A causa dell’aumento della popolazione anziana, si assiste ad un costante incremento della domanda di prestazioni di medicina sia generale che specialistica ambulatoriale, finalizzate ad una presa in carico prolungata nel tempo. Un fenomeno che è alla base delle lunghe liste di attesa per accedere a visite ed esami con conseguenti ricadute sulla salute dei pazienti. Una soluzione arriva dalla sanità digitale, in particolare dalla telemedicina e dal telecontrollo, di cui si è parlato in un convegno che si è tenuto oggi all’IRCCS di Negrar. Il tema è stato sviluppato soprattutto per quanto riguarda il paziente respiratorio cronico.

Quanto la sanità digitale, e in particolare la telemedicina, potrebbero migliorare  l’assistenza del paziente respiratorio cronico affetto da asma, asma grave e BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva)? Il tema è stato sviluppato nel corso del convegno che si è tenuto oggi, 31 gennaio, presso la sala congressi dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria e promosso dal dottor Carlo Pomari, coordinatore della Diagnostica Funzionale dell’Unità Toraco-Polmonare, in collaborazione con il professor Massimo Guerriero, biostatistico (vedi programma). L’incontro scientifico è giunto alla terza edizione.

L’evoluzione demografica ed epidemiologica che sta caratterizzando questo periodo vede sempre più soggetti, in particolare anziani, con più patologie croniche e un conseguente cambiamento dei bisogni di salute della popolazione generale. Pertanto si assiste ad un costante incremento della domanda di prestazioni di medicina sia generale che specialistica ambulatoriale, le quali sono finalizzate ad una presa in carico prolungata nel tempo: ciò può complicare non poco la quotidiana capacità recettiva degli ambulatori dei medici.

In particolare, in ambito ospedaliero le richieste di visite specialistiche incidono sempre più pesantemente sulle liste di attesa. Ne discende un’evidente difficoltà organizzativa con conseguenti ritardi diagnostico terapeutici, ricadute sia sul controllo della malattia sia sull’aderenza terapeutica. Dunque è necessario un ridisegno strutturale ed organizzativo della rete dei servizi, sfruttando al meglio l’innovazione tecnologica.

Lo sviluppo di strumenti per la Telemedicina potrebbe contribuire a spostare l’osservazione e la cura del paziente dall’ospedale al territorio, facilitando una medicina integrata in grado di offrire migliori performance in termini di monitoraggio, prevenzione secondaria, diagnosi, cura e riabilitazione.

Questa possibile trasformazione radicale della gestione della sanità comporta quindi la necessità di un continuo confronto per originare progetti che consentano di sviluppare una presa in carico del paziente con nuovi sistemi di Telemedicina e di Telecontrollo. Sistemi che possano garantire, e sperabilmente migliorare, l’aderenza alla terapia e la sicurezza dei pazienti.

In questa terza edizione, l’evento si è concentrato sulle malattie croniche respiratorie ed in particolare sugli aspetti etici, giuridici ed organizzativi ospedale-territorio connessi all’uso della telemedicina in asma e BPCO.