In alternativa all’intervento chirurgico, vista l’età avanzata, la signora Maria è stata sottoposta con successo a colangio-pancreatografia retrograda endoscopica operativa (CPRE), una procedura che ha permesso in modo mini-invasivo di rimuovere i calcoli che le ostruivano il dotto biliare, causando una seria condizione clinica. La signora dopo pochi giorni è tornata a casa. Ad eseguire l’intervento l’équipe dell’Endoscopia digestiva, diretta dal dottor Paolo Bocus,

La procedura, in un centro ad alta specializzazione come l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, è di routine. Ad essere “speciale” è invece la paziente: una signora di quasi 103 anni, che compirà a dicembre.

Nelle scorse settimane Maria (nome di fantasia) è stata sottoposta a colangio-pancreatografia retrograda endoscopica operativa (CPRE) per calcoli al dotto biliare ed è tornata a casa dopo pochi giorni. L’intervento endoscopico è stato eseguito dai dottori Paolo Bocus e Marco Benini, rispettivamente direttore e responsabile dell’Endoscopia Digestiva, afferente alla Gastroenterologia, diretta sempre dal dottor Bocus.

La signora Maria è arrivata al Pronto Soccorso con un’importante sintomatologia caratterizzata da febbre, nausea, vomito e dolori addominali per i quali è stata ricoverata presso il reparto Gastroenterologia, di cui è responsabile il dottor Renzo Montanari. Dopo alcuni accertamenti preliminari, è stata sottoposta a CPRE che ha permesso in modo mini-invasivo di togliere i calcoli che occludevano il coledoco, il dotto biliare che porta la bile dal fegato e alla colecisti fino al duodeno (intestino tenue).

“L’ostruzione del dotto è una condizione seria che, se non risolta in breve tempo, può portare a un’infezione delle vie biliari (colangite) o a una pancreatite”, spiega il dottor Bocus. “La colangio-pancreatografia retrograda endoscopica operativa (CPRE) è un’alternativa all’intervento, soprattutto in pazienti fragili come i grandi anziani – sottolinea il primario – Ovviamente necessita una valutazione multispecialistica dei rischi e dei benefici che essa comporta e per la gestione della sedazione”.

Ma che cos’è la CPRE?

La procedura endoscopica viene eseguito in regime di ricovero e sotto sedazione. Attraverso la bocca viene introdotta una particolare sonda flessibile, il duodenoscopio, dotato di una sorgente luminosa e di una piccola telecamera posta all’estremità, che invia le immagini ad uno schermo. Il duodenoscopio viene fatto avanzare fino alla prima porzione dell’intestino, il duodeno, dove è presente la papilla di Vater, una piccola sporgenza della mucosa con un orifizio nel quale sboccano i dotti principali biliare e quello pancreatico. Attraverso lo strumento, viene utilizzato un dispositivo (sfinterotomo) che, tramite corrente elettrica, esegue un piccolo taglio sullo sfintere, che regola l’apertura della papilla di Vater e si procede alla rimozione dei calcoli.

(foto e testo a cura dell’Ufficio Stampa)