
Tra le novità più importanti dello scorso anno, l’introduzione di due nuovi robot per la chirurgia oncologica e un broncoscopio robotico per la diagnosi precoce del tumore del polmone. Ottimizzata ulteriormente l’accoglienza del paziente con un Servizio di consulenza dedicato a coloro che assumono farmaci antitumorali orali a domicilio. Il 2026 si apre con due nuovi primari: il dottor Teodoro Sava per l’Oncologia Medica e la dottoressa Alessandra Invento Invento per la Chirurgia senologica
In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che ricorre il 4 febbraio, il Cancer Center del Sacro Cuore Don Calabria ieri mattinaha fatto il punto sull’attività del 2025 presso la Camera di Commercio di Verona. Un anno in cui si è consolidata ulteriormente la crescita delle persone affette da patologia tumorale che si sono rivolte all’Ospedale di Negrar nel loro percorso di diagnosi, cura e riabilitazione: oltre 18mila con un incremento del 4% rispetto al 2024. Gli interventi chirurgici per malattia neoplastica sono stati 2.600 (su un totale di 22.500) eseguiti nella quasi totalità con tecniche laparoscopiche e robotiche.
Proprio la chirurgia robotica oncologica subirà un forte impulso nel nuovo anno grazie all’acquisizione nelle ultime settimane del 2025 di altri due robot chirurgici, che si affiancano ai due già esistenti: il Da Vinci 5 e il Da Vinci single port, l’ultima frontiera della chirurgia mini-invasiva. Diagnostico, ma non meno evoluto, è invece il broncoscopio ION, grazie al quale sarà possibile diagnosticare precocemente anche quei tumori del polmone molto piccoli o difficilmente raggiungibili con i tradizionali sistemi di biopsia.
Insieme all’ampliamento tecnologico, nel 2025 il Cancer Center dell’Ospedale di Negrar ha ottimizzato anche i percorsi di cura del paziente, 

“La malattia oncologica rimane una delle sfide più complesse della sanità a cui però dobbiamo e possiamo guardare con ottimismo”, ha detto la dottoressa Stefania Gori, già direttore dell’Oncologia Medica e ora a supporto della ricerca oncologica. “Dal report annuale dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM) emerge che in dieci anni in Italia è scesa del 9% la mortalità per cancro e sono 3,7 milioni le persone in Italia che vivono attualmente con diagnosi di tumore, di cui un milione considerate guarite. Questo grazie alla ricerca medica e tecnologica, che ha permesso diagnosi sempre più precoci e terapie sempre più mirate ed efficaci”.
“Il Cancer Center di Negrar è parte integrante di questa sfida, investendo in ricerca, professionalità e tecnologia finalizzate alla lotta contro questa patologia, preservando la migliore qualità di vita del paziente”, prosegue il dottor Teodoro Sava, nuovo direttore dell’Oncologia Medica. “Convinti che solo facendo squadra a tutti i livelli si ottengono i migliori risultati, il Cancer Center prevede la presa in carico multispecialistica del paziente; lo sviluppo di ulteriori collaborazioni con le associazioni dei pazienti e partnership con le Università; infine siamo parte di reti oncologiche europee come l’OECI e italiane come Alleanza contro il cancro”.


All’incontro erano presenti i vertici dell’ospedale e i direttori delle Unità Operative oncologiche, tra cui il nuovo direttore della Chirurgia Senologica, la dottoressa Alessandra Invento. Tra il pubblico anche i rappresentanti di Lilt – Lega italiana per la lotta contro i tumori e di alcune associazioni di pazienti che collaborano con il Cancer Center: Andos- Associazione nazionale donne operate al seno, Palinuro-Pazienti liberi dalle neoplasie uroteliali e Pink Darsena del Garda. La mattinata ha visto l’intervento della professoressa Domenica Lorusso, professore ordinario all’Humanitas University di Milano e consulente dell’IRCCS di Negrar tra i massimi esperti italiani dei tumori ginecologici che ha parlato di ricerca e novità in questa patologia.
I numeri del 2025
Nel 2025 sono state oltre 18mila le persone con malattia oncologica che si sono rivolte all’Ospedale di Negrar nel loro percorso di diagnosi, cura e riabilitazione, con una crescita del 4% rispetto al 2024. 3.600 i ricoveri oncologici (su un totale di 30mila) e 1.400 i casi clinici discussi nei Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM), nei quali un team di medici di diverse specialità discutono il caso di malattia neoplastica che per la sua complessità non può essere presa in carico da un solo specialista.
Gli interventi chirurgici oncologici lo scorso anno hanno raggiunto il numero di 2.600 (su 22.500 complessivi). Tra gli interventi più complessi 418 hanno riguardato patologie neoplastiche urologiche (268 prostata, 116 rene, 34 vescica), 233 della mammella, 119 del colon-retto, 93 malattie tumorali ginecologiche e 128 della tiroide.
Sul fronte diagnostico è di 11.500 il numero delle prestazioni della radiologia senologica (mammografie, ecografie, biopsie, Risonanze Magnetiche).
In Anatomia Patologica la biologia molecolare ha invece effettuato oltre mille esami con metodiche di ultima generazione, grazie alle quali è possibile tracciare la mappa genetica del tumore e le eventuali mutazioni che determinano la possibilità di intraprendere terapie innovative mirate alla neoplasia come quelle a bersaglio molecolare. Nel caso di mutazioni di tipo ereditario l’attività di biologia molecolare è strettamente legata a quella della genetica oncologica, un percorso rivolto sia a pazienti sia a persone sane con una storia personale e/o familiare che potrebbero far ipotizzare un elevato rischio di contrarre la malattia. Le visite genetiche nel 2025 sono state 800.
Numeri rilevanti anche per la Medicina Nucleare (3.700 pazienti) e per la Radioterapia Oncologica (1.900 pazienti trattati). Per entrambe le specialità circa il 35% dei pazienti proviene da fuori regione.


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