Il video-messaggio del Casante per la Pasqua 2026: «Cristo è risorto. Ma noi, siamo vivi?»

«Cristo è risorto non per farci stare tranquilli, ma per svegliarci.
Se tutto rimane come prima allora non è Pasqua, è solamente religione».

Con queste parole don Massimiliano Parrella, Casante dell’Opera Don Calabria, invita tutta la Famiglia Calabriana a risorgere con Cristo nella concretezza delle scelte e non solo a parole: per essere veramente operatori di pace nel quotidiano in questo tempo così travagliato per l’umanità. Ecco il suo video-messaggio…

(testi, foto e video a cura dell’Ufficio Stampa)


Screening, diagnosi precoce e chirurgia mini-invasiva per combattere il tumore del colon retto

Lo screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci è di fondamentale importanza per abbassare l’incidenza di un tumore, quello del colon retto, che si conferma il secondo in Italia per numero di diagnosi e mortalità. Ma la lotta contro questa neoplasia passa anche attraverso strumenti diagnostici all’avanguardia e una chirurgia sempre più mini-invasiva. Ne parlano in video-intervista gli esperti del Sacro Cuore.

Nel 2024 il 94% della popolazione italiana tra i 50 e i 69 anni avente diritto è stata raggiunta dall’invito a eseguire lo screening per il tumore del colon retto. Si tratta del test biennale per la ricerca del sangue occulto nelle feci che rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza. Molto più basso, stando al rapporto “I numeri del cancro 2025” redatto da AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica), è il tasso di adesione allo screening. A fronte di un target ritenuto accettabile pari al 50%, infatti, solo il 33% delle persone invitate ha effettuato l’esame.

Dati che fanno riflettere, specialmente in questo mese di marzo dedicato proprio alla sensibilizzazione per il tumore del colon retto che tuttora rappresenta il secondo a livello nazionale per numero di nuove diagnosi (48.708 nel 2024) superato solo dal tumore alla mammella, e secondo anche per mortalità dietro al tumore del polmone (24.200 i decessi nel 2022).

L’esame fondamentale per la prevenzione e diagnosi precoce di questo tipo di tumore è la colonscopia – dice il dottor Paolo Bocus, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria – un esame tanto più efficacie quanto più è associato a un alto tasso di adesione allo screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci”. Al Sacro Cuore nel 2025 sono state eseguite 4000 colonscopie, con uso di tecnologie all’avanguardia integrate con Intelligenza Artificiale, garantendo precisione e accuratezza ancora maggiori. “Questo esame non serve solo per la diagnosi ma può essere usato anche in chiave terapeutica per asportare piccole lesioni in fase iniziale – prosegue – e anche quando si rende necessario l’intervento chirurgico con la colonscopia accompagniamo tutto il percorso insieme ai chirurghi”.

Anche sul fronte della chirurgia il Sacro Cuore è in prima linea nel trattamento del tumore al colon retto. 119 gli interventi eseguiti nel 2025, in grande maggioranza utilizzando tecniche mini-invasive e adottando il protocollo ERAS, di cui l’IRCCS di Negrar è centro formatore certificato per la chirurgia colorettale e bariatrica. Tale protocollo, mettendo al centro il paziente anche nella fase pre e post-operatoria, consente un migliore e più rapido recupero funzionale della persona operata grazie all’abbattimento delle complicanze, con la conseguente riduzione dei giorni di ricovero (vedi articolo dedicato). “Dalla fine del 2025 possiamo operare questi tipi di tumore con due nuove piattaforme robotiche, il Da Vinci 5 e il Da Vinci Single Port, che ci consentono un approccio ancora più mini-invasivo con la possibilità di un recupero ancora più rapido per i pazienti”, afferma il dottor Giacomo Ruffo, direttore della Chirurgia Generale (vedi articolo dedicato).

Nelle video-interviste qui sotto i due primari parlano della collaborazione tra endoscopia e chirurgia generale nel trattamento del tumore al colon retto e descrivono il valore aggiunto degli strumenti diagnostici e delle nuove piattaforme robotiche utilizzate al Sacro Cuore.

 (testi, foto e video a cura dell’Ufficio Stampa)


Don Luigi Pedrollo: 40 anni fa moriva il primo successore di San Giovanni Calabria

Il Servo di Dio don Luigi Pedrollo morì il 16 febbraio 1986 all’età di 97 anni. Fu tra i primissimi collaboratori di San Giovanni Calabria e nel 1955 ne divenne il primo successore alla guida dell’Opera. Con lui Casante venne costruito l’ospedale geriatrico “Don Calabria”. Nel 2024 è stato intitolato a lui il nuovo hospice della Cittadella della Carità. Attualmente è in corso la causa di canonizzazione.

 

Oggi tutta la Famiglia Calabriana nel mondo ricorda il Servo di Dio don Luigi Pedrollo, vicario e primo successore di San Giovanni Calabria alla guida dell’Opera di cui fa parte anche l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. Era infatti il 16 febbraio 1986, esattamente 40 anni fa, quando don Pedrollo lasciava questa terra alla veneranda età di 97 anni.

L’ingresso dell’hospice

Incontrò don Calabria per la prima volta nel 1908, quando ancora studiava in seminario a Vicenza. Entrò nell’Opera nel 1914 e da allora fu sempre molto vicino al Fondatore. Dopo la morte di don Calabria, nel 1954, don Pedrollo fu eletto Casante al Capitolo del 1955, ricoprendo l’incarico fino al 1967. Durante questi anni vennero aperte le prime missioni all’estero in Uruguay. Inoltre vennero avviati il Centro Polifunzionale di via Roveggia, a Verona, e l’ospedale geriatrico “Don Calabria” a Negrar.

Un legame, quello di don Pedrollo con la Cittadella della Carità di Negrar, che è stato sempre molto sentito e profondo. Per questo nel 2024 si è deciso di dedicare a lui l’hospice inaugurato dall’allora presidente della Regione Luca Zaia.

Anche negli ultimi anni della sua vita don Pedrollo continuò ad essere vera e propria immagine viva di don Calabria, testimone capace di mostrare con la sua vita la santità e lo «spirito puro e genuino» del Fondatore. Inoltre nel suo apostolato fu vicino a tantissime persone, dentro e fuori dall’Opera. A testimonianza di questa poliedricità, nel gennaio di quest’anno è stato a lui intitolato il teatro del carcere milanese di Opera.

Dal 2018 al 2020 si è svolta la causa diocesana di beatificazione per lui. Attualmente la “Positio super virtutibus” è al vaglio del Dicastero per le Cause dei Santi, al quale spetta il compito di decretarne l’esercizio eroico delle virtù cristiane.

(articolo a cura dell’Ufficio Stampa)

 


2025: un anno di eventi e passione al "Sacro Cuore" raccontato in un video

Il 2025 è stato un anno speciale per la nostra Cittadella della Carità, grazie all’impegno di tantissime persone. Come ormai da tradizione, con il video qui sotto ricordiamo alcuni momenti significativi, cogliendo l’occasione per ringraziare tutti i collaboratori che hanno reso possibili questi risultati attraverso il lavoro fatto ogni giorno con passione e spesso nel silenzio. E auguriamo a tutti un sereno 2026!

(testi e video a cura dell’Ufficio Stampa)


I tre regali del Casante per il Natale della Famiglia Calabriana

Nel suo messaggio natalizio, quest’anno il Casante don Massimliano Parrella fa un regalo speciale a tutti coloro che sono parte della grande famiglia dell’Opera Don Calabria. Si tratta di tre parole: disarmo, esposizione e gioia. Parole che, come spiega padre Massimiliano, possono aiutare a vivere un periodo natalizio all’insegna del Vangelo nel solco di San Giovanni Calabria. Ci uniamo al messaggio del Casante, visibile nel video qui sotto, e porgiamo i più sinceri auguri di un Santo Natale a tutti i collaboratori della Cittadella della Carità, ai pazienti e alle loro famiglie.


Benedetta la statua della Madonna di Lourdes nel ricordo di Giacomo

La statua in tufo si trova nel giardino davanti all’ingresso dell’Hospice Don Luigi Pedrollo, circondata da fiori e alberi di ulivo. E’ stata donata dai familiari di Giacomo Antonio Cacciapuoti in segno di gratitudine per gli operatori della Cittadella della Carità che si sono presi cura di lui durante gli ultimi mesi prima della sua partenza da questa vita.

Con una cerimonia semplice e toccante, stamattina è stata benedetta la statua raffigurante la Madonna di Lourdes, collocata nel giardino dell’Hospice Don Luigi Pedrollo. Si tratta di una scultura in tufo donata dai familiari in ricordo di Giacomo Antonio Cacciapuoti, che ha percorso l’ultimo tratto della sua vita come paziente dell’Hospice.

Alla cerimonia erano presenti la moglie Samantha, i genitori Silvia e Antonio e il fratello Alessandro. Per l’ospedale c’erano la direzione al completo, il responsabile dell’Hospice dottor Roberto Magarotto e numerosi collaboratori. Nel suo commovente saluto, la mamma di Giacomo ha spiegato le ragioni di questo gesto: “Doniamo questa statua per onorare chi lavora all’Hospice, dove nostro figlio è stato accolto con amore nei mesi che hanno preceduto la sua partenza. Era stata fatta scolpire molti anni fa come voto verso la Madre Santissima ed ora torna ad essere un dono di ringraziamento per l’amore illuminato che viene offerto da chi lavora in un luogo di sofferenza così difficile da affrontare”.

La benedizione è stata impartita da padre Miguel Tofful, vicepresidente della Cittadella della Carità, che ha ricordato la frase riportata nella targa affissa sul basamento: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede” (Timoteo 4, 7-8). “In queste parole – ha detto padre Tofful – c’è l’essenza del percorso di Giacomo in questi ultimi mesi. Un percorso che pur nella sofferenza è sempre stato illuminato dalla fede e dalla speranza”.

Nonostante le difficoltà della malattia qui ci siamo sentiti davvero accolti come se fossimo a casa – ha aggiunto Samantha, moglie di Giacomo, al termine della benedizione – Giacomo è stato trattato come persona di famiglia prima che come paziente. Di questo siamo molto grati perché ha aiutato lui e noi ad affrontare con la maggior serenità possibile un momento così difficile”.

Giacomo Antonio Cacciapuoti è tornato alla Casa del Padre lo scorso 27 settembre, all’età di 36 anni, dopo alcuni mesi trascorsi presso la Cittadella della Carità nella fase terminale della sua malattia. Oltre alla moglie, ha lasciato la piccola Alya di 5 anni che è stata ricordata durante la cerimonia. La statua donata dalla sua famiglia è posizionata esattamente di fronte all’ingresso dell’Hospice, nel giardino circondato da fiori e alberi di ulivo, in una posizione accessibile a tutti e senza barriere architettoniche. A disposizione di chiunque voglia trovare un momento di preghiera, contemplazione e serenità.


Il "grazie" del cardinale Parolin e del ministro Tajani all'Opera Don Calabria di Marituba

Il segretario di stato vaticano card. Pietro Parolin e il ministro degli esteri Antonio Tajani hanno visitato l’ospedale e le attività sociali dei Poveri Servi della Divina Provvidenza in Amazzonia. L’incontro a margine della Conferenza Mondiale sul clima (COP30) che si aprirà il 10 novembre nella vicina Belém. Anche una delegazione dell’Opera prenderà parte ai lavori partecipando ad un evento su “clima e salute” e presentando il docu-film “Senza lasciare nessuno indietro” dedicato proprio alla realtà di Marituba.

Prendersi cura dell’ambiente vuol dire prima di tutto prendersi cura delle persone e in particolare dei più vulnerabili. E’ questo il messaggio fondamentale emerso nella giornata di giovedì 6 novembre quando il Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, e il Ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani hanno visitato la missione di Marituba dell’Opera Don Calabria, in Amazzonia, nell’area dove sorgeva un antico lebbrosario. L’incontro è avvenuto a margine dei lavori per la Conferenza Mondiale sul Cambiamento Climatico (la COP30) che inizierà il 10 novembre a Belém. Erano presenti anche l’ambasciatore italiano in Brasile, Alessandro Cortese, e l’arcivescovo di Belém mons. Júlio Endi Akamine.

Le due delegazioni hanno visitato l’ospedale Divina Provvidenza, che fa parte della rete sanitaria dei Poveri Servi della Divina Provvidenza insieme all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e agli ospedali di Luanda (Angola) e Manila (Filippine). Il legame con il “Sacro Cuore”, in particolare, è molto profondo e consolidato grazie a progetti di scambio formativo e di sviluppo che vengono portati avanti da tempo.

Il cardinale Parolin  inviato speciale di Papa Leone per la Cop, ha parlato anche a nome del Pontefice: “Il Santo Padre segue con attenzione il lavoro della Chiesa e delle Congregazioni religiose che servono con dedizione i più poveri e i malati. Porto a tutti la sua preghiera e il suo apprezzamento per la testimonianza di amore alla vita”, ha detto. Il ministro Tajani ha ringraziato i missionari e i collaboratori dell’Opera di Marituba, sottolineando che sono “sentinelle fondamentali, costruttori di ponti di pace e di dialogo, sempre al fianco dei più deboli e dei bambini”.

A nome della Congregazione ha parlato don Jaime Bernardi, Delegato dell’Opera in Brasile, che ha portato il saluto del Casante don Massimiliano Parrella, affermando che “oggi questa visita ricorda a tutti noi che la diplomazia, la politica e la fede possono e devono incontrarsi nel servizio al bene comune, nella promozione della dignità umana e nella custodia del creato”.

Nel pomeriggio la delegazione vaticana ha visitato anche la Fazendinha Esperança, un progetto di educazione ambientale gestito sempre dai Poveri Servi per oltre 300 minori nel quartiere più problematico della città.

Nei prossimi giorni una delegazione dell’Opera calabriana parteciperà ai lavori della COP proponendo la missione di Marituba come esempio di ecologia integrale, in cui la collaborazione tra istituzioni, organismi internazionali e società civile ha permesso di promuovere lo sviluppo sostenibile per la comunità locale, superando l’emarginazione cui erano originariamente sottoposti i malati di hanseniasi (o lebbra, com’era chiamata al tempo) che vivevano qui.

Per questo la congregazione porterà alla Cop un docu-film intitolato “Senza lasciare nessuno indietro. Una storia di sviluppo per il bene comune” realizzato dall’agenzia veronese “Luci nel mondo” e che è stato proiettato anche durante la visita del cardinale e del ministro. Inoltre il 20 novembre la delegazione calabriana interverrà ad un evento nel padiglione Italia della Cop sul rapporto tra salute, clima e sostenibilità.

 


Incontro dei medici "neoassunti" della Cittadella della Carità

Sono 21 i medici “neoassunti” della Cittadella della Carità che hanno partecipato a un incontro formativo dedicato loro lo scorso sabato 18 ottobre a San Zeno in Monte, nella splendida cornice della Casa Madre dell’Istituto Don Calabria.

In un clima cordiale e informale, i partecipanti durante la mattinata hanno potuto conoscere meglio la figura di san Giovanni Calabria e le radici dell’ospedale dove ora svolgono la loro professione. Dopo le presentazioni e il saluto del presidente della Cittadella, fratel Gedovar Nazzari, è stato don Giacomo Cordioli, rettore del Santuario dedicato a don Calabria, a fare gli onori di casa raccontando la storia della Casa Madre e incuriosendo i presenti con tanti aneddoti sulla vita del fondatore.

A seguire don Miguel Tofful, vicepresidente dell’ospedale, ha parlato dell’impegno di don Calabria a favore degli ammalati e del grande rispetto che egli aveva per la figura del medico, al punto da dire che “Cristo ha nel medico la mano potente che protrae la vita, il dito divino che ridona la salute” (Messaggio di don Calabria ai medici, 1949). Il direttore sanitario, dottor Fabrizio Nicolis, ha ripercorso l’evoluzione dell’ospedale dalla nascita del ricovero nel 1922 fino ai più recenti sviluppi, offrendo un quadro molto preciso di come si presenta oggi la Cittadella della Carità.

Infine il dottor Claudio Bianconi, responsabile dei progetti sanitari internazionali dell’Opera Don Calabria, ha presentato la rete degli ospedali calabriani nel mondo, che oltre a Negrar comprendono Marituba, Luanda e Manila.

La giornata si è conclusa con la foto di rito dalla magnifica terrazza di San Zeno in Monte e con il pranzo. Un secondo gruppo di medici assunti di recente alla Cittadella della Carità farà l’incontro con le stesse modalità il prossimo 15 novembre.


"Cure sicure per ogni neonato e ogni bambino": anche l'IRCCS di Negrar si illumina di arancione

Mercoledì 17 settembre si celebra la settima Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dedicata quest’anno ai pazienti più piccoli. Anche l’IRCCS di Negrar aderisce alla giornata con la distribuzione di materiale per sensibilizzare genitori, personale sanitario, educatori e caregiver e con la realizzazione di un video informativo sulle manovre di emergenza da eseguire per la disostruzione delle vie aeree in età pediatrica.

Si illumina di arancione la facciata della palazzina d’ingresso dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. A partire dalla sera di martedì 16 settembre, e nelle due sere successive, la luce colorata servirà a sottolineare che il 17 settembre ricorre la settima Giornata Mondiale della sicurezza del paziente, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dedicata quest’anno ai pazienti più piccoli con il tema “Cure sicure per ogni neonato e ogni bambino” (vedi sito dedicato).

Con lo slogan “Patient safety from the start!” (la sicurezza del paziente fin dall’inizio), l’OMS intende invitare i genitori, i caregiver, gli operatori sanitari, i leader sanitari, gli educatori e le comunità a unirsi in azioni atte a prevenire danni evitabili nelle cure pediatriche e neonatali. Danni che possono risultare particolarmente gravi nei piccoli pazienti in quanto rischiano di avere conseguenze sulla loro salute lungo tutta la vita. Tanti sono gli ambiti nei quali va prestata attenzione a livello globale per raggiungere questi obiettivi, come il parto sicuro e le cure postnatali, la sicurezza dei farmaci, la sicurezza diagnostica, la sicurezza delle vaccinazioni, la prevenzione delle infezioni, la capacità di riconoscere segnali di allarme e intervenire correttamente.

Anche l’ospedale di Negrar aderisce alla Giornata, non solo colorandosi di arancione ma attraverso la traduzione e divulgazione di materiale informativo dell’OMS rivolto a famiglie, operatori sanitari, educatori e agli stessi piccoli pazienti (nella foto qui sotto l’equipe della direzione sanitaria, Pediatria e Ostetricia che ha organizzato le iniziative).

Proprio la sensibilizzazione e la corretta informazione di tutti coloro che si prendono cura dei bambini sono fondamentali per comprendere tempestivamente eventuali problemi di salute e per evitare comportamenti scorretti o errori che, soprattutto nel caso dei più giovani, possono pregiudicare il loro futuro. Il materiale verrà distribuito presso i reparti di Pediatria/Ostetricia-Ginecologia, i Poliambulatori, l’area dei Pre-ricoveri, l’ORL e l’ingresso generale dell’ospedale.

Oltre all’impegno divulgativo, l’ospedale ha realizzato un video nel quale il dottor Paolo Bonetti, direttore della Pediatria, spiega le manovre da praticare per disostruire le vie aeree di un lattante o di un bambino a seguito dell’ingerimento di un corpo estraneo. Si tratta di un evento piuttosto frequente, soprattutto nell’età che va dai 6 mesi ai due anni quando i piccoli iniziano a muoversi autonomamente e ad esplorare il mondo. “Fare in modo che l’ambiente in cui i bambini svolgono le loro attività sia un ambiente sicuro è una grande responsabilità degli adulti – afferma il dottor Bonetti – così come saper intervenire in caso di pericolo con alcuni semplici gesti che possono fare la differenza e davvero salvare la vita”.

In accordo con la Regione Veneto, sia il video sia i poster tradotti in italiano sono stati messi a disposizione di tutte le strutture sanitarie regionali per la Giornata del 17 settembre.


Conto alla rovescia per il meeting annuale di Alleanza Contro il Cancro

La decima edizione del meeting annuale di Alleanza Contro il Cancro, in programma a Verona dal 18 al 20 settembre, sarà da record per il numero di contributi scientifici. Sono infatti 288 gli abstract inviati dai ricercatori per essere presentati all’incontro, numero mai raggiunto in precedenza. L’organizzazione dell’evento è a cura dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

Conto alla rovescia per il meeting annuale di Alleanza Contro il Cancro (ACC), la rete degli IRCCS oncologici sostenuta dal Ministero della Salute, che quest’anno si terrà a Verona dal 18 al 20 settembre e vedrà come presidente del congresso la dottoressa Stefania Gori, direttore del Dipartimento oncologico del “Sacro Cuore Don Calabria”, IRCCS a cui è stata affidata l’organizzazione dell’evento (clicca per il programma).

Durante la tre giorni, presso la Camera di Commercio, un centinaio di relatori provenienti dai maggiori centri oncologici d’Italia e qualificate presenze dall’estero faranno il punto sulle nuove tecnologie e strategie nella lotta contro il cancro.

Il congresso in terra scaligera, il decimo nella storia di ACC, registra già un record: sono 288 i contributi scientifici (abstract) inviati dai ricercatori per essere presentati al meeting, numero mai raggiunto nelle scorse nove edizioni.

Alleanza Contro il Cancro, presieduta da Ruggero De Maria, Professore Ordinario e Direttore dell’Istituto di Patologia Generale dell’Università Cattolica di Roma, è il più grande network italiano di ricerca oncologica, al quale aderiscono 27 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Superiore della Sanità, che a Roma ne ospita gli uffici.

L’IRCCS di Negrar, che fa parte di questa rete dal 2021, è uno dei pochi Istituti di ricovero e Cura a Carattere scientifico non oncologici presenti in ACC- afferma la dottoressa Gori-  e la sua adesione è stata possibile in quanto il “Sacro Cuore Don Calabria” risponde a tutti i requisiti richiesti agli IRCCS che si occupano esclusivamente di tumori: dall’attività di ricovero alla dotazione tecnologica, dalla ricerca alle pubblicazioni scientifiche”.

Tradotto in numeri, la rete di Alleanza contro il Cancro comprende 9.400 ricercatori, 6.600 pubblicazioni, 237mila ricoveri all’anno e 5.500 studi clinici attivi. Attualmente sono 14 i progetti nazionali ed internazionali in corso su cui stanno lavorando i professionisti che collaborano con ACC. “ L’intento è di portare l’innovazione tecnologica, organizzativa, diagnostica e terapeutica dalla ricerca di base alla pratica clinica-continua la dottoressa Gori- migliorando e uniformando il livello di assistenza dei pazienti oncologici su tutto il territorio nazionale”.

Il meeting annuale di ACC rappresenta uno dei più rilevanti appuntamenti scientifici dell’Oncologia italiana durante il quale ricercatori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero si confrontano sull’avanzamento della ricerca nella lotta contro i tumori . “Quest’anno, a differenza delle precedenti edizioni- afferma la dottoressa Gori- sono numerosi anche gli interventi di oncologi clinici, a dimostrazione della sempre più stretta collaborazione tra ricerca e pratica clinica finalizzata alla migliore gestione del paziente.  Identificare le caratteristiche molecolari di ogni tumore permette infatti oggi di prescrivere terapie personalizzate che, in molti casi, determinano lunghissime sopravvivenze anche in pazienti con malattia metastatica.

Inoltre verrà dato ampio spazio ai giovani ricercatori che potranno presentare i risultati della ricerca effettuata negli IRCCS di Alleanza Contro il Cancro”.