Sono oltre 14mila le donne che ogni anno vengono colpite da neoplasie ginecologiche in Italia. Grazie alla conoscenza sempre più approfondita della “carte di identità” di ogni forma tumorale attraverso tecniche, per esempio, di sequenziamento genico, sono stati creati farmaci innovativi che hanno portato a un progressivo aumento della sopravvivenza anche nei casi metastatici. Inoltre l’introduzione di nuove tecnologie chirurgiche, come la robotica, consentono interventi oncologici radicali, ma sempre meno invasivi, in grado di preservare la qualità di vita della donna. Intervista alla professoressa Domenica Lorusso, al dottor Marcello Ceccaroni e alla dottoressa Anna Pesci

Sono oltre 14mila le donne che ogni anno vengono colpite da neoplasie ginecologiche in Italia. Il tumore più frequente è quello all’endometrio con quasi 8mila nuovi casi all’anno, seguono quello dell’ovaio, della cervice uterina, della vulva e della vagina.

I numeri potrebbero essere minori se ci fosse maggiore adesione ai programmi di vaccinazione (gratuita) contro il virus dell’HPV (Papilloma virus) che è responsabile del 100% dei tumori della cervice, del 78% dei tumori vaginali e del 25% di quelli vulvari. I nuovi studi confermano che la vaccinazione contro l’HPV può prevenire lo sviluppo della maggior parte di questi tumori, soprattutto se somministrata prima dell’inizio dell’attività sessuale, ma è efficace anche negli adulti dopo i 40 anni.

Tuttavia anche riguardo alla lotta contro i tumori ginecologici possiamo avere uno sguardo ottimistico. Grazie alla conoscenza sempre più approfondita della “carte di identità” di ogni forma tumorale attraverso tecniche, per esempio, di sequenziamento genico, sono stati creati farmaci innovativi che hanno portato a un progressivo aumento della sopravvivenza anche nei casi metastatici. Inoltre l’introduzione di nuove tecnologie chirurgiche, come la robotica, consentono interventi oncologici radicali, ma sempre meno invasivi, in grado di preservare la qualità di vita della donna.

Le intervsite alla professoressa Domenica Lorusso, ordinario all’Humanitas University di Milano e consulente dell’IRCCS di Negrar; al dottor Marcello Ceccaroni, direttore della Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS di Negrar, e alla dottoressa Anna Pesci, responsabile della Patologia ginecologica presso l’Anatomia Patologica e Biologia Molecolare dell’IRCCS di Negrar.

(testi e video a cura dell’Ufficio Stampa)