Strabismo

Lo strabismo è un disallineamento degli occhi: uno dei due occhi guarda in una direzione diversa dall’altro. 
È una condizione comune – colpisce circa il 2% della popolazione – e può presentarsi a qualsiasi età: nell’infanzia, nell’adolescenza o nella vita adulta.

Quando compare in un adulto, gli effetti sono diversi da quelli del bambino. Il sistema visivo dell’adulto non riesce ad adattarsi al disallineamento: ne conseguono la visione doppia (diplopia), la difficoltà nella percezione della profondità e un disorientamento spaziale che può rendere impossibile guidare, lavorare al computer o svolgere le normali attività quotidiane. A questo si aggiunge l’impatto sull’aspetto estetico e sulla fiducia in sé stessi, con ricadute significative sulla qualità della vita.

Lo strabismo dell’adulto non è solo un problema estetico. La diplopia e la perdita della visione binoculare hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana e meritano una valutazione specialistica approfondita.

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Le forme di strabismo nell'adulto

Strabismo scompensato
È la forma più frequente. Molte persone convivono per anni con un disallineamento latente – una tendenza degli occhi a deviare che il cervello riesce a compensare senza che la persona se ne accorga. Quando questo equilibrio si rompe – per stress visivo, affaticamento, un calo della vista da un occhio, la presbiopia o semplicemente con l’avanzare dell’età – lo strabismo diventa manifesto e compaiono i sintomi. In alcuni casi si tratta del peggioramento di uno strabismo già presente dall’infanzia.

Strabismo paretico
È causato dalla sofferenza di uno dei nervi che controllano i muscoli dell’occhio (nervi oculomotori). La causa più frequente è di natura vascolare – legata al diabete o all’ipertensione – ma può essere provocato anche da infiammazioni, compressioni da parte di altre strutture (masse, aneurismi) o malattie neurologiche come la sclerosi multipla. Si manifesta con una deviazione che varia nelle diverse direzioni di sguardo e con la comparsa improvvisa di visione doppia.

Strabismo restrittivo
In questo caso la deviazione non è causata da un problema nervoso ma da un ostacolo meccanico al movimento dell’occhio. Le cause più comuni sono l’orbitopatia tiroidea (malattia di Graves) – che provoca un’infiltrazione e un irrigidimento dei muscoli oculari – i traumi con frattura dell’orbita e l’intrappolamento di un muscolo, oppure gli esiti di precedenti interventi oculari (chirurgia per distacco di retina, infiltrazioni anestetiche).

Prenota una visita strabologica

Analisi della motilità oculare
Studio dei movimenti degli occhi in tutte le direzioni di sguardo per identificare eventuali limitazioni o asimmetrie

Quantificazione della deviazione con i prismi
Misurazione precisa dell’angolo di disallineamento in diverse posizioni dello sguardo, fondamentale per pianificare l’eventuale intervento

Test di Hess-Lancaster
Esame che consente di mappare graficamente il funzionamento di ciascun muscolo oculare e di identificare la sede della disfunzione

Studio della sensorialità
Valutazione di come il cervello gestisce le immagini provenienti dai due occhi. È un passaggio cruciale per prevedere il risultato del trattamento

Consulenza neurologica
Quando indicata, in particolare negli strabismi paretici, per identificare la causa della sofferenza nervosa

L’inquadramento dello strabismo dell’adulto richiede una valutazione specialistica particolarmente accurata. Nel nostro centro, ortottista e oculista specializzato in strabologia lavorano insieme in un percorso diagnostico che comprende:

Analisi della motilità oculare
Studio dei movimenti degli occhi in tutte le direzioni di sguardo per identificare eventuali limitazioni o asimmetrie

Quantificazione della deviazione con i prismi
Misurazione precisa dell’angolo di disallineamento in diverse posizioni dello sguardo, fondamentale per pianificare l’eventuale intervento

Test di Hess-Lancaster
Esame che consente di mappare graficamente il funzionamento di ciascun muscolo oculare e di identificare la sede della disfunzione

Studio della sensorialità
Valutazione di come il cervello gestisce le immagini provenienti dai due occhi. È un passaggio cruciale per prevedere il risultato del trattamento

Consulenza neurologica
Quando indicata, in particolare negli strabismi paretici, per identificare la causa della sofferenza nervosa

La diagnosi è il momento più delicato dell’intero percorso. Negli strabismi di vecchia data, il cervello si è adattato alla deviazione: un intervento chirurgico eseguito senza un’accurata valutazione sensoriale può, paradossalmente, far comparire una visione doppia che prima non c’era.

Per questo il nostro approccio prevede un’analisi approfondita prima di qualsiasi decisione terapeutica.

L’obiettivo del trattamento non è solo estetico: si mira al ripristino della visione binoculare, all’eliminazione della diplopia e alla risoluzione delle posture compensatorie del capo. L’approccio dipende dalla causa dello strabismo, dalla sua stabilità e dai risultati della valutazione sensoriale.

Trattamento conservativo
Nelle fasi acute – ad esempio dopo la comparsa improvvisa di uno strabismo paretico — o in presenza di deviazioni di piccola entità, il primo approccio è non chirurgico:

Compensazione con prismi
Lenti prismatiche che deviano il percorso della luce e riportano le due immagini a sovrapporsi, eliminando la diplopia. Possono essere applicati sugli occhiali in modo provvisorio o definitivo

Terapia ortottica
Esercizi mirati per potenziare la capacità di fusione delle immagini. È indicata in particolare nelle forme di insufficienza di convergenza e negli strabismi intermittenti

Chirurgia dello strabismo
L’intervento chirurgico è indicato quando la deviazione è stabilizzata – generalmente dopo 6-12 mesi dall’esordio nelle forme paretiche – e quando il trattamento conservativo non è sufficiente.

La chirurgia agisce sui muscoli che controllano i movimenti dell’occhio, modificandone la posizione o la tensione per riallineare gli assi visivi. Le tecniche sono diverse a seconda della causa dello strabismo – ed è proprio per questo che la diagnosi accurata è il presupposto indispensabile di un buon risultato chirurgico.

Un aspetto importante: quando possibile, l’intervento viene eseguito in anestesia locale o topica (con collirio anestetico) permettendo al paziente di collaborare durante la procedura e all’oculista di controllare l’esito in tempo reale. Nei casi più complessi o su muscoli già precedentemente operati, si procede in anestesia generale.

Prima di un intervento di cataratta o chirurgia refrattiva

Se hai uno strabismo – anche latente, cioè non visibile – è importante sapere che un intervento di chirurgia refrattiva o di cataratta può alterare l’equilibrio tra i muscoli degli occhi e far comparire una deviazione che prima era compensata, provocando visione doppia.

Per questo consigliamo a tutti i pazienti con una storia di strabismo – anche infantile e apparentemente risolto – di richiedere una valutazione strabologica prima di sottoporsi a un intervento di cataratta o di chirurgia refrattiva. Una consulenza preventiva consente di prevedere il rischio e di condividere con il paziente il percorso di cura più appropriato.

Domande frequenti

Sì. A differenza di quanto si credeva in passato, lo strabismo dell’adulto può essere trattato efficacemente — sia con prismi e terapia ortottica, sia con la chirurgia. L’intervento può ripristinare l’allineamento degli occhi, eliminare la visione doppia e migliorare la qualità della vita. L’età non è un limite al trattamento.

Il riallineamento è immediato, ma il recupero completo della visione binoculare può richiedere alcune settimane. Il cervello ha bisogno di tempo per adattarsi alla nuova posizione degli occhi. I controlli postoperatori servono proprio a verificare la stabilità del risultato e a supportare il recupero sensoriale.

Uno strabismo infantile, anche se corretto, può scompensarsi in età adulta. Se noti visione doppia, affaticamento visivo o una postura anomala del capo, è opportuno sottoporsi a una valutazione. In ogni caso, come indicato sopra, una consulenza strabologica è consigliata prima di qualsiasi intervento di cataratta o chirurgia refrattiva.

Negli strabismi paretici — quelli causati dalla sofferenza di un nervo — è importante attendere la stabilizzazione della deviazione prima di intervenire chirurgicamente, in genere 6-12 mesi dall’esordio. Nel frattempo, la diplopia può essere gestita con i prismi. Negli strabismi scompensati o restrittivi, i tempi possono essere diversi e vengono valutati caso per caso.