
L’IRCCS di Negrar invita il 17 settembre tutti coloro che dovranno subire un’operazione chirurgica a un’iniziativa dove sarà illustrato in maniera dinamica come prepararsi nel migliore dei modi all’intervento dal punto di vista fisico, nutrizionale e psicologico. “Affrontare in una condizionale ottimale la chirurgia, diminuisce il rischio di complicanze e favorisce una ripresa più rapida”, affermano gli specialisti della Chirurgia Generale del Sacro Cuore Don Calabria
In forma fisica e psicologica per affrontare preparati l’intervento, favorendo così il miglior esisto chirurgico e un ritorno precoce alla vita quotidiana. Questo il significato di “Prehab Village”, l’evento riservato ai pazienti che si terrà giovedì 17 settembre al Centro Congressi 40 (Villa Quaranta) di Ospedaletto di Pescantina. L’iniziativa precede, dalle 10 alle 12, l’apertura nel pomeriggio del VII Congresso Nazionale di ERAS ItaliaPOIS, la “costola” italiana della Società scientifica internazionale dedicata alla promozione e allo sviluppo del protocollo chirurgico ERAS, acronimo di Enhanced Recovery After Surgery (il miglior recupero dopo l’intervento).
“Prehab Village” e il simposio scientifico sono organizzati dalla Chirurgia Generale dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, la prima struttura in Italia ad aver ricevuto la certificazione ERAS Society di Centro training per la chirurgia colorettale e bariatrica, cioè l’abilitazione a formare altri centri europei e italiani sull’applicazione del protocollo.

“Il 16 settembre ricorre la prima Giornata mondiale della pre-abilitazione con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e il personale sanitario sull’importanza della preparazione dei pazienti che devono affrontare un intervento chirurgico complesso”, spiega il dottor Giacomo Ruffo, direttore della Chirurgia generale e presidente del Congresso. “Il protocollo ERAS è il percorso per eccellenza di pre-abilitazione operatoria che prevede l’azione sinergica di un’équipe multispecialistica e vede il paziente protagonista del suo processo di cura. Per questo abbiamo pensato, in occasione dell’incontro scientifico, di dedicare uno spazio dove sarà illustrato concretamente in cosa consiste la preparazione chirurgica. Sono invitati tutti i pazienti, e non solo quelli dell’Ospedale di Negrar, che dovranno essere sottoposti a intervento chirurgico nelle settimane successive”. L’ingresso è libero e non è necessaria la prenotazione.

Al “Prehab Village” interverranno medici specialisti e alcuni pazienti, che hanno già effettuato il percorso ERAS, porteranno la loro testimonianza. “Lo spazio sarà diviso in tre corner”, afferma la dottoressa Elisa Bertocchi della Chirurgia Generale. “Uno dedicato alla preparazione fisica con la presenza di fisiatri e fisioterapisti, che, con il supporto di alcuni attrezzi da palestra, inviteranno i pazienti ad eseguire gli esercizi necessari per ottenere un’ottimizzazione fisica e respiratoria; un altro spazio riguarderà l’alimentazione con le indicazioni dei nutrizionisti e infine un angolo sarà riservato al supporto psicologico soprattutto per quei pazienti che vogliono eliminare il fumo di sigaretta e il consumo di alcol”.
Quella pre-operatoria è solo una delle tre fasi in cui si sviluppa ERAS. Il protocollo prevede anche una fase intra-operatoria, che non si limita alla chirurgia mini-invasiva (laparoscopia e robotica), ma consiste in una serie di procedure anestesiologiche come la somministrazione di pochi liquidi e l’uso limitato di oppioidi. L’ultima fase è quella post operatoria con la mobilizzazione precoce del paziente, che inizia anche ad alimentarsi nelle ore immediatamente successive all’intervento.
Per facilitare l’adesione al protocollo i pazienti colorettali e bariatrici dell’IRCCS di Negrar sono supportati da una un’applicazione digitale che aiuta ad essere aderenti al protocollo grazie ad una serie di contenuti multimediali dedicati. Inoltre grazie ad una sorta di diario giornaliero questa applicazione consente al medico di monitorare a distanza il paziente dopo le dimissioni, creando un contatto continuo tra paziente ed équipe medica. “Grazie all’applicazione del protocollo ERAS abbiamo ottenuto significativi miglioramenti a vantaggio di tutti pazienti, ma in particolare di quelli più fragili e per coloro che subiscono interventi complessi, come quelli oncologici – conclude la dottoressa Bertocchi – Si sono ridotti i giorni di degenza, la percentuale delle complicanze post-intervento e la percentuale di riaccesso in ospedale dopo le dimissioni”.






