
Il Servo di Dio don Luigi Pedrollo morì il 16 febbraio 1986 all’età di 97 anni. Fu tra i primissimi collaboratori di San Giovanni Calabria e nel 1955 ne divenne il primo successore alla guida dell’Opera. Con lui Casante venne costruito l’ospedale geriatrico “Don Calabria”. Nel 2024 è stato intitolato a lui il nuovo hospice della Cittadella della Carità. Attualmente è in corso la causa di canonizzazione.
Oggi tutta la Famiglia Calabriana nel mondo ricorda il Servo di Dio don Luigi Pedrollo, vicario e primo successore di San Giovanni Calabria alla guida dell’Opera di cui fa parte anche l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. Era infatti il 16 febbraio 1986, esattamente 40 anni fa, quando don Pedrollo lasciava questa terra alla veneranda età di 97 anni.

Incontrò don Calabria per la prima volta nel 1908, quando ancora studiava in seminario a Vicenza. Entrò nell’Opera nel 1914 e da allora fu sempre molto vicino al Fondatore. Dopo la morte di don Calabria, nel 1954, don Pedrollo fu eletto Casante al Capitolo del 1955, ricoprendo l’incarico fino al 1967. Durante questi anni vennero aperte le prime missioni all’estero in Uruguay. Inoltre vennero avviati il Centro Polifunzionale di via Roveggia, a Verona, e l’ospedale geriatrico “Don Calabria” a Negrar.
Un legame, quello di don Pedrollo con la Cittadella della Carità di Negrar, che è stato sempre molto sentito e profondo. Per questo nel 2024 si è deciso di dedicare a lui l’hospice inaugurato dall’allora presidente della Regione Luca Zaia.
Anche negli ultimi anni della sua vita don Pedrollo continuò ad essere vera e propria immagine viva di don Calabria, testimone capace di mostrare con la sua vita la santità e lo «spirito puro e genuino» del Fondatore. Inoltre nel suo apostolato fu vicino a tantissime persone, dentro e fuori dall’Opera. A testimonianza di questa poliedricità, nel gennaio di quest’anno è stato a lui intitolato il teatro del carcere milanese di Opera.
Dal 2018 al 2020 si è svolta la causa diocesana di beatificazione per lui. Attualmente la “Positio super virtutibus” è al vaglio del Dicastero per le Cause dei Santi, al quale spetta il compito di decretarne l’esercizio eroico delle virtù cristiane.
(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)










