Video intervista alla dottoressa Alessandra Ghidini, resposabile di Ostetricia e Sala Parto dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria. Durante la trasmissione Med-Il medico risponde di Radio Verona- Telerena la dottoressa ha affrontato il tema dei primi tre mesi di gravidanza, dei percorsi distinti per le gravidanze fisiologiche e quelle ad alto rischio e i test prenatali proposti

La gravidanza è un momento meraviglioso per una donna, ma porta con sé, insieme alla gioia dell’attesa, anche preoccupazione e ansia per la salute del bambino.

La dottoressa Alessandra Ghidini, responsabile di Ostetricia e di sala parto dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, è intervenuta proprio sull’argomento ai microfoni di ‘Med-Il medico risponde’, la trasmissione in diretta di Radio Verona-Telearena, condotta da Francesca Pellegrini (guarda il video)

In maniera chiara e lineare ha spiegato cosa differenzia una gravidanza a basso rischio da una gravidanza ad alto rischio ostetrico, situazioni per le quali presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologica, diretta dal dottor Marcello Ceccaroni, sono stati creati due percorsi distinti.

“Già dal primo trimestre si può stabilire se siamo di fronte a una gravidanza fisiologica (a basso rischio ostetrico) o a una gravidanza che necessita di maggiore monitoraggio”, ha spiegato la dottoressa Ghidini. “I criteri si basano principalmente sull’età della donna, maggiore o minore di 35 anni; sugli stili di vita, per esempio fumatrice o meno; su l’indice di massa corporea materno; su un eventuale pregressa chirurgia nella zona addominale o pelvica ; sulla presenza o meno di patologie come l’ipertensione o il diabete”.

Quando non vengono rilevati particolari problemi, la donna viene presa in carico dall’ambulatorio “a basso rischio ostetrico”, gestito dalle ostetriche, “professioniste preparate” anche a valutare, lungo il corso della gravidanza, l’eventuale insorgenza di sintomi tali da trasformare una gravidanza fisiologica in una ad alto rischio. Le gravidanze ad alto rischio seguono un altro percorso che prevede un approccio multidisciplinare dato dalla presenza del medico ginecologo e dell’ostetrica”, ha spiegato ancora la dottoressa Ghidini.

Nel primo trimestre possono essere  effettuati anche gli screening genetici prenatali, che forniscono una stima del rischio di malattia genetica del feto

Il più importante è il test combinato , finalizzato a stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down (trisomia 21), la sindrome di Edwards (trisomia 18) o la sindrome di Patau ( trisomia 13). E’ un test non invasivo, che si basa sul dosaggio nel sangue della mamma di due ormoni – il free beta-hCG e PAPP-A – e sulla translucenza nucale, cioè l’ecografia che misura lo spessore di accumulo di liquido dietro la nuca del nascituro. “Se emerge un rischio genetico basso la donna prosegue nel normale percorso che prevede un’ecografia al 5° e al 7° mese di gestazione – ha sottolineato – Cosa diversa, se il rischio è alto: per ottenere una diagnosi certa è necessario proseguire con l’amniocentesi e la villocentesi, che, a differenza del Bi-test sono esami invasivi”.

Può accadere anche che dal test combinato emerga una percentuale di rischio intermedio. “In questi casi è possibile procedere con il NIPT – Non Invasive Prenatal Test o test del DNA fetale. Si tratta di uno screening prenatale del tutto non invasivo, eseguibile tramite un prelievo di sangue materno dalla 10ª-13ª settimana. Analizza i frammenti del DNA del feto presente nel sangue della madre per rilevare anomalie cromosomiche. Naturalmente tutti i test prenatali sono proposti. La donna può anche decidere di non procedere”, ha precisato la ginecologa.

La dottoressa Ghidini ha poi sfatato alcuni miti della gravidanza.

“Devo mangiare per due?”: assolutamente no. Vietata la carne cruda, attenzione al pesce crudo e alla verdura cruda, che deve essere sempre ben lavata. Per il resto tutto con moderazione, perché l’incremento ponderale non deve superare i 10 chili, per non incorrere nel rischio di aumento della pressione , molto pericolosa in gravidanza, o nel diabete gestazionale.

“In gravidanza devo interrompere l’attività fisica’”: assolutamente no. Una donna che ha sempre fatto sport deve continuare, modulando l’attività allo stato di  gravidanza, sempre che non ci sia minaccia di un parto pre-termine. Chi invece conduce una vita sedentaria, è il momento per iniziare a muoversi.

Devo privarmi dei miei animali domestici?”: assolutamente no. Bisogna fare attenzione, rispettando norme igieniche elementari, soprattutto in presenza di gatti, le cui feci infette possono trasmettere la toxoplasmosi.

 

(testi e foto a cura dell’Ufficio Stampa)