Sabato scorso si è tenuto il XIV seminario di Reumatologia in Valpolicella, organizzato dall’Unità Operativa Semplice di Reumatologia, di cui è responsabile il dottor Antonio Marchetta. Un’occasione preziosa di confronto tra diversi specialisti, ma soprattutto con i medici di medicina generale, che sono i primi interlocutori a cui si rivolge il paziente.

L’aumento esponenziale delle malattie reumatologiche nella popolazione a livello mondiale è realtà. In Italia ne soffrono oltre 5 milioni di persone, di queste 734.000 sono colpite dalle forme croniche: artrite reumatoide e spondiloartropatie.
Coloro che ne  sono colpiti sono spesso costretti ad abbandonare il lavoro e a dover affrontare disagi nella vita di relazione, con una sensibile riduzione della qualità della vita e costi sociali non indifferenti. Secondo l’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMR) la spesa totale per le malattie reumatiche croniche nel nostro Paese supera i 4 miliardi di euro l’anno, di cui quasi la metà sono dovuti alla perdita di produttività per circa 287mila lavoratori malati.

La Reumatologia ha compiuto un cammino straordinario nell’ultimo ventennio che ha portato a conoscere molti aspetti della patogenesi e dell’evoluzione clinica di queste patologie. Di conseguenza è migliorata drasticamente la qualità dei trattamenti sempre più innovativi ed efficaci.

“Da qui l’importanza fondamentale di una diagnosi precoce per un approccio tempestivo e mirato. In questo percorso è imprescindibile e insostituibile un ruolo attivo del medico di medicina generale per il primo sospetto diagnostico e per indirizzare correttamente il paziente dallo specialista”, ha detto il dottor Marchetta. “E’ proprio dalla interazione e cooperazione di questi attori che può dipendere il destino dei pazienti reumatologici”.

L’obiettivo dei Seminari di Reumatologia in Valpolicella è proprio quello di coinvolgere attivamente anche il medico di medicina generale per la sua partecipazione diretta nei percorsi diagnostici e terapeutici

Durante il convegno si è parlato delle cosiddette “red flags” della psoriasi e dell’artropatia psoriasica, cioè i campanelli d’allarme per il medico di famiglia che possono ipotizzare l’insorgere di queste patologie. E’ stato fatto inoltre il punto sulla diagnosi e la terapia della sindrome di Sjogren, sulle novità terapeutiche per l’osteoporosi e illustrata l’esperienza del Servizio di Reumatologia dell’Irccs di Negrar riguardo i farmaci innovativi (farmaci biologici e piccole molecole). Inoltre si è approfondito il tema del legame tra reumatologia e malattie infettive emergenti, come il Parvovirus, il Chikungunya e il West Nile.

(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)