Sabato 17 settembre è la Giornata mondiale per la sicurezza  delle cure. Quest’anno l’OMS la dedica alla sicurezza della terapia farmacologica al fine di aumentare la consapevolezza e l’impegno di ridurre gli errori terapeutici legati all’assunzione di medicinali, una delle principali cause di lesioni e danni evitabili ai pazienti nei sistemi sanitari di tutto il mondo. Al Sacro Cuore un gruppo di pazienti sottoporranno, per un’analisi, la propria terapia al medico internista e al farmacista ospedaliero. Aperto per tutti un indirizzo mail dove inviare dubbi e chiedere consigli: giornata.farmaco@sacrocuore.it

La sicurezza dei pazienti nel processo di cura è un ambito strategico della salute globale, tanto che nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato ad esso la Giornata del 17 settembre. Per la terza Campagna annuale l’OMS ha scelto come tema La sicurezza della terapia farmacologica (Medication without harm), al fine di aumentare la consapevolezza e l’impegno di ridurre gli errori terapeutici legati all’assunzione di medicinali, una delle principali cause di lesioni e danni evitabili ai pazienti nei sistemi sanitari di tutto il mondo.

Alla Giornata ha aderito anche l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria istituendo, sabato 17 settembre, un ambulatorio dedicato a un gruppo di pazienti che rientrano nelle categorie più a rischio: gli anziani con pluri-patologie quindi con poli-terapia (più di cinque farmaci) o sottoposti a terapie ad alto rischio.

La Giornata per sicurezza del paziente al “Sacro Cuore”

Per ogni paziente lo specialista di Medicina Interna provvederà all’anamnesi generale partendo proprio dalla terapia assunta. Terapia che con il supporto di una farmacista ospedaliera sarà analizzata anche attraverso il software ITERCheck WEB, sviluppato dall’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri. Il software è costantemente fruibile on line, previa registrazione, e consente, inserendo tutti i farmaci assunti dal paziente, di rilevare le interazioni tra principi attivi, il carico anti-colinergico (responsabile di svariati effetti indesiderati) ed eventuali farmaci inappropriati nel paziente anziano. Alla conclusione del colloquio il paziente riceverà dallo specialista un resoconto da consegnare al proprio medico curante mentre dall’infermiera avrà tutte le indicazioni per gestire in modo ottimale la terapia servendosi anche di materiale divulgativo fornito dall’OMS. (la brochure della Giornata e 5 momenti per la sicurezza della terapia)

Dubbi o chiarimenti sulla terapia: un indirizzo dove inviarli

Invece per tutti coloro che sono interessati al tema dal 15 al 30 settembre sarà attivo un indirizzo di posta elettronica (giornata.farmaco@sacrocuore.it) dove inviare domande e dubbi sulla terapia che stanno assumendo.

La Giornata è resa possibile grazie al lavoro di équipe che vede impegnate la Direzione Sanitaria, i reparti di Medicina Interna e Geriatria, l’Ufficio Controllo Qualità, la Farmacia ospedaliera e il Servizio Infermieristico.

Dr. Davide Brunelli

“La ricognizione e la riconciliazione terapeutica, cioè l’inventario di tutti i farmaci che il paziente assume e la prescrizione della terapia adatta per il soggetto in quel momento clinico, è una fase importante del processo di cura” afferma il dottor Davide Brunelli, vicedirettore sanitario e risk manager dell’IRCCS di Negrar. “L’impegno del “Sacro Cuore Don Calabria” non si limiterà all’adesione alla Giornata promossa dall’OMS, ma proseguirà con lo sviluppo di un nuovo format della lettera di dimissione in cui la terapia domiciliare sarà descritta in modo tale da rendere minimo il rischio di errori, anche posologici, da parte del paziente una volta tornato a casa”.

I pazienti più a rischio sono gli anziani con più patologie e quindi con più farmaci da prendere
Marco Di Dio Perna
Dr. Marco Di Dio Perna

“Si stima che il numero medio di farmaci utilizzati dai pazienti con meno di 65 anni è pari a 1,9 e aumenta fino a 7,4 nella fascia di età che va dagli 80 ai 84 anni”, spiega il dottor Marco Di Dio Perna della Medicina Interna di Negrar. “Sono proprio i pazienti con poli-terapia ad essere a maggior rischio – prosegue -. Molto spesso l’elevato numero di farmaci (10-15) è la somma delle prescrizioni dei vari specialisti a cui il paziente si rivolge, i quali non sempre rilevano la totalità delle terapie assunte. O, non di rado, è lo stesso paziente che non le comunica esattamente. Nascono così situazioni in cui egli si trova ad assumere più farmaci con lo stesso principio attivo o che interagiscono tra loro causando effetti collaterali indesiderati. Per evitarle è necessario coinvolgere tutti i vari attori nel complesso e delicato processo della terapia farmacologica, non solo il medico curante e il farmacista, ma anche gli specialisti, il paziente e chi lo assiste. Serve cultura della sicurezza terapeutica, solo così si riducono danni evitabili”.

Mai assumere farmaci, anche fisioterapici, senza consultare il medico

Cultura che esclude il “fai da te”. “E’ diffusa l’idea che i prodotti da banco, i lassativi, i diuretici o gli integratori non siano farmaci – sottolinea lo specialista -. In particolare lo si pensa per i fitofarmaci. Ma è importante ricordare che un prodotto non è sicuro solo perché ‘naturale’, ma anzi, in determinate situazioni, potrebbe creare effetti inattesi e indesiderati, come aumentare o diminuire l’effetto della terapia prescritta. Per questo è bene comunicare sempre l’assunzione di questi prodotti e preferibilmente condividerla prima con il medico curante. Infine mai prendere farmaci perché consigliati da amici o parenti oppure variare la posologia o la durata di assunzione. Solo il medico ha la competenza di dare indicazioni a proposito”.

Il medico curante e il farmacista: gli “alleati più stretti” per una terapia senza rischi

Se il medico di medicina generale è la figura più indicata per delineare un quadro completo della terapia e risolverne le criticità, il farmacista è da sempre un punto di riferimento e, a volte, colui che forse più di altri conosce cosa realmente assume il paziente, prodotti da banco compresi.

Dr. Teresa Zuppini
Carlotta Trabucchi, farmacista IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria
Dr. Carlotta Trabucchi

“Quando si prende un farmaco ci sono più varianti che possono incidere sull’efficacia o sulla sicurezza”, spiegano le dottoresse Teresa Zuppini e Carlotta Trabucchi, rispettivamente direttore e farmacista del Servizio di Farmacia Ospedaliera. “Sicuramente la genetica, l’alimentazione, l’ambiente che ci circonda, gli stili di vita. Ma in particolare l’interazione con altri farmaci che vengono assunti contemporaneamente, soprattutto se si tratta di un numero rilevante come accade per le persone con poli-terapia. Gli studi clinici necessari affinché un principio attivo sia messo in commercio, non delineano un profilo di rischio completo del farmaco nel momento in cui viene usato nella normale terapia domiciliare e soprattutto quando viene assunto con altri trattamenti farmacologici o integratori. – sottolineano le farmaciste -.  Questi, tra i vari motivi, impediscono di investigare su tutte le possibili interazioni con altri farmaci. A tale scopo, una volta che il farmaco è in commercio, interviene la farmacovigilanza”. Si tratta di una serie di attività assunte da organismi istituzionali, come per esempio l’AIFA, che hanno il fine di identificare, valutare, comprendere e prevenire gli eventi avversi legati all’uso dei farmaci registrati in base alle segnalazioni ricevute da medici, ospedali o liberi cittadini. “E’ fondamentale che il paziente riconosca nel farmacista uno degli alleati più importanti per la sua sicurezza terapeutica e una figura a cui rivolgersi per consigli e in caso di dubbi. Egli essendo lo specialista del farmaco non solo conosce i prodotti, ma è aggiornato sull’attività della farmacovigilanza e quindi è il sanitario più adatto, insieme al medico curante, ad indirizzare il paziente verso una terapia ottimale e senza rischi”, concludono le dottoresse