Denise Signorelli.

Elisa De Berti

“L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria è una struttura di eccellenza non solo regionale – ha detto la vicepresidente De Berti Girando un po’ tutta l’Italia per gli impegni istituzionali ho incontrato molte persone che mi hanno riferito di essersi rivolte all’Ospedale di Negrar, definendolo una garanzia. Tuttavia – ha sottolineato – ciascuno di noi riguardo all’esperienza in ospedale alla fine ricorda il rapporto che ha avuto con le persone che ha incontrato: dal medico, all’infermiere agli addetti alla cura dell’ambiente. L’innovazione tecnologica può esserci se dietro c’è un’eccellenza umana del personale, che qui ha radici lontane, nel suo Fondatore, S. Giovanni Calabria”.

Dr. Giovanni Foti

La photon counting è una tecnologia in grado di superare la gran parte dei limiti storici della TC nello studio radiologico del cuore, tanto che anche nei casi più complessi può essere una valida alternativa alla coronarografia diagnostica, procedura invasiva e non priva di rischi”, ha spiegato il dottor Giovanni Foti, direttore della Diagnostica per immagini dell’IRCCS di Negrar. “Avvantaggiandosi di una risoluzione spaziale in media 3-4 volte superiore ai più comuni tomografi e di un efficiente utilizzo delle radiazioni, può essere impiegata anche per la diagnosi accurata di numerose patologie, dalle malattie neuro-vascolari, a quelle osteoarticolari, polmonari ed oncologiche”.

Dr. Carmelo Cicciò

Il vero punto di svolta della tecnologia photon counting, rispetto alle TC precedenti, è nel funzionamento del detettore, il pannello che raccoglie i raggi X attenuati dal passaggio attraverso il corpo del paziente. Tale dispositivo è a “conta fotonica”, esso infatti non si limita a contare i fotoni (particella elementare dei raggi X) che arrivano al detettore, ma ne misura anche ogni singola energia). Questo in presenza di un’elevata risoluzione temporale (produce immagini ogni 66 millisecondi) e con un’esposizione a basse dosi di radiazioni.

“Tali caratteristiche ci permettono di ottenere da una parte immagini che rilevano anche il più piccolo dettaglio, fino a 100 micron (Ultra High Definition). E dall’altra, l’eliminazione degli artefatti, cioè quegli elementi che spesso compromettono la qualità diagnostica delle immagini dei vasi coronarici fornite dalle TC di precedente generazione”, ha illustrato il dottor Carmelo Cicciò, medico radiologo esperto in radiologia cardio-vascolare.

“Con la TC photon counting, invece, disponendo di immagini ad altissima definizione e ‘pulite’ da artefatti, possiamo raccogliere informazioni sulla composizione della placca aterosclerotica, che ne determina la stabilità, e quantificare con maggiore accuratezza il grado di restringimento del vaso, le cosiddette stenosi. Questo anche in pazienti con “alto rischio” di patologia coronarica o con patologia coronarica complessa già nota o già trattata con angioplastica – sottolinea il dottor Cicciò -. Sono tutte informazioni, di cui prima non potevamo disporre in maniera così accurata, importanti per orientare il cardiologo a una gestione personalizzata del paziente, limitando la coronarografia, procedura invasiva e non priva di rischi, ai casi in cui la stenosi necessita di essere trattata, avviando gli altri a una terapia farmacologica”.

Claudio Cracco

“L’innovazione tecnologica è da sempre una direttrice strategica dell’IRCCS di Negrar” ha detto l’amministratore delegato Claudio Cracco. “Il fine ultimo del nostro operato quotidiano è prendersi cura del paziente assicurando le migliori opzioni diagnostiche e terapeutiche. La nuova TC rientra in questa visione. Questa tecnologia di ultima generazione consentirà un percorso diagnostico per il paziente più sicuro e personalizzato e permetterà un approccio più sostenibile e appropriato, essendo una valida alternativa a una indagine invasiva come la coronarografia diagnostica”.

Patrizia Benini

“E’ importante valorizzare questa dinamicità, che sicuramente il privato ha e mette in campo, all’interno di una collaborazione strutturale e strutturata con il servizio pubblico”, ha commentato Patrizia Benini, direttrice generale dell’Ulss 9. “Credo che oggi sia questo il vero messaggio: continuare su questa strada dove pubblico e privato sono all’interno di una rete, grazie alla quale, con possibilità e capacità diverse, ciascuno può differenziare l’offerta e avere un ruolo paritario per offrire un servizio all’utenza. Qui non è una gara, ma è una collaborazione per dare il meglio a chi si rivolge a noi”.


Malattia di Crohn: il racconto di Emma e l'importanza della ricerca

In questo video, Emma racconta la sua vita con la malattia di Crohn. Al suo fianco, la dottoressa Angela Variola, responsabile del Centro Malattie Retto-Intestinali. Emma è stata sottoposta a un intervento all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria, dovuto alle complicanze della sua patologia non diagnosticata in tempo, ma non è guarita dalla malattia di Crohn. Tuttavia grazie alla terapia con farmaci biotecnologici, oggi sta bene e conduce una vita normale. “Grazie a questi farmaci – afferma la dottoressa Variola nel video – oggi circa la metà dei pazienti in trattamento sono in remissione”. L’obiettivo, attraverso la ricerca, è di portare questa percentuale di pazienti in remissione al 100%, prevenendo le complicanze che possono portare a interventi anche molto invasivi. Con la speranza concreta, sempre attraverso la ricerca, di scoprire in futuro terapie che portino alla guarigione definitiva dalle patologie infiammatorie croniche dell’intestino, quali appunto la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

Per scoprire di più su come sostenere la ricerca dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria: https://5xmille.sacrocuore.it/

 


La Famiglia Calabriana si riunisce in assemblea a Roma

Dall’1 al 7 giugno 38 religiosi, religiose e laici dell’Opera Don Calabria sono riuniti al Collegino di Primavalle (Roma) per l’assemblea di metà sessennio. L’incontro serve per verificare il cammino fatto a tre anni di distanza dal Capitolo Generale e definire il percorso del prossimo triennio che coinvolgerà tutte le Case e le attività calabriane, tra cui la Cittadella della Carità di Negrar.

Si sta svolgendo in questi giorni a Roma l’assemblea di metà sessennio della Famiglia Calabriana, di cui fa parte anche la Cittadella della Carità di Negrar. L’incontro, che si svolge presso il Collegino di Primavalle, è cominciato domenica e proseguirà fino a sabato 7 giugno, con l’obiettivo di fare il punto sul cammino percorso dall’Opera Don Calabria nei tre anni trascorsi dall’ultimo Capitolo Generale (Maguzzano, 2022). Sono 38 i partecipanti tra religiosi, religiose e laici provenienti da tutti i territori nei quali è presente la Famiglia Calabriana nel mondo.  Tra loro anche fratel Gedovar Nazzari e don Miguel Tofful, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria.

I Paesi dove è presente l'Opera Don Calabria

L’assemblea è iniziata domenica 1 giugno con la benedizione delle 15 bandiere dei Paesi dove è presente l’Opera, effettuata dal Casante don Massimiliano Parrella insieme alla Madre Generale delle Povere Serve della Divina Provvidenza, Sor. Lucia Bressan. A seguire, dopo una giornata di ritiro spirituale e una toccante mattinata dedicata alla condivisione delle attività, dei colori e dei sapori di ogni territorio, nel pomeriggio di martedì è iniziato il lavoro di riflessione sul documento intitolato “Ego dixi”, nel quale sono raccolti gli obiettivi del Capitolo Generale e i dati delle verifiche effettuate nelle varie Case e comunità calabriane. La riflessione e il confronto proseguiranno fino a giovedì 5 giugno, mentre il venerdì è previsto per i partecipanti il pellegrinaggio giubilare con il passaggio della Porta Santa.


Quando ad ammalarsi sono le ghiandole paratiroidi: diagnosi e cura dell'iperparatiroidismo

Dietro la tiroide ci sono quattro piccolissime ghiandole denominate paratiroidi, la cui funzione è di produrre il paratormone (PTH) che regola il livello di calcio nel sangue e nei tessuti. Talvolta succede che una o più di queste ghiandole si ammalino, causando un aumento del PTH e di conseguenza un aumento del livello di calcio nel sangue (ipercalcemia). In questi casi si parla di iperparatiroidismo primario. Viene invece definito secondario quando l’aumento di produzione dell’ormone deriva da una carenza di vitamina D.

In ogni caso la patologia che ne deriva può provocare disturbi di una certa entità, ad esempio causando una maggior predisposizione all’osteoporosi o aumentando il rischio di calcoli renali. Più tanti altri sintomi meno specifici, quali mal di pancia, stanchezza diffusa o disturbi dell’umore.

Quali sono dunque le cause di questa condizione? Come si procede alla diagnosi e quali terapie possibili sono a disposizione? A queste e altre domande ha risposto la dottoressa Maria Pina Iagulli, responsabile dell’Endocrinologia, durante la trasmissione di Telearena “Dica 33”.


Gli auguri del Casante: "Non accontentiamoci di una fede tiepida! La Pasqua ci invita a vivere da risorti"

In questo video don Massimiliano Parrella, Casante dell’Opera Don Calabria, rivolge il suo messaggio con gli auguri di buona Pasqua a tutte le Case e Comunità calabriane nel mondo, tra cui anche la Cittadella della Carità di Negrar. Ecco un passaggio particolarmente significativo del suo intervento:

“Non accontentiamoci di una fede tiepida! La Pasqua ci provoca a una scelta radicale: vivere da risorti o rimanere nei nostri sepolcri di paura e mediocrità. Don Calabria ci insegna che la Provvidenza non è un concetto astratto, ma una Presenza viva che trasforma l’impossibile in possibile”.

Come ufficio stampa, che cura la redazione del sito, ci uniamo al messaggio del Casante e auguriamo a tutti gli operatori, ai pazienti e alle loro famiglie una buona Pasqua all’insegna del coraggio e di una rinnovata speranza.


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Esami del sangue in regime privato: spesso il costo equivale al ticket. Ecco come calcolarlo

L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria – coerente con la programmazione della Regione Veneto che consente agli ospedali privati accreditati un certo numero di prestazioni di laboratorio –  mette a disposizione quotidianamente per i pazienti esterni 50 posti per gli esami del sangue con il Servizio Sanitario Nazionale (cioè con il solo pagamento del ticket). A questi si aggiungono altri 40 posti, sempre in SSN, che il sistema di prenotazione riserva a anziani e persone in genere sottoposti a terapia anticoagulante (il famoso Cumadin o altri farmaci), bambini sotto i 7 anni e pazienti che devono eseguire esami particolari come curve da carico o emogasanalisi.

In tutto sono 90 posti che, viste le innumerevoli richieste, vengono esauriti in breve tempo.

Tuttavia, se non si è in possesso di esenzioni, in molti casi il costo degli esami in regime privato (a totale pagamento da parte dell’utente) è uguale al costo del ticket in regime SSN. Come posso saperlo? Basta munirsi di codice fiscale e di ricetta elettronica e seguire il video tutorial qui sotto.

Se la spesa da sostenere in regime privato è la stessa del ticket puoi procedere alla prenotazione sia all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar sia al Centro Diagnostico Terapeutico di via San Marco a Verona.


Fratture vertebrali: quando ricorrere alla chirurgia mini-invasiva come la vertebroplastica e la cifoplastica

Si stima che siano 50mila le persone che ogni anno si recano al Pronto Soccorso per fratture vertebrali, causate da traumi, ma anche da malattie tumorali e da osteoporosi avanzata. “Il 50% delle donne con più di 80 anni è colpita da fratture vertebrale”, spiega nel corso di una puntata di Medicina33 del Tg2, il dottore Gerardo Serra, responsabile della Terapia Antalgica dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. “Il 30% di queste pazienti si recano dal medico a causa di un dolore acuto improvviso e invalidante”. Cosa fare in questi casi? Dopo una diagnosi accurata (attraverso Tac e RM), si può procedeere con due metodiche di chirurgia mini-invasiva: la vertebroplastica e la cifoplastica. Ecco di cosa si tratta.

Nella foto principale l’équipe di Terapia Antalgica


Raccontare l'afasia: un incontro per dare voce a chi non può più esprimersi con la parola

“Donne a fasi che cambiano. Quando il disturbo del linguaggio ferisce la vita”. E’ questo il titolo dell’evento di medicina narrativa organizzato per domenica 23 febbraio al teatro Ristori di Verona a cura del Servizio di medicina fisica e riabilitazione del “Sacro Cuore”. Un’occasione per testimoniare che nonostante l’afasia è possibile vincere il silenzio e costruire nuove relazioni in famiglia e nella vita quotidiana.

Raccontare la storia di persone che, a causa dell’afasia, non trovano più le parole per raccontarsi come vorrebbero. E ascoltare la testimonianza dei familiari che con la malattia del loro caro vedono cambiare improvvisamente la loro vita di relazione.

E’ un evento di medicina narrativa che si preannuncia molto intenso ed emozionante quello organizzato dal Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’IRCCS di Negrar, in programma al Teatro Ristori di Verona domenica 23 febbraio, dal titolo “Donne A FASI CHE cambiano. Quando il disturbo di linguaggio ferisce la vita”. Un evento che è già un successo, visto che il teatro registra un tutto esaurito.

Saranno circa 20 le toccanti testimonianze portate sul palco da parte di pazienti, caregiver e in alcuni casi anche figli che hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza di un genitore colpito da afasia. In gran parte si tratta di esperienze “al femminile”, da cui il titolo scelto. Il tutto intervallato da momenti di spettacolo ed esibizioni artistiche, ma anche da brevi approfondimenti su una patologia fortemente invalidante che provoca problemi spesso difficili da comprendere per chi non si trova coinvolto nella situazione.

Interverranno tra gli altri la dottoressa Elena Rossato, direttore del Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione;  il dottor Renato Avesani, già direttore dello stesso Servizio; il professor Giampietro Pinna, direttore della Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona; il professor Franco Denes, neurologo con una lunga esperienza di ricerca sull’afasia; padre Miguel Tofful, vice presidente della Cittadella della Carità di Negrar.

L’afasia è un disturbo del linguaggio che si verifica in seguito ad un danno neurologico all’emisfero sinistro del cervello. Può colpire in tanti modi diversi e spesso si associa a difficoltà motorie oltre che di comunicazione.  I pazienti in genere arrivano dopo un evento acuto, ad esempio incidente o ictus, che li costringe ad un lungo ricovero e spesso a intervento neurochirurgico. In un secondo momento vengono trasferiti a Negrar, presso la Riabilitazione Neurologica Intensiva o la Lungodegenza Riabilitativa e durante il ricovero iniziano il percorso di riabilitazione per l’eventuale afasia.

“Abbiamo voluto dare un’impronta sperienziale a questo evento perché è importante conoscere le storie di questi pazienti e delle loro famiglie – dicono Maria Mainente e Mara Leder, che con le colleghe Anna Marchesini e Serena Aganetto compongono l’équipe di logopedia – Per loro poter condividere il proprio vissuto è già un modo per uscire dall’isolamento in cui spesso la malattia li costringe. E da fuori non è facile capire le reali difficoltà non solo di comunicazione, ma anche nell’affrontare la vita quotidiana.

Difficoltà che vanno dal totale isolamento, come talvolta accade, all’incapacità di spiegare anche i problemi più banali. “Speriamo che da questi incontri nasca, come in effetti sta succedendo, anche la possibilità di creare un’associazione dove queste persone possano condividere le proprie realtà e cercare di stare meglio: anche l’aspetto morale è molto importante”, concludono le due logopediste.

Un messaggio positivo e di speranza, che emerge anche dalla scena finale dello spettacolo al Ristori: si tratta di un video in cui una signora colpita da afasia, racconta la sua piccola odissea a lieto fine. Uscendo dal vialetto di casa, ogni giorno trovava parcheggiata una macchina in una posizione che le impediva la visuale. Dopo una settimana la decisione di andare a denunciare la cosa alle forze dell’ordine. Ma denunciare come, se non era in grado di spiegarglielo a parole? Un bel rompicapo, ma c’è sempre una via di uscita…


Inaugurato il nuovo Centro di Riabilitazione in Ucraina realizzato in collaborazione con il "Sacro Cuore"

Il Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’IRCCS di Negrar ha accompagnato i colleghi ucraini della clinica St. Luke di Ivano Frankivs’k nella realizzazione del nuovo centro, inaugurato lo scorso 16 gennaio, e nella formazione dei terapisti. L’iniziativa fa parte di un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di cui l’IRCCS è partner tecnico. Approntato anche un percorso specifico per le persone amputate a causa della guerra.

Un nuovo centro di riabilitazione in Ucraina, rivolto principalmente a pazienti con problemi neurologici ma anche con un percorso specifico per persone con arti amputati a causa della guerra, il tutto realizzato grazie all’accompagnamento e alla supervisione dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 16 gennaio a Ivano Frankivs’k, nella parte occidentale del Paese, presso il policlinico San Luke dell’arcidiocesi greco cattolica della città.

Il centro è stato realizzato nell’ambito del progetto “Health care for safety and rehabilitation” finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che vede come capofila l’associazione Missione Calcutta di Bergamo in collaborazione con Focsiv e come partner tecnico l’IRCCS di Negrar. In rappresentanza dell’ospedale calabriano era presente all’inaugurazione Massimo Mengalli, coordinatore del Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione, che ha seguito l’evolversi del progetto insieme alla dottoressa Elena Rossato, direttore del medesimo Servizio, e al dottor Claudio Bianconi, responsabile dei progetti internazionali dell’IRCCS. Al taglio del nastro c’erano le autorità civili e religiose, nonché altri enti che partecipano al progetto tra cui la Fondazione Don Calabria per il Sociale.

Grazie alle nuove dotazioni il policlinico San Luke è diventato partner del sistema sanitario nazionale ucraino con un’apposita convenzione per le prestazioni del centro appena inaugurato. Nei prossimi mesi, inoltre, è previsto l’avvio del nuovo reparto degenze per i pazienti che necessitano della riabilitazione.

Il contributo dell’IRCCS di Negrar al progetto è duplice. Anzitutto i professionisti del Sacro Cuore hanno svolto un ruolo di supervisione e consulenza nell’acquisto della strumentazione tecnologica del nuovo centro. In secondo luogo il personale della Riabilitazione dell’IRCCS ha approntato un percorso di formazione per i colleghi ucraini con un particolare focus sulla riabilitazione neurologica, che nella regione di Ivano Frankivs’k era praticamente inesistente fino ad ora. Per seguire questo percorso diversi gruppi di fisioterapisti, infermieri e medici ucraini sono stati a Negrar. L’ultimo gruppo di professionisti ucraini arriverà in Valpolicella nel prossimo mese di marzo. A fine febbraio, invece, si recheranno nuovamente in Ucraina 2 fisioterapisti del servizio di medicina fisica e riabilitazione per seguire l’andamento del nuovo centro e offrire un’ulteriore occasione di formazione.