
Fra pochi giorni prenderà il via la sesta edizione della ricerca condotta dall’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria con la collaborazione di tutte le Pneumologie e Allergologie del Veronese. Duplice l’obiettivo: aggiornare la percentuale di diffusione dei disturbi respiratori nella popolazione generale e descrivere l’evoluzione delle patologie respiratorie richiamando i partecipanti delle edizioni precedenti. Coinvolti 6mila veronesi dal 18 ai 79 anni
Sono state inviate in questi giorni le prime lettere d’invito ai cittadini veronesi selezionati per la partecipazione alla sesta edizione dello Studio epidemiologico città di Verona “Scopri il tuo respiro”, sulla salute respiratoria dei veronesi.
L’indagine 2026 si pone in linea con quelle precedenti e ha un duplice obiettivo: da un lato aggiornare, attraverso un nuovo campione casuale di cittadini, la percentuale di diffusione dei disturbi respiratori (in particolare asma e BPCO-Broncopneumopatia cronico-ostruttiva) nella popolazione generale di 18-79 anni, confrontando i dati che emergeranno con quelli dello studio del 2010-2011. Dall’altro descrivere l’evoluzione delle patologie respiratorie sempre nella popolazione generale richiamando i partecipanti dello studio 2010-2011, del 2015, che ha riguardato gli studenti delle scuole medie superiori, di Verona e provincia, e del 2020 in piena pandemia da Covid 19. Complessivamente per la nuova ricerca saranno coinvolti quasi 6mila veronesi.
Patrocinato dal Comune scaligero, lo studio è condotto, come i precedenti, dall’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria e vede la collaborazione di tutte le Pneumologie e Allergologie del Veronese.
Questa mattina l’indagine è stata presentata a Palazzo Barbieri nella conferenza stampa presieduta dall’assessora alle Politiche sociali e Terzo Settore, Luisa Ceni. Per il Comune hanno partecipato anche Elisa La Paglia, assessora alla Salute, e Annamaria Molino, consigliera con delega alla Rete Italiana Città Sane. Sono intervenuti: il dottor Carlo Pomari (referente della Diagnostica Funzionale dell’Unità toraco-polmonare dell’IRCCS di Negrar, diretta dal dottor Diego Gavezzoli) e il professor Massimo Guerriero (epidemiologo e biostatistico), membri del Comitato scientifico dello studio di cui fa parte anche il dottor Claudio Micheletto (direttore della Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata), l’amministratore delegato dell’IRCCS di Negrar Claudio Cracco; la dottoressa Alessandra De Salvia (direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 9 Scaligera).
L’iniziativa è sostenuta, oltre che dall’Ospedale di Negrar, anche dalla Fondazione della Comunità Veronese e dalla Fondazione Cattolica, per le quali erano presenti i rispettivi presidenti Giovanni Mantovani e Paolo Bedoni.
Il contributo fondamentale dei cittadini
Nella lettera inviata dal “Sacro Cuore Don Calabria”, si invita i cittadini che fanno parte del campione statistico a recarsi nei giorni stabiliti al Centro Diagnostico Terapeutico di via San Marco 121 (a Verona), dove sarà richiesto, del tutto gratuitamente, di compilare un questionario sulla loro salute respiratoria e di sottoporsi a spirometria, esame totalmente non invasivo per la valutazione della funzionalità respiratoria. Un impegno di circa 30 minuti alla conclusione del quale sarà rilasciato l’esame spirometrico con il commento dello specialista pneumologo e l’eventuale informativa per il medico di medicina generale in caso di riscontro patologico.
Uno studio in due fasi e la creazione di un nuovo campione statistico
“Lo studio, che è un unicum nella recente storia della pneumologia italiana, sarà diviso in due fasi”, ha illustrato il professor Massimo Guerriero, epidemiologo e biostatistico. “La prima, che si svolgerà tra ottobre e dicembre 2026 e coinvolgerà un nuovo campione casuale di 1.526 cittadini rappresentativo della popolazione veronese di età compresa tra i 18 e i 79 anni, avente lo scopo di aggiornare le stime di prevalenza e incidenza delle malattie croniche respiratorie come l’asma e la BPCO. La seconda fase, con inizio a fine febbraio del prossimo anno, prevede la convocazione di coloro che hanno partecipato alle cinque edizioni precedenti, complessivamente 4.365 cittadini”. “Questo secondo ramo dello studio – ha proseguito Guerriero – è fondamentale per descrivere, su base scientifica, l’evoluzione dei sintomi respiratori e delle patologie respiratorie croniche nel tempo; per capire se i veronesi coinvolti nei nostri precedenti studi abbiano modificato i loro stili di vita, siano divenuti più attenti ai sintomi respiratori e abbiano migliorato l’aderenza al trattamento farmacologico respiratorio”.
Il respiro dei veronesi sta bene? Servono dati scientifici
“Dallo studio 2010-2011 emersero due importanti informazioni: al 9,1% dei cittadini – contro il 5,6% del dato italiano – era stata diagnosticata la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO), patologia respiratoria che se trascurata può portare a invalidanti conseguenze; mentre il 26,7% riportava di soffrire quotidianamente di sintomi respiratori quali tosse, catarro e difficoltà di respiro da sforzo, anche se lieve”, ha spiegato il dottor Carlo Pomari, referente della Diagnostica Funzionale dell’Unità toraco-polmonare dell’IRCCS di Negrar. “I nostri dati mostrano segnali, seppur deboli, di un miglioramento della salute respiratoria e degli stili di vita dei veronesi. Ma per confermare questa tendenza è necessaria un’evidenza scientifica solida, che questo studio si propone di fornire”, ha proseguito Pomari. “La ricerca è inoltre occasione per ribadire ancora una volta l’importanza di uno stile di vita sano privo di fumo di sigaretta e di una attenta auto-valutazione dei sintomi respiratori”.
Indagine su malattie particolarmente frequenti nella popolazione
“Le malattie cronico-ostruttive sono particolarmente frequenti nella popolazione generale e sono causa di riacutizzazioni, accessi al Pronto Soccorso, ospedalizzazioni e limitano la qualità di vita dei pazienti”, ha fatto sapere il dottor Claudio Micheletto, direttore della Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata “La diagnosi precoce può consentire di intervenire prontamente, sia dal punto di vista farmacologico che preventivo, basti pensare al ruolo del fumo nello sviluppo della BPCO. Lo studio epidemiologico vuole sensibilizzare la popolazione nei confronti delle malattie respiratorie, ma soprattutto verificare l’esatta incidenza nella popolazione generale veronese. Per prevedere efficaci modelli organizzativi e una interazione tra centri ospedalieri e territoriali, è necessario conoscere l’attuale percentuale di persone affette da malattie respiratorie, visto anche il possibile impatto ambientale. La popolazione è invitata a partecipare, la sanità veronese ha bisogno di questi dati”.
L’occasione per fare prevenzione e promuovere stili di vita corretti
“Il supporto allo studio ‘Scopri il tuo respiro’ sulla salute respiratoria della popolazione veronese ci offre la possibilità di rimarcare l’importanza del coinvolgimento attivo e della consapevolezza del cittadino riguardo alla propria salute” ha affermato la dottoressa Alessandra De Salvia, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 9 Scaligera. “La prevenzione è un tema fondamentale per sostenibilità del servizio sanitario e si può attuare solo con la partecipazione attiva e convinta della popolazione. Per questo il Piano della Prevenzione prevede, tra le sue strategie, oltre alla intersettorialità, in primo piano in questo progetto, la alfabetizzazione sanitaria, intesa come costruzione di cultura a partire dalla scuola sulla efficacia dei comportamenti virtuosi nella prevenzione della cronicità. Il protagonismo del cittadino nella scelta di salute va ribadita nella adesione alle proposte di screening basate sui programmi nazionali e regionali, attivi su tutti i distretti della provincia, nella adozione dei comportamenti virtuosi come la corretta alimentazione, l’esercizio fisico e la disassuefazione al fumo. A questo riguardo sono attivi sull’intero territorio della ULSS 9 Scaligera gli ambulatori dedicati alla disassuefazione al fumo che hanno incrementato l’attività di oltre il 10% rispetto allo scorso anno. Ancora per restare nell’ambito pneumologico, la prevenzione delle acuzie respiratorie si rivolge con particolare enfasi ai pazienti fragili, broncopneumopatici, ultra65ennni con la campagna vaccinale contro il virus dell’Influenza e lo Pneumococco che avrà inizio il prossimo 5 ottobre”.
Perché l’IRCCS di Negrar intraprende questa indiagine
“La sesta edizione di “Scopri il tuo respiro” ha alle spalle oltre 20 anni di impegno dell’Ospedale di Negrar nell’ambito della ricerca sulla salute respiratoria della popolazione”, ha detto l’amministratore delegato, Claudio Cracco. “Non solo di quella veronese, in quanto sono stati fatti studi osservazionali anche in altre città del Nord Italia a partire dal 2005. Il “Sacro Cuore Don Calabria” è un IRCCS, cioè un Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico”, ha sottolineato. Questo significa che l’attività assistenziale e clinica si affianca a quella di ricerca traslazionale, cioè una ricerca che ha un’immediata ricaduta sulla salute e sulla qualità di vita delle persone. Lo studio “Scopri il tuo respiro” ne è un importante esempio. I dati che emergeranno forniranno le basi scientifiche per azioni concrete di miglioramento della salute pubblica”.
Il coinvolgimento del Comune
“Si tratta di un rilevamento statistico che ci darà gli elementi – ha evidenziato l’assessora alla Salute, Elisa La Paglia – per programmare anche le azioni future. Sappiamo come incide sulla salute l’inquinamento piuttosto che altre sostanze nell’aria. Ma questo non basta. La ricerca e i nuovi dati epidemiologici raccolti sulla nostra aerea di riferimento possono ispirare le nostre politiche e quelle di chi verrà dopo di noi, con l’attivazione nel tempo di progetti di miglioramento della qualità della vita nel contesto urbano veronese”.
“Uno screening importante effettuato sulla popolazione, giunto alla sesta edizione – ha precisato l’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore Luisa Ceni –, una opportunità di analisi gratuita interessante che oltre al controllo della popolazione sostiene uno studio scientifico che avrà grosse ripercussioni sulla vita dei cittadini. La prevenzione è quello che permette al sistema sanitario di ridurre i costi per la cura dei cittadini, garantendo una diagnosi precoce e, soprattutto, la possibilità di studiare e rendere più efficaci gli interventi”.
“Certamente la salute respiratoria e quella dell’ambiente sono molto collegate – ha sottolineato la consigliera Annamaria Molino delega alla Rete Italiana Città Sane –. In realtà si chiama One Health, un approccio integrato e globale che riconosce che la salute degli esseri umani, degli animali e degli ecosistemi è legata in modo indissolubile. Questo è ancora più evidente nel caso della salute respiratoria. Questo esame, quindi, assolutamente non invasivo, darà certamente risultati scientifici importanti. Ci darà infatti indicazioni sulla salute respiratoria della popolazione e ci aiuterà a mettere in atto altre azioni oltre a quelle che già abbiamo fatto in questi anni e che stiamo facendo per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente”.
La collaborazione con l’Azienda Ospedalera Universitaria Integrata
“Con questa sesta edizione dello studio prosegue il lavoro di mappatura epidemiologica delle malattie respiratorie nel nostro territorio, a cui la nostra Azienda partecipa attivamente con la Pneumologia”, ha fatto sapere il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Paolo Petralia. “L’impegno della sanità veronese in questa ricerca va di pari passo con la mission dell’Azienda ospedaliera di garantire un’assistenza sempre più consapevole e personalizzata, fondata su dati solidi e su percorsi di prevenzione e diagnosi precoce. Mi rivolgo ai cittadini che saranno i veri protagonisti: li invito cordialmente a partecipare, perché la loro adesione è fondamentale per costruire le evidenze che permetteranno poi di migliorare i modelli organizzativi delle cure e la conseguente qualità di vita dei pazienti”.
E della Ulss 9 Scaligera
“Partecipare e sostenere un’indagine epidemiologica di così ampio respiro significa non solo monitorare l’evoluzione delle patologie respiratorie, ma soprattutto offrire ai cittadini un’opportunità concreta di cura e attenzione alla propria salute”, ha sostenutol direttore generale Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi-. Intercettare precocemente i fattori di rischio o i primi segni di malattie come l’asma e la BPCO ci permette di agire d’anticipo, confermando la vicinanza della nostra sanità pubblica ai bisogni reali del territorio».
Il sostegno della Fondazione della Comunità Veronese e della Fondazione Cattolica
“La scelta di destinare un contributo significativo a questo progetto nasce dal valore che riteniamo abbia per tutta la popolazione scaligera”, ha spiegato il presidente della Fondazione della Comunità Veronese, Giovanni Mantovani. “È un progetto che ha più livelli di ricaduta. C’è innanzitutto il valore scientifico di uno studio che permette di capire come è cambiata nel tempo la salute respiratoria dei veronesi. C’è anche un valore molto concreto in termini di prevenzione, perché conoscere meglio la diffusione delle patologie e i fattori di rischio significa poter intervenire prima e meglio. Ed infine c’è un valore sociale, perché parliamo della salute e della qualità della vita delle persone. Sono questi gli interventi sui quali crediamo abbia senso concentrare risorse importanti: progetti seri, costruiti sul territorio e capaci di restituire al territorio risultati concreti”.
«Siamo particolarmente orgogliosi di sostenere la sesta edizione di Scopri il tuo respiro, un progetto di grande valore scientifico e sociale promosso dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar”, ha detto il presidente della Fondazione Cattolica, Paolo Bedoni. “Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa tradursi in prevenzione, conoscenza e tutela della salute delle persone. Per Fondazione Cattolica è fondamentale contribuire al benessere della comunità, promuovendo una cultura attenta alle esigenze dei territori in cui operiamo dal punto di vista sociale, culturale e sanitario».








