
Il problema dei “super batteri” resistenti agli antibiotici è un’emergenza globale. Colpisce in particolare l’Italia che vanta il triste primato in Europa del numero più alto di morti per infezioni resistenti. L’IRCCS di Negrar è partner del network promosso dalla Spallanzani e dall’Istituto Superiore di Sanità a cui hanno aderito altri quattro Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria nel network nazionale per contrastare la resistenza antimicrobica, cioè la capacità dei microrganismi di sopravvivere o crescere nonostante la presenza di agenti, quali per esempio gli antibiotici, che dovrebbero inibirli o ucciderli. Una vera e propria emergenza sanitaria globale che in Europa provoca ogni anno 35mila morti. In Italia si stimano annualmente 200mila infezioni resistenti agli antibiotici e 12mila decessi (il numero più alto nell’ambito UE). Le previsioni a livello mondiale sono ancora più drammatiche: se non saranno messe in campo misure sufficienti per arginare il fenomeno saranno 10 milioni le morti associate a infezioni resistenti agli antibiotici. Resistenza imputabile a varie cause, una delle principali è il consumo eccessivo e inappropriato di antibiotici sia per uso umano che animale. Anche il singolo cittadino fa la sua parte quando per una semplice influenza (infezione virale) assume gli antibiotici senza prescrizione o quando la terapia viene interrotta prima del tempo di efficacia.
Proprio per rispondere alla particolare urgenza nel nostro Paese, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma insieme all’Istituto Superiore di Sanità hanno promosso il progetto di ricerca “Network collaborativo a carattere nazionale per la realizzazione di un modello clinico-gestionale per l’ottimizzazione dell’uso dei farmaci antimicrobici”. Al progetto partecipano all’Ospedale di Negrar anche altri quattro Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS): l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, l’Istituto Mediterraneo per il Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo.
“L’obiettivo centrale è quello di costruire una piattaforma digitale integrata che consenta la raccolta e l’analisi in tempo reale dei dati sulle infezioni, sui casi di infezioni antibiotico-resistenti e sull’uso stesso degli antibiotici, favorendo così interventi tempestivi mirati”, spiega il dottor Andrea Tedesco, medico del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali e responsabile del progetto per l’IRCCS di Negrar. “La piattaforma prevede inoltre moduli di apprendimento interattivo per favorire maggiore appropriatezza nella prescrizione di antibiotici. Tutto questo è finalizzato a creare un modello nazionale di stewardship antimicrobica, adattabile in vari contesti. Lo scopo è innanzitutto quello di tutelare la salute dei cittadini e inoltre di ridurre i costi dell’assistenza sanitaria”. Il modello proposto integra sistemi informatici avanzati per collegare e analizzare dati provenienti da diverse fonti; percorsi diagnostici innovativi, con l’uso di test molecolari per identificare rapidamente le resistenze: strumenti digitali e di comunicazione per supportare i clinici.
Nella foto: la firma dell’accordo a cui ha partecipato l’Amministratore Delegato dell’IRCCS di Negrar, Claudio Cracco (il secondo da sinistra)
(testo a cura dell’Ufficio Stampa)






