
Si è chiuso al Teatro Ristori il mese delle iniziative per la prevenzione del tumore al seno realizzate dal “Sacro Cuore Don Calabria”. Gli specialisti della Breast Unit hanno affrontato in tutta la sua complessità la neoplasia che in Italia colpisce 1 donna su 8. Il messaggio delle pazienti: “Il tumore non deve diventare mai protagonista della propria vita”. Affidata a Chorus la “colonna sonora” della serata.
Una platea esaurita del Teatro Ristori ha salutato venerdì 30 ottobre l’Ottobre Rosa dell’IRCCS di Negrar. Prevenzione e cura del tumore del seno e le testimonianze delle pazienti sono state protagoniste dell’evento “La donna al centro del Sacro Cuore” assieme a Chorus, il Gruppo ritmico corale veronese di 60 elementi, diretto dal maestro Carlo Bennati.
Dopo gli onori di casa del direttore generale di Crea Impresa Sociale, che gestisce il Ristori, Valeria Bosco, sul palcoscenico si sono susseguiti i componenti della Breast Unit, il team di specialisti che seguono in sinergia la paziente dalla diagnosi alla riabilitazione al follow up, intervistati dalla giornalista Simonetta Chesini con la collaborazione del direttore sanitario dell’IRCCS di Negrar, Fabrizio Nicolis.

“E’ stato un mese denso di iniziative, durante il quale abbiamo proposto esami gratuiti a quella fascia di età che non rientra nei programmi di screening e incontri con il pubblico assieme alle associazioni delle pazienti. Ma la prevenzione non si ferma”, ha sottolineato la dottoressa Alessandra Invento, coordinatrice della Breast Unit dell’IRCCS di Negrar e direttrice della Chirurgia senologica. “Oggi il tasso di sopravvivenza a 10 anni per il tumore del seno è del 90%, gran parte frutto degli screening mammari che consentendo la diagnosi di tumori allo stadio iniziale, favoriscono percentuali di guarigioni sempre più alte. A questo si somma l’approccio multidisciplinare: gli studi dimostrano che dove opera una Breast Unit aumenta il tasso di sopravvivenza, in quanto viene offerto alla donna un trattamento personalizzato in base alla tipologia del suo tumore, utilizzando in maniera ottimale tutti i progressi che derivano dalla ricerca”.


Sull’importanza di sottoporsi ai controlli periodici fin dall’età giovanile hanno insistito Benedetta Brighenti, 44 anni, presidente dell’Agenzia dell’Energia e dello Sviluppo Sostenibile, e Silvia Bussola, 29 anni, ballerina e insegnante di danza, entrambe pazienti della Breast Unit di Negrar. Due personalità differenti e due diverse storie di malattia. Ma entrambe hanno sottolineato quanto sia determinante “non permettere che il tumore diventi protagonista della propria vita”, proseguendo l’attività professionale e coltivando i propri interessi anche durante il trattamento. “La forza di affrontare positivamente un percorso, che rimane molto difficile, si attinge negli affetti e nelle passioni. Ma incontrare professionisti preparati e di grande valore umano fa la differenza”.

“Qunto emerso dalle toccanti testimonianze è un motivo di orgoglio per il nostro ospedale –ha detto l’amministratore delegato dell’IRCCS di Negrar, Claudio Cracco – L’umanizzazione delle cure è proprio questo: prendersi cura del paziente. Rispondere ai suoi bisogni di salute con i migliori trattamenti possibili grazie a competenza e alte tecnologie, consapevoli però che di fronte c’è una persona in un momento di assoluta fragilità, che ha bisogno di supporto, conforto umano e speranza”.
Da “Happy”, passando attraverso un medley dei Queen fino a “I migliori anni della nostra vita”, i brani arrangiati per coro dal maestro Carlo Bennati hanno interpretato in musica lo spirito della serata: parlare del tumore del seno con positività e anche con una nota di leggerezza. “Questa serata per noi è stata un’occasione per fare musica come strumento di emozione e speranza – ha concluso Bennati – Crediamo che anche attraverso il canto si possa offrire vicinanza, dare voce alla forza di chi affronta la malattia e creare momenti di bellezza e leggerezza, preziosi anche nei percorsi più difficili”.


























