
All’IRCCS di Negrar sono state effettuate le prime mastectomie con il robot chirurgico da Vinci “single port”, dotato di un solo braccio, la massima espressione della chirurgia mini-invasiva in campo senologico oncologico. Tempi chirurgici e durata dell’anestesia ridotti, cicatrici “invisibili”, ricostruzione immediata, mantenimento della sensibilità della cute della mammella. La dottoressa Invento: “Preservare l’immagine corporea e la femminilità significa per la donna affrontare il percorso oncologico con una prospettiva diversa: l’impatto psicologico del trattamento non è secondario rispetto all’efficacia clinica. Il valore aggiunto della chirurgia robotica in campo senologico non è solo tecnico, ma umano”

Sono state eseguite all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria le prime mastectomie profilattiche in Veneto utilizzando il da Vinci single port, la massima espressione della chirurgia mini-invasiva in campo senologico oncologico. Il sistema robotico dotato di un solo braccio consente infatti interventi, anche per tumori mammari, attraverso un’unica micro-incisione, con ricadute cliniche ed estetiche non ottenibili con la chirurgia tradizionale.
Il primo intervento di rimozione della ghiandola mammaria sana ha interessato una signora di 38 anni, che nel 2023 era stata sottoposta a mastectomia per tumore del seno. Il secondo, invece, ha riguardato l’asportazione di tutte e due le mammelle su una paziente sana di 29 anni. Entrambe sono affette dalla mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, portati alla conoscenza dell’opinione pubblica dall’attrice Angelina Jolie, che si è sottoposta alla rimozione preventiva delle mammelle e delle ovaie, in quanto portatrice dell’alterazione genetica, quindi ereditaria, che comporta un aumentato rischio (dal 60 all’80%) di contrarre il cancro mammario e ovarico. Al fine di prevenire l’insorgere di una neoplasia è stata pertanto decisa con le pazienti la rimozione dei seni sani.
Le pazienti sono state dimesse dopo le 48 ore canoniche, “ma le condizioni cliniche ottimali avrebbero consentito il ritorno a casa il giorno dopo l’intervento.”, afferma la dottoressa Alessandra Invento, direttrice della Chirurgia senologica dell’IRCCS di Negrar che ha eseguito l’intervento. Con lei in sala anche la dottoressa Francesca Cicala dell’équipe di Chirurgia Plastica, diretta dal dottor Cesare Cristofori, che ha effettuato la ricostruzione nel corso della stessa seduta operatoria.

“La tecnologia robotica in ambito senologico oncologico è uno strumento a servizio della salute e della qualità di vita della donna, perché coniuga la precisione dell’atto chirurgico con la massima mini-invasività”, prosegue la dottoressa Invento. “Gli strumenti chirurgici vengono infatti inseriti attraverso un’incisione di 3 centimetri contro il doppio della chirurgia tradizionale. Questo dal punto di vista della paziente si traduce in benefici concreti: cicatrici meno visibili, minor trauma chirurgico e recupero più rapido. Benefici che il robot da Vinci single port amplifica ulteriormente essendo stato ideato, e non adattato come gli altri sistemi robotici a più bracci, anche per la chirurgia senologica oncologica – sottolinea – Con questo dispositivo è infatti possibile nascondere ulteriormente l’incisione perché può essere fatta sul solco mammario, lungo la linea ascellare o sul prolungamento della stessa con risultati estetici indiscutibili”. Inoltre essendo dotato di un solo braccio, questo robot rende meno complesso l’intervento per il chirurgo. “Un aspetto che incide sulla riduzione dei tempi chirurgici e quindi sulla durata dell’anestesia”.
In generale il valore aggiunto della robotica nell’ambito della chirurgia senologica oncologica non è solo tecnico, ma umano. “La possibilità di effettuare una sola piccola incisione, e quindi di lesionare un numero minimo di fibre nervose della cute, permette di conservare totalmente la sensibilità della mammella e parzialmente quella dell’areola-capezzolo – prosegue la dottoressa Invento – La perdita della sensibilità della cute è una delle conseguenze più rilevanti della chirurgia open, ma a cui non viene data l’importanza che merita. Per le pazienti invece è traumatica, lamentano spesso la sensazione sgradevole di una mammella fredda al tatto e la percepiscono quasi estranea rispetto al resto del corpo. Preservare l’immagine corporea e la femminilità significa per la donna affrontare il percorso oncologico con una prospettiva diversa: l’impatto psicologico del trattamento non è secondario rispetto all’efficacia clinica”, precisa la chirurga.
Se da un lato la chirurgia robotica in campo senologico comporta dei reali vantaggi, dall’altro non sempre è applicabile. “L’utilizzo è condizionato da specifiche caratteristiche anatomiche della mammella, tra cui, ma non solo, un seno non troppo voluminoso – conclude – Questo non significa che non possiamo ottenere ottimi risultati clinici ed estetici anche con la chirurgia tradizionale. Quando è possibile, risparmiamo sempre il complesso areola-capezzolo per procedere alla ricostruzione in tempo reale, in modo che la donna si svegli dall’anestesia con la sua integrità fisica ed estetica”.






