Il 5 maggio 2026 si celebra la diciottesima Giornata mondiale dell’igiene della mani, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per favorire l’adozione di un gesto in apparenza semplice, ma che può salvare milioni di vite nel mondo e che è particolarmente importante per tutti coloro che operano in campo sanitario e assistenziale. Eppure alcuni indicatori ci dicono che si potrebbe fare di più.

“Proteggi la vita, igienizza le tue mani”. E’ questo lo slogan al centro della diciottesima Giornata Mondiale dell’igiene delle mani promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si celebra martedì 5 maggio. Un appuntamento dedicato a sensibilizzare tutta la popolazione sull’importanza di questo gesto così semplice che, se praticato in modo accurato e nei momenti giusti, permette di prevenire infezioni anche gravi, comprese quelle resistenti agli antibiotici, salvando milioni di vite nel mondo (vedi pagina dedicata OMS).

Anche l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria aderisce a questa Giornata che è particolarmente significativa per tutti coloro che operano nel campo sanitario e assistenziale. Infatti lavarsi le mani correttamente, con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi, oppure, se non disponibili, igienizzarle con soluzione idroalcolica per almeno 20-30 secondi (fonte WHO), impedisce la trasmissione dei microrganismi responsabili di molte malattie infettive, dalle più frequenti, come l’influenza e il raffreddore, a quelle più severe, come le infezioni correlate all’assistenza.

Per la tecnica corretta di lavaggio mani si vedano i due video qui sotto.

Secondo i dati più recenti del Centro Europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc), riferiti al biennio 2022-23, ogni anno a livello europeo sono 4,3 milioni i pazienti che contraggono un’infezione durante la degenza ospedaliera. Per l’Italia la stima è di 429.000 casi/anno, con una prevalenza dell’8,2% sul totale dei degenti. Numeri che potrebbero ridursi del 30-50% con poche semplici azioni preventive tra le quali il lavaggio delle mani. Eppure alcuni indicatori fanno pensare che si potrebbe fare di più. Basti pensare al monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità sul consumo di gel idroalcolico negli ospedali: secondo le indicazioni dell’OMS lo standard dovrebbe essere di 20 litri di gel consumato per 1.000 giornate di degenza ospedaliera ordinaria; ma nel 2024 in Italia il consumo è stato di 9,9 litri ogni 1.000 giorni di degenza, quindi meno della metà del valore stimato necessario per un lavaggio delle mani ottimale (calcolo effettuato su 720 strutture sanitarie nazionali monitorate). Numeri che dicono una volta di più quanto sia importante sensibilizzare operatori, pazienti e la popolazione tutta sul valore di un gesto semplice ed economico, ma fondamentale per la salute.